Mercoledì 9 dicembre 2009

Il rimpatrio giuridico dei titoli italiani puo' coinvolgere piu' intermediari nazionali

a cura di: eDotto S.r.l.
In merito allo scudo fiscale circa le attivita' detenute presso intermediari esteri rimpatriate con rimpatrio giuridico quando sono obbligazioni italiane soggette al dlgs 239/1996, ossia titoli dei grandi emittenti, o azioni immesse in deposito a monte titoli si rileva la necessita' di definire gli adempimenti a carico degli intermediari italiani.

Il meccanismo, infatti, prevede che il rimpatrio giuridico avvenga attraverso una fiduciaria italiana che deposita i titoli presso un intermediario estero. Quest’ultimo li subdepositera' presso una banca italiana.

Nel caso di grandi emittenti l’obbligo di applicare l’imposta sostitutiva e' posto a carico dell’intermediario piu' vicino al cliente, la fiduciaria italiana. Se sono coinvolti piu' istituti bancari per evitare l’assoggettamento dello stesso reddito da parte anche della banca di primo o secondo livello la banca estera deve intestare il deposito conto terzi, aperto presso la banca italiana, anche a nome della fiduciaria: se il beneficiario del reddito e' un “lordista” la banca italiana evitera' di applicare la sostitutiva.

Nel caso di depositi a Monte titoli l’imposta sostitutiva e' operata dall’intermediario italiano che aderisce al deposito accentrato. Pertanto, la banca estera dovra' comunicare all’intermediario che l’effettivo beneficiario dei dividendi e' una persona fisica italiana, relativamente ad una partecipazione non qualificata e non detenuta nell’esercizio d’impresa.

Assoholding ha emesso la circolare 5 del 2009 in cui tratta, oltre che di Cfc, incentivi alla ricapitalizzazione, deducibilita' degli interessi passivi e valore normale di gruppo, anche delle holding che, in forma di societa' semplici, possono scudare le attivita' detenute all’estero tramite fiduciarie o interposta persona.

Intanto una proroga e' stata chiesta per lo scudo dei frontalieri: i centri di assistenza fiscale sono oberati di lavoro e non faranno in tempo a smaltire entro il 15 dicembre le pratiche che ricevono dai lavoratori italiani che lavorano in Svizzera e che, quindi sono a rischio multa di 300 euro per ritardata presentazione di Unico con il quadro RW.
Fonte: Il Sole 24 Ore – Norme e tributi, p. 33 – Titoli italiani in cerca di sostituto - Piazza
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