Martedì 17 novembre 2015

Installazione di impianti - Esercizio in Italia da parte di una società avente sede principale nel Regno Unito

a cura di: TuttoCamere.it
Una società comunitaria di diritto inglese, può esercitare, a norma del Trattato sul funzionamento del Unione europea (TFUE), l'attività, per cui risulta registrata nel Paese d'origine, sull'intero territorio dell'Unione secondo due modalità:
a) in regime di stabilimento, cioè radicandosi per un periodo continuativo, più o meno prolungato nel nostro paese;
b) in libera prestazione di servizi, cioè svolgendo un'attività temporanea ed occasionale.

Nel primo caso, l'impresa sarà tenuta ad iscrivere una sede secondaria o unità locale in Italia, limitandosi a dichiarare l'attività esercitata nel Regno Unito e chiedendo di esercitare quella medesima attività in Italia, presso la localizzazione eletta.

In questo caso non potrà essere richiesto nessun altro adempimento e non potrà essere richiesta la nomina di alcun responsabile tecnico. Infatti, secondo quanto stabilito al comma 2, dell'art. 11, del D.P.R. n. 558/1999 "Le imprese stabilite in uno Stato membro dell'Unione europea che intendano aprire sedi o unità locali sul territorio nazionale per svolgere una delle attività di cui agli articoli 7, 9 e 10 hanno titolo all'iscrizione nel registro delle imprese e nel REA qualora sussistano i requisiti prescritti dalla normativa dello Stato di provenienza per lo svolgimento delle predette attività".

Nell'ipotesi invece di libera prestazione di servizi, la società sarà solamente tenuta a presentare, al Ministero dello Sviluppo Economico, una dichiarazione scritta di libera prestazione di servizi, ai sensi dell'art. 10 del D.Lgs. n. 206/2007, almeno trenta giorni prima dell'inizio dell'attività.

Per quanto riguarda il deposito della dichiarazione di conformità, non risultando iscritta presso alcuna Camera di Commercio, l'impresa comunitaria dovrà fare riferimento non allo Sportello unico per l'edilizia ma alla Camera di Commercio nella cui circoscrizione è ricompreso l'immobile oggetto dell'intervento installativo, trasmettendo ad essa la prevista documentazione.

La Camera di Commercio potrà, a sua volta, effettuare le verifiche affidatele dal comma 3, dell'art. 11 del D.M. n. 37/2008 consultando le informazioni relative alle dichiarazioni preventive ricevute, ed al relativo esito, di cui lo stesso Ministero dello Sviluppo Economico cura la pubblicazione nelle pagine del proprio sito internet istituzionale.
Sono questi i chiarimenti giunti dal Ministero dello Sviluppo Economico con il Parere 12 novembre 2015, Prot. 232178, emanato in risposta ad un quesito posto da una camera di Commercio. 

Per scaricare il testo del Parere ministeriale clicca qui.
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Fonte: http://www.tuttocamere.it
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