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Martedì 22 settembre 2015

PMI innovative: chiarimenti dal Ministero sulla nozione di "collaboratore a qualsiasi titolo" e sulla titolarità di brevetti in attesa di registrazione

a cura di: TuttoCamere.it
Se i soci amministratori, sono anche impiegati nella società (in qualità di soci o "a qualunque titolo"), nulla osta a che sia verificata la previsione normativa nella parte in cui relativamente al requisito soggettivo prevede l'impiego "come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo", in percentuale uguale o superiore al quinto della forza lavoro complessiva.

Al contrario, se gli amministratori siano esclusivamente "meri organi sociali", che pure hanno l'amministrazione della società ma non sono in essa impiegati, tale condizione non appare verificata. Questo è quanto sostiene il Ministero dello Sviluppo Economico nel Parere n. 154486 del 4 settembre 2015, emanato in risposta ad un quesito nel quale, in particolare, è stato sottoposto il caso di una società richiedente l'iscrizione come PMI innovativa, e che intende avvalersi, a tal fine, del requisito soggettivo dell'impiego "di collaboratori a qualunque titolo" previsto dall'art. 4, comma 1, lett. e), n. 2, del D.L. n. 3/2015, convertito dalla L. n. 33/2015.

La norma citata - parallelamente a quanto disposto dall'art. 25 del D.L. n. 179/2012, al comma 2, lett. h), n. 2), salvo i differenti aspetti quantitativi - consente, secondo il Ministero, in armonia con l'attuale disciplina giuslavoristica, che l'impiego del personale qualificato possa avvenire sia in forma di lavoro dipendente che a titolo di parasubordinazione o comunque "a qualunque titolo". In altri termini il legislatore non pone, né con riferimento alle PMI innovative, né alle Start-up, alcun pregiudizio nei confronti delle forme giuridiche contrattuali di collaborazione del personale "qualificato" con la società.

Il parere ministeriale si occupa anche della questione relativa al possesso del requisito oggettivo nel caso in cui la società sia titolare di una domanda di deposito di brevetto, per il quale si è in attesa della registrazione.
Anche in questo caso il Ministero - confermando quanto già sostenuto con parere 22 agosto 2014, n. 147532 - ritiene che "il requisito sarebbe soddisfatto anche nel caso in cui la start up avesse presentato domanda per la registrazione del brevetto pur non conoscendone ancora l'esito".

Il legislatore (art. 25 del D.L. n. 179/2012, comma 2, lett. h), n. 3)), dispone che la Start-up possa essere "sia titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa a una invenzione industriale, biotecnologica ...", e pertanto non soltanto "titolare o licenziataria" ma anche "depositaria" di tale privativa.
Pertanto, ove la società abbia già depositato formalmente il brevetto, ancorché sia ancora in attesa di registrazione, appare verificato il requisito dell' "essere depositaria", ed in quanto tale sarà iscrivibile nella sezione speciale del Registro delle imprese.
Tale posizione deve, oggi, essere integralmente ribadita e trasferita anche alla fattispecie delle PMI innovative.

Per scaricare il testo del parere ministeriale clicca qui.


Fonte: http://www.tuttocamere.it
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