Lunedì 11 gennaio 2010

Possibilita' dell’utilizzo dei crediti Irpef in compensazione da parte di societa' di persone o associazioni

a cura di: eDotto S.r.l.
A fine 2009, l’agenzia delle Entrate ha fornito un’importante specificazione per cio' che riguarda la possibilita' di compensazione dei crediti Irpef derivanti dalle ritenute subite da parte delle associazioni tra artisti e professionisti per pareggiare eventualmente i propri debiti fiscali e contributivi. La circolare n. 56/E dell’agenzia delle Entrate del 23 dicembre 2009, contiene a tal proposito un’importante novita': la possibilita' da parte dei soci o degli associati di riattribuire il credito eccedente al soggetto partecipato in modo tale che sia questo a utilizzarlo in compensazione con Iva, Irap o ritenute alla fonte. In altri termini, l’Agenzia ha dato il via libera alla possibilita' di “ritrasferire” le ritenute Irpef non utilizzate dai soci o dagli associati all’ente partecipato affinche' lo stesso possa procedere direttamente alla compensazione dei propri debiti tributari magari relativi a Irap, Iva o ritenute alla fonte. L’operazione di compensazione e' subordinata al ricorrere di alcune particolari condizioni: - i soci devono manifestare il preventivo assenso in apposito atto con data certa. L’assenso puo' riguardare le ritenute relative ad un singolo periodo d’imposta oppure puo' riferirsi in generale a tutte le ritenute residue senza limiti di tempo; - il credito deve risultare dalla dichiarazione annuale della societa'; - trasferite le ritenute al soggetto collettivo con utilizzo del credito in compensazione da parte dello stesso, gli eventuali importi residui di credito non potranno piu' essere ritrasferiti ai soci o associati. Le suddette specificazioni lasciano aperti alcuni dubbi interpretativi, riguardanti l’ambito soggettivo di applicazione della norma, le modalita' di effettuazione della disciplina da parte dei soci e associati e la “tempistica” in base alla quale la stessa puo' compiersi. All’atto pratico, e' necessario che il preventivo assenso sia stato manifestato anteriormente alla presentazione delle dichiarazioni dei soggetti interessati oppure alla presentazione del modello F24 nel quale e' operata la compensazione. Pertanto, la possibilita' di utilizzare i crediti Irpef per compensare i debiti propri dell’associazione o della societa' potra' riguardare anche le ritenute subite nel corso del 2009 ed evidenziate in Unico 2010. La facolta' deriva, quindi, da una interpretazione della normativa vigente che potrebbe assumere anche valore retroattivo. Tuttavia, e' difficile che la retroattivita' possa concretamente operare in quanto manca la “preventivita'” dell’assenso rispetto alla gia' avvenuta presentazione delle dichiarazioni (esempio delle ritenute subite nel 2008 e indicate in Unico 2009). L’Agenzia, inoltre, precisa che la scelta di attribuire le ritenute residue alla societa' o associazione deve essere effettuata dai soci e associati e puo' essere esercitata anche da uno solo o da piu' soci, senza che sia necessaria una partecipazione totalitaria. Cio', in quanto la presenza di ritenute residue dipende dalla situazione fiscale di ciascun socio o associato e non influisce sulla posizione degli altri partecipanti. La circolare specifica, pero', che l’assenso puo' essere espresso anche in via generalizzata. Inoltre, si afferma che i soci o associati possono attribuire alla societa' o associazione le ritenute che residuano dopo aver operato lo scomputo del loro debito Irpef. In tal modo, si lascia libero il contribuente di decidere l’importo delle ritenute da attribuire alla societa' o associazione, tenendo conto anche delle somme dagli stessi dovute in relazione ad altri tributi o contributi. Unico vincolo che emerge dalla lettura della circolare n. 56/E/2009 e' che l’attribuzione della ritenuta alla societa' non e' possibile se dalla dichiarazione dei redditi del socio emerge un debito Irpef, perche' in tal caso e' necessario utilizzare preventivamente le ritenute per estinguere il suddetto debito. Come detto, l’assenso per l’utilizzo delle ritenute puo' essere manifestato anno per anno oppure senza limiti di tempo, con documento che riporti data certa. L’assenso puo' essere revocato con effetto per i crediti derivanti dalle ritenute subite nell’anno in cui e' effettuata la revoca stessa. Il documento di prassi in oggetto rappresenta una vera novita' per le societa' di persone, imprese familiari, associazioni senza personalita' giuridica per l'esercizio in forma associata di arti e professioni, societa' di fatto e quelle di armamento, che si caratterizzano tutte per non possedere una soggettivita' distinta da quella del singolo socio. Viceversa, la scelta di attribuire le ritenute residue non puo' essere fatta dai partecipanti a societa' di capitali, costituite da professionisti, perche' producono redditi d’impresa e non si applicano le ritenute sui loro compensi.
Fonte: http://www.agenziaentrate.it
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