Martedì 15 marzo 2016

Prevenzione corruzione, pubblicita' e trasparenza nella P.A. - Parere del Garante sullo schema di decreto legislativo di revisione e semplificazione

a cura di: TuttoCamere.it

Sì condizionato del Garante Privacy sullo schema di decreto legislativo recante il riordino della disciplina sugli obblighi di pubblicità, trasparenza e informazioni da parte della pubbliche amministrazioni. Il Garante, con il provvedimento adottato nella riunione del 3 marzo 2016 (Registro dei provvedimenti n. 92 del 3 marzo 2016), chiede maggiori tutele per i cittadini.

Nel parere, l'Autorità ritiene necessario, in primo luogo, sviluppare alcuni criteri di delega non adeguatamente articolati. Si propone quindi di razionalizzare e rimodulare gli obblighi di pubblicazione in funzione di tre criteri essenziali:

  • grado di esposizione dei singoli titolari di funzioni pubbliche al rischio corruttivo,
  • funzionalità del dato da pubblicare rispetto alla effettiva necessità di conoscenza da parte dei cittadini e
  • bilanciamento delle esigenze di trasparenza con il diritto alla protezione dei dati.

Il tema dell'applicazione delle disposizioni sulla trasparenza da parte della P.A. è, infatti, particolarmente complesso e necessita di un approccio equilibrato per evitare che i diritti fondamentali alla riservatezza e alla protezione dei dati possano essere gravemente pregiudicati da una diffusione, non adeguatamente regolamentata, di documenti che riportino delicate informazioni personali.

Occorre quindi tenere in considerazione i rischi per la vita privata e per la dignità delle persone interessate che possono derivare da obblighi di pubblicazione sul web di dati personali non sempre indispensabili a fini di trasparenza. Rischi che emergono ancora di più in considerazione della delicatezza di alcune informazioni e della loro facile reperibilità grazie ai motori di ricerca.

L'Autorità ha anche chiesto di precisare meglio l'estensione degli obblighi di trasparenza, definendoli in maniera puntuale e non con un generico ed indeterminato rinvio alla "normativa vigente". Alcune modifiche sono poi suggerite rispetto alla disciplina dell'accesso modellata sull'esempio del FOIA (Freedom of Information Act) anglosassone che, salvo alcune eccezioni, sancisce il diritto di chiunque di accedere a dati e documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, anche senza motivazione.

L'Autorità suggerisce, infine, di disciplinare con criteri di maggiore proporzionalità gli obblighi di pubblicazione dei dati patrimoniali per il personale pubblico (e i relativi coniugi e parenti entro il secondo grado), modulando gli obblighi di trasparenza a seconda del ruolo e della carica ricoperta.
Lo scopo è quello di evitare che - con la prevista estensione ai dirigenti degli obblighi stabiliti per i titolari di incarichi politici - si determinino ingerenze eccessive nella vita privata di un ambito vastissimo di dipendenti pubblici (sarebbero oltre 140 mila i dirigenti tenuti alla pubblicazione della situazione patrimoniale, senza contare coniugi e parenti fino al secondo grado).

Per scaricare il testo del comunicato del 11 marzo 2016 e del parere del 3 marzo 2016 clicca qui.


Fonte: http://www.tuttocamere.it
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