Giovedì 3 settembre 2015

I dati bancari trafugati all'estero sono utilizzabili dal Fisco italiano

a cura di: TuttoCamere.it
Per un avviso di accertamento, assumono rilievo e sono validi anche elementi di prova assunti irritualmente, purché non lesivi dei diritti fondamentali di rango costituzionale.

L'Amministrazione finanziaria, nell'attività di contrasto e accertamento dell'evasione fiscale può, in linea di principio, avvalersi di qualsiasi elemento con valore indiziario, anche unico, con esclusione di quelli la cui inutilizzabilità discenda da una specifica disposizione della legge tributaria o dal fatto di essere stati acquisiti in violazione di diritti fondamentali di rango costituzionale. Sono perciò utilizzabili, nell'accertamento e nel contenzioso con il contribuente, i dati bancari acquisiti dal dipendente di una banca residente all'estero e ottenuti dal fisco italiano mediante gli strumenti di cooperazione comunitaria.
Sono questi i principi che si desumono dalla sentenza n. 16950 del 19 agosto 2015, con cui la Cassazione, facendo seguito alle ordinanze 8605 e 8606 dello scorso 28 aprile, ha definitivamente ammesso l'utilizzabilità in Italia dei dati trafugati da dipendenti di istituti bancari, in violazione del segreto bancario, e poi acquisiti dalle autorità fiscali degli Stati dei Paesi membri dell'Ue.

La vicenda processuale
L'Agenzia delle Entrate proponeva ricorso per cassazione, per violazione di legge (in particolare degli articoli 37 e 41 del Dpr 600/1973 e dell'articolo 191 del cpp) avverso una sentenza della Ctr di Bolzano che, in accoglimento dell'appello del contribuente, aveva annullato le riprese dell'Agenzia relative a imposte e sanzioni collegate a disponibilità finanziarie detenute all'estero.
Secondo i giudici di appello, infatti, era inutilizzabile la documentazione bancaria trafugata da un funzionario di una banca estera, poi acquisita dalle autorità tedesche e da queste divulgate ad altri Paesi Ue, ai fini del contrasto all'evasione fiscale, in virtù dell'articolo 191 del codice di procedura penale, che prevede un generale divieto di utilizzo processuale di prove acquisite in violazione di legge.


Fonte: http://www.tuttocamere.it
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