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Venerdì 15 gennaio 2016

Nuova disciplina degli interpelli - L'Agenzia delle Entrate emana le istruzioni operative e le regole procedurali

a cura di: TuttoCamere.it
Con un Provvedimento del 4 gennaio 2016, Prot. n. 27, l'Agenzia delle Entrate ha fornito le indicazioni operative per la presentazione delle istanze di interpello alla luce delle nuove regole in vigore dal 1° gennaio 2016.

Il D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 156 (recante: "Misure per la revisione della disciplina degli interpelli e del contenzioso tributario, in attuazione degli articoli 6, comma 6, e 10, comma 1, lettere a) e b), della legge 11 marzo 2014, n. 23"), emanato in attuazione della delega fiscale, ha, infatti, operato una generale revisione della disciplina degli interpelli.
L'art. 1 del decreto, a tal fine, ha integralmente sostituito l'art. 11 (Diritto di interpello) dello Statuto dei diritti del contribuente (legge n. 212 del 27 luglio 2000).

Il provvedimento n. 27/2015, in particolare, dà attuazione alle disposizioni introdotte dall'art. 8 del citato D.Lgs. 156/2015, il quale demanda ad appositi provvedimenti dei Direttori delle Agenzia fiscali la definizione delle regole concernenti le modalità di presentazione delle istanze, l'individuazione degli uffici cui le medesime istanze sono trasmesse e di quelli da cui pervengono le risposte, le modalità di comunicazione delle medesime risposte e ogni altra eventuale regola concernente la procedura.

Il decreto n. 156/2015 individua quattro tipologie di interpello:
  • ordinario, ossia finalizzato alla richiesta di un chiarimento su aspetti normativi;
  • probatorio, finalizzato a ottenere l'accesso a un determinato regime fiscale;
  • disapplicativo, per rimuovere l'operatività di specifiche norme tributarie introdotte in chiave antielusiva;
  • anti-abuso, per dare attuazione alla nuova disciplina sull'abuso del diritto.

Il decreto ha, inoltre, modificato i termini della risposta alle istanze di interpello, definendoli in 90 giorni per l'interpello ordinario e in 120 giorni per le restanti tipologie, e indicato i nuovi uffici competenti a ricevere le istanze.
Le istanze di interpello riguardanti i tributi erariali dovranno essere presentate alla Direzione Regionale competente in relazione al domicilio fiscale del soggetto istante.

Le Amministrazioni centrali dello Stato, gli enti pubblici a rilevanza nazionale, i soggetti non residenti, indipendentemente dalla nomina di un rappresentante fiscale in Italia o dalla circostanza che i medesimi soggetti assolvano gli obblighi o esercitino i diritti in materia di imposta sul valore aggiunto ed i soggetti di più rilevante dimensione dovranno presentare le istanze:

  • alla Direzione Centrale Normativa con riferimento a quelle riguardanti i tributi erariali;
  • alla Direzione Centrale Catasto, Cartografia e Pubblicità immobiliare con riferimento a quelle concernenti l'imposta ipotecaria dovuta in relazione agli atti diversi da quelli di natura traslativa, le tasse ipotecarie e i tributi speciali catastali nonché le istanze di interpello aventi ad oggetto disposizioni o fattispecie di natura catastale.

Fa ancora eccezione, ma in solo via transitoria, la gestione delle nuove istanze cd. "antiabuso" che fino al 31 dicembre 2017 saranno presentate direttamente alla Direzione Centrale Normativa indipendentemente dai requisiti dimensionali o dalla residenza del contribuente che presenta l'istanza.

I canali a disposizione del cliente sono quattro: la consegna a mano, la spedizione a mezzo plico raccomandato con avviso di ricevimento, la presentazione per via telematica attraverso l'impiego della posta elettronica certificata ovvero attraverso l'utilizzo di un servizio telematico dedicato che, però, al momento, è ancora in fase di costruzione.

In attesa dell'implementazione e dell'avvio dell'apposito servizio telematico dedicato, il provvedimento stabilisce che le notificazioni e le comunicazioni dirette ai contribuenti obbligati a dotarsi di un indirizzo di posta elettronica certificata, nonché ai contribuenti che, pur non essendo obbligati, forniscono nell'istanza un indirizzo di detta posta elettronica certificata, dovranno essere preferibilmente effettuate attraverso tale canale.
A tal fine il provvedimento indica in un apposito allegato (Allegato A) gli elenchi di posta certificata di riferimento delle direzioni centrali e regionali interessate.
Nei casi in cui l'istanza presentata non contenga tutti i requisiti richiesti, entro 30 giorni dalla ricezione, l'Amministrazione notifica al contribuente l'invito a regolarizzare negli ulteriori 30 giorni decorrenti dal ricevimento dell'invito medesimo. Nel caso di ritardi del contribuente, l'istanza sarà dichiarata inammissibile.

Per scaricare il testo del Provvedimento e del suo allegato clicca qui.
Per scaricare il testo del D.Lgs. n. 156/2015 clicca qui.
Per scaricare il testo della legge n. 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente) clicca qui.


Fonte: http://www.tuttocamere.it
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