Mercoledì 15 maggio 2013

L’attivita' prevalente vale solo per artigiani, commercianti e coltivatori diretti

a cura di: eDotto S.r.l.
L’Inps, con circolare n. 78 del 14 maggio 2013, ripercorre normativa e giurisprudenza che hanno coinvolto il regime contributivo dei lavoratori che esercitano contemporaneamente un’attività da cui percepiscono redditi assoggettabili alla gestione separata - legge 335/1995 - ed un'altra attività imprenditoriale con obbligo di iscrizione alla gestione commercianti o artigiani.

La questione è stata al centro di orientamenti divergenti della giurisprudenza, che hanno costretto ad interventi risolutivi sia la Cassazione (sentenze n. 17076/2011 e n. 17074/2011) che il Legislatore (articolo 12, comma 11, del dl n. 78/2010).

In sintesi, si spiega che il principio dell'attività prevalente si applica solo nelle ipotesi di artigiani, commercianti e coltivatori diretti; mentre, non vale nel caso una delle attività comporti l'iscrizione alla gestione separata, caso in cui sussiste l'obbligo di doppia contribuzione.

È a carico dell'Inps la verifica della presenza di elementi come l'abitualità e la professionalità della prestazione lavorativa, nonché di altri requisiti eventualmente previsti dalle rispettive discipline specifiche di settore, prima di procedere all'iscrizione di un contribuente alle gestioni artigiani e commercianti. Si forniscono chiarimenti e istruzioni operative in relazione ai requisiti di partecipazione personale ed abituale all’attività lavorativa. Si precisa, ad esempio, che la presenza o meno di dipendenti e/o collaboratori, la loro qualifica e le loro mansioni, sono elementi che possono avere rilevanza al fine della valutazione. In tal senso si spiega che è da considerare socio lavoratore chi concorre alla concreta realizzazione dello scopo sociale e al suo effettivo raggiungimento non soltanto con l’espletamento di un’attività esecutiva o materiale, ma anche con attività di natura intellettuale, organizzativa e direttiva, se comporta un'ingerenza nel ciclo produttivo dell'azienda.

Essendo interpretazione autentica, ossia diretta a chiarire la portata della disposizione interpretata, la disposizione della Manovra estiva del 2010 è retroattiva: essa deve essere applicata a tutti i rapporti previdenziali attivi ed ai periodi contributivi ancora recuperabili entro i termini prescrizionali. Proprio per l’incertezza generata dai diversi orientamenti della giurisprudenza, nei casi di mancato o ritardato pagamento di contributi entro il 31 luglio 2010 opera la riduzione degli interessi legali sulle sanzioni civili, su richiesta dell’interessato.

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