Lunedì 7 giugno 2010

I correttivi adottati per tener conto della crisi economica al vaglio dei contribuenti

a cura di: eDotto S.r.l.
Al fine di attenuare gli effetti della crisi economico/finanziaria, protratta per il secondo anno consecutivo, anche nell’anno d’imposta 2009 sono stati elaborati dei correttivi congiunturali che interessano tutti quei soggetti che evidenziano una contrazione dei ricavi, con l’obiettivo di rimodulare il valore soglia di normalita' economica in modo da tenere in debita considerazione anche le merci e i prodotti invenduti. I correttivi congiunturali hanno riguardato sia i diversi settori di mercato (sono previsti per ben 147 settori), sia i singoli individui: in questo secondo caso hanno interessato tutti gli studi di settore, con lo scopo di adattare la funzione ricavo in presenza di una situazione di crisi di tipo soggettivo. Dalle prime simulazioni condotte con la nuova versione software valida per il periodo d'imposta 2009, sembrerebbe emergere un dato fondamentale, cioe' quello secondo cui i correttivi congiunturali assolvono bene il loro compito, attenuando gli effetti della crisi. Proprio in questi giorni, infatti, i contribuenti sono alle prese con i collaudi da compiere sul software Gerico definitivo. Il pacchetto Gerico 2010 e' stato messo in rete dall'agenzia delle Entrate nella serata di giovedi' 27 maggio, anticipando soltanto di qualche giorno i rumors che indicavano in lunedi' 31 maggio il giorno del debutto ufficiale del software studi di settore. Inoltre, sempre nella stessa giornata di giovedi' 27 le Entrate hanno pubblicato anche la versione definitiva dei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore per l'annualita' 2009 da allegare alla dichiarazione Unico 2010. I soggetti tenuti all’applicazione degli studi di settore, se rilevano che i ricavi o i compensi contabilizzati nel corso del 2009 sono inferiori a quelli determinati con l’applicazione Gerico, nel primo anno di applicazione degli studi oppure anche in un anno successivo, nel caso in cui vi sia stato un aggiornamento o revisione dello studio possono adeguarsi in dichiarazione, senza sanzioni ne' interessi. Al fine di verificare se e' conveniente o meno adeguarsi agli studi di settore e ai loro correttivi, puo' essere utile procedere per tappe e, cosi', valutare che tipo di comportamento assumere. A tal fine, sembrerebbe opportuno procedere per gradi: il soggetto interessato dovrebbe, per prima cosa, verificare la propria posizione in relazione ai dati raccolti, procedere con una valutazione dell’applicabilita' dei correttivi e verificare la loro correttezza in relazione agli effetti della crisi; effettuare il conteggio della situazione del contribuente ai fini dell’analisi di coerenza, normalita' e congruita' dei dati, comprensivi dell’impatto della crisi; in caso di non congruita', verificare l’esistenza delle eventuali anomalie e, infine, valutare l’opportunita' di adeguarsi o, viceversa, compilare il quadro delle annotazioni libere per giustificare la posizione di non congruita'.
Fonte: Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, p. 1 – Cinque passi giusti per gli studi di settore – Ranocchi, Valcarenghi
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