Martedì 2 dicembre 2014

Fondi pensione: dal 28 novembre in vigore nuove regole sui criteri, limiti di investimento e conflitti di interesse

a cura di: TuttoCamere.it
E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 264 del 13 novembre 2014, il Decreto 2 settembre 2014, n. 166, recante “Regolamento di attuazione dell'articolo 6, comma 5-bis del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, recante norme sui criteri e limiti di investimento delle risorse dei fondi pensione e sulle regole in materia di conflitti di interesse”.

Questo nuovo decreto interministeriale (Ministero dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali) sostituisce il precedente decreto 21 novembre 1996, n. 703 e si applica a tutti i fondi pensione, escluse le forme pensionistiche complementari attuate mediante contratti di assicurazione sulla vita (PIP) e i fondi preesistenti.

Il mutamento dello scenario finanziario a seguito dell’ampliamento dell’universo investibile, le crisi finanziarie sia internazionali che italiane, l’evoluzione della normativa sia in tema di mercati finanziari che in tema di riforma del sistema della previdenza complementare (D.Lgs. n. 252/2005), il recepimento nel nostro ordinamento della direttiva europea sui fondi pensione (Direttiva 2003/41/CE) hanno indotto il legislatore ad una revisione quasi radicale della precedente normativa.

Il nuovo decreto n. 166/2014, partendo dall’obiettivo di perseguire gli interessi degli aderenti e dalla considerazione che l’investimento previdenziale ha una natura peculiare e differente da quello puramente finanziario, si muove verso una maggiore attenzione alle capacità gestionali e ai processi decisionali dei fondi pensione e alla loro necessaria maggiore responsabilizzazione nel controllo e gestione dei rischi, da effettuare attraverso il ricorso a strumenti e modelli di gestione congruenti.

La nuova disciplina delinea, quindi, una attenzione maggiore alla capacità di conoscere e gestire i rischi connessi agli investimenti piuttosto che al mero rispetto di limiti quantitativi, basandosi sul principio della “persona prudente” che, perseguendo l’ottimizzazione del rapporto redditività/rischio, è declinato secondo criteri di adeguata professionalità, attenzione ai processi, conoscenza e gestione dei rischi inerenti gli investimenti.

In tema di conflitti di interesse, la normativa vigente prevede una disciplina incentrata principalmente sui conflitti nella gestione finanziaria.
Le norme contenute nel D.M. n. 703/96 sono essenzialmente fondate sul principio secondo cui, non essendo possibile garantire in assoluto la prevenzione del conflitto, la tutela degli interessi del fondo pensione e, quindi, degli aderenti, può essere perseguita mediante obblighi di trasparenza.

La nuova disciplina, pur ribadendo la validità del principio di trasparenza, prevede un obbligo di prevenzione, gestione e controllo dei conflitti tramite adeguate misure organizzative.

Per scaricare il testo del nuovo decreto n. 166/2014 clicca qui.

Fonte: http://www.tuttocamere.it
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