Mercoledì 26 novembre 2014

Riforma del terzo settore: audizione alla Camera dell’Agenzia delle Entrate

a cura di: TuttoCamere.it
Ripensare l’attuale regime di tassazione del Terzo Settore alla luce delle finalità solidaristiche e di utilità sociale e dell’impatto sociale degli enti non commerciali.

E’ questo l’appello lanciato dall’Agenzia delle Entrate nel corso di un’audizione parlamentare in Commissione Affari sociali alla Camera svoltasi il 13 novembre 2014.
L’audizione si è articolata essenzialmente su cinque punti:

1. Armonizzare e semplificare una legislazione fortemente disorganica e frammentata; 2. La riorganizzazione del “sistema di registrazione degli enti”;
3. La valorizzazione della funzione imprenditoriale degli enti del Terzo Settore;
4. Riordino delle Agevolazioni fiscali;
5. La riforma strutturale dell’istituto del cinque per mille.

Dall’analisi normativa effettuata dalle Entrante, emerge l’affermazione di un dato strutturale che sembra per lo più caratterizzare la legislazione civilistica, ma soprattutto fiscale degli enti del Terzo Settore: la fiscalità di vantaggio a essi riconosciuta, infatti, è imperniata quasi totalmente intorno alla rilevanza della loro non lucratività oggettiva, piuttosto che intorno a quella soggettiva.
Questa immagine stride fortemente con quella recentemente fotografata dall’Istat. Il Terzo Settore, oggi, è infatti prevalentemente alimentato dal finanziamento privato (per il 65,9%) rispetto a quello pubblico (34,1%). Le sue entrate derivano per il 47,3% dallo svolgimento di attività commerciali.

La realtà - come si legge nell’audizione - ha così ampiamente superato la norma civilistica sdoganando definitivamente l’idea che gli enti non profit si qualifichino per la finalità non lucrativa e non per l’attività svolta che può anche essere commerciale.

Va dunque apprezzata la possibilità di ripensare l’attuale regime di tassazione del Terzo settore alla luce delle finalità solidaristiche e di utilità sociale, della non lucratività soggettiva e dell’impatto sociale, così come delineato dall'art. 6, comma 1, lettera a) del Disegno di legge in discussione. Resta ovviamente il problema di costruire un sistema normativo in grado di verificare le finalità solidaristiche e di utilità sociale, il divieto di ripartizione (diretta e indiretta) degli utili e di misurare l’impatto sociale. All’interno del sistema fiscale italiano il Terzo settore rappresenta uno degli ambiti di maggior impatto delle agevolazioni fiscali. Appare, pertanto, evidente la necessità di semplificare e razionalizzare la materia, che peraltro interseca competenze di controllo trasversali, a volte, difficilmente coordinate.

Per scaricare il testo dell’audizione dell’Agenzia delle Entrate alla Camera dei Deputati clicca qui.
Fonte: http://www.tuttocamere.it
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