Sabato 2 giugno 2001

PROCESSO DEL LAVORO, PROVE DI RIFORMA

a cura di: AteneoWeb S.r.l.
Il tentativo di conciliazione entra nel processo del lavoro ed è gestito dal giudice o da un conciliatore da questi delegato, scelto in un apposito Albo; se l’esito è positivo, il processo verbale acquista efficacia di titolo esecutivo; allo stesso conciliatore può essere affidato il mandato arbitrale, in ogni fase del tentativo di conciliazione e anche qualora questo dovesse fallire. L’azione giudiziaria deve essere esercitata , a pena di decadenza, entro 120 giorni dal licenziamento o dall’estromissione dall’azienda. Queste sono alcune delle proposte di riforma del processo del lavoro che i nuovi ministri della Giustizia e del Lavoro si troveranno sul tavolo non appena sarà insediato il Governo Berlusconi. Il lavoro è frutto dell’impegno della Commissione ministeriale presieduta dal consigliere di Cassazione Raffaele Foglia, con l’obiettivo prioritario di ridurre la durata del processo del lavoro, così come previsto dall’art. 111 della Costituzione.
Fonte: Il sole 24 ore
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