Lunedì 2 novembre 2009

Regolarizzazione anche per le societa' con sede all’estero

a cura di: eDotto S.r.l.
Parte integrante della procedura di rientro dei capitali a seguito dell’operazione “scudo fiscale-ter” e' la richiesta di informazioni da parte dei clienti a commercialisti, avvocati e notai sulle modalita' con cui favorire il rimpatrio delle attivita' finanziarie detenute irregolarmente all’estero. Lo scoglio piu' grande e' quello connesso al rientro in Italia di societa' costituite all’estero, in particolare in Svizzera, Lussemburgo, Principato di Monaco e Inghilterra. La procedura di “ritorno in patria” dei soggetti giuridici non e' facile e presenta delle conseguenze sia formali che sostanziali. In primo luogo, si deve procedere con l’adozione da parte della societa' straniera di una delibera di trasferimento della sede (fatto del tutto normale in ambito Ue, in virtu' del principio di libera' di stabilimento, art. 43 e 48 Trattato Ce). Si deve, cioe', verificare che l’ordinamento in cui si trova incorporata la societa' non consideri il trasferimento di sede come una causa di cessazione o scioglimento della stessa societa'. La delibera di trasferimento sede deve, inoltre, contenere tutte le indicazioni necessarie per favorire lo spostamento dell’impresa, tra cui anche la forma giuridica societaria da adottare al rientro nel nostro Paese, lo statuto, gli organi corporativi, eccetera. Da non dimenticare, poi, che nella delibera deve essere espressa la volonta' dei soci sulla legge da applicare alla societa' una volta che la sede sia stata trasferita in Italia. Di solito, dopo il trasferimento si adotta la legge italiana, ma potrebbe succedere che la societa' trasferita voglia continuare a sottostare alla legge dell’ordinamento nel quale essa era incorporata. La delibera di trasferimento sede arriva nel nostro Stato in copia autentica rilasciata direttamente da un notaio. La delibera' straniera deve essere depositata negli atti di un notaio italiano, che procedera' alla pubblicita' camerale. Il notaio richiedera', a questo punto, un certificato del registro della societa' del Paese di provenienza al fine di poter apprendere gli esatti dati anagrafici della societa' che si trasferisce. Per l’iscrizione al registro delle imprese italiano e' necessario che la societa' sia dotata di codice fiscale, partita Iva e indirizzo di posta elettronica certificata (Pec). Da ricordare, infine, che il trasferimento di societa' dall’estero in Italia sconta l’imposta di registro fissa, ai sensi dell’articolo 2 del Dpr 131/86 (Testo unico imposta di registro)
Fonte: Il Sole 24 Ore – Norme e tributi, p. 4 – Societa` in fuga dai “paradisi” – Busani
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