Martedì 4 ottobre 2016

Il riordino della SCIA - Le osservazioni dell'Antitrust e della Conferenza delle Regioni sullo schema di decreto SCIA2

a cura di: TuttoCamere.it

Ricordiamo, anzitutto, che il Consiglio dei ministri del 15 giugno 2016, dopo aver approvato, in esame definitivo, il decreto legislativo recante attuazione della delega di cui all'articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di segnalazione certificata di inizio attività (c.d. SCIA1) - poi concretizzatosi nella pubblicazione del D.Lgs. 30 giugno 2016, n. 126 - ha anche approvato, in via preliminare, un secondo decreto legislativo in materia di individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio attività, silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti (c.d. SCIA2).

Nello specifico lo schema di decreto - composto da 6 articoli e da una Tabella - proseguendo l'attuazione della delega, provvede ora alla precisa individuazione delle attività dei privati assoggettate ai quattro regimi amministrativi definiti nella norma di delega, ossia:

  • segnalazione certificata di inizio attività (SCIA);
  • silenzio assenso;
  • comunicazione preventiva;
  • titolo espresso.

Dopo il Parere del Consiglio di Stato del 4 agosto 2016, n. 1784/2016, di cui abbiamo parlano nella nostra newsletter n. 30 del 18 agosto, sono arrivati ora anche i pareri dell'Antitrust e della Conferenza Unificata.

1) In audizione alle Commissioni del Senato, il 20 settembre 2016, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha espresso il proprio parere favorevole sullo schema di decreto, attraverso il quale viene raggiunto l'obiettivo di fornire certezza ai rapporti giuridici attraverso regole chiare e di immediata comprensione anche attraverso apposite tecniche redazionali che elencano in tabella, per ogni attività, il corretto regime amministrativo applicabile, la concentrazione degli eventualmente plurimi regimi amministrativi ed i riferimenti normativi. Si vuole così ridurre gli oneri burocratici, i tempi amministrativi e eliminare gli sdoppiamenti procedurali.
Tuttavia, l'Antitrust fornisce alcuni rilievi in merito alla necessità di un costante censimento delle attività e dei relativi regimi amministrativi in relazione a disposizioni legislative sopravvenute al fine di evitare lacune in relazione a nuove attività generate dal mercato e dall'innovazione tecnologica che potrebbero sfuggire alle attuali classificazioni.

2) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, pur condividendo, in linea generale, il lavoro predisposto dal Governo per la ricognizione dei regimi, finalizzato a dare attuazione alla delega di cui all'art. 5 della L. 124/2015 ed alla previsione dell'art. 1, comma 2 del D.Lgs 126/2016, ha ritenuto indispensabile intervenire su alcuni punti dell'articolato con un documento del 29 settembre 2016. Prot. 16/105/CU01/C1-C4-C5-C11.

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome condivide, inoltre, la necessità di considerare il decreto in esame il primo fondamentale momento di ricognizione della normativa vigente che dovrà essere completato e monitorato attraverso i decreti correttivi ed integrativi previsti ai sensi del comma 3, dell'art. 5, della Legge n. 124 del 2016, come indicato dallo stesso Consiglio di Stato.

Per un approfondimento dell'argomento e per scaricare il testo dei due documenti clicca qui.


Fonte: http://www.tuttocamere.it
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