Mercoledì 18 febbraio 2015

Elenco revisori enti locali: analisi statistica e criticita'. Uno studio della FNC

a cura di: TuttoCamere.it
Dal 10 dicembre 2012, i Revisori dei conti degli enti locali sono estratti a sorte da un elenco tenuto dal Ministero dell'Interno e aggiornato annualmente.
La Fondazione Nazionale Commercialisti, in un documento dal titolo “Elenco Revisori Enti locali – Analisi statistica e criticità”, presenta una prima analisi statistica degli iscritti negli elenchi pubblicati dal 2012 ad oggi e mostra alcune criticità del meccanismo di estrazione che necessitano di appropriati correttivi.

Nel 2015, gli aspiranti revisori sono 16.902 a fronte di 3.967 posti disponibili, un posto ogni quattro iscritti. Sono 9.543 gli aspiranti al primo incarico di revisore (il 57% del totale) e 6.190 sono gli iscritti che hanno già avuto almeno un incarico.
Gli iscritti in prima fascia sono 15.733 a fronte di 4.597 comuni/posti disponibili, gli iscritti in seconda fascia sono 6.932 a fronte di 1.433 comuni/posti disponibili, gli iscritti in terza fascia sono 5.142 a fronte di 635 comuni e 1.905 posti disponibili.
La probabilità di estrazione di un iscritto in prima fascia è pari in media al 10% (39% in Piemonte, 23% in Lombardia, 1% in Puglia, 4% in Campania, 8% in Calabria).

In molti casi, gli aspiranti al primo incarico, considerata l’elevata domanda di incarichi e la scarsità di posti disponibili, sono costretti a scegliere province anche molto distanti dalla propria residenza per aumentare le probabilità di estrazione sottoponendosi in tal modo a un rischio economico sproporzionato. Ad esempio, in Puglia, dove la probabilità di estrazione è più bassa, possono verificarsi casi di questo tipo. Considerata la lunghezza della regione, in alcuni casi la distanza tra due comuni può arrivare a 400 km.

Se si ipotizza che in un Comune di prima fascia è necessario come minimo effettuare 14 trasferte ed ipotizzando un costo chilometrico pari a 0,70 euro, la spesa totale sarebbe pari a 7.840 euro. Tutto ciò, naturalmente, a fronte di compensi fermi al 2005, molto bassi soprattutto nei comuni di prima fascia e ridotti del 10% dal DL 78/2010. Basti ricordare che in un comune sotto i 500 abitanti, e in Italia ve ne sono 849, il compenso massimo tabellare è pari a 2.060 euro che ridotto del 10% diventa pari a 1.954 euro.

Negli oltre 8 mila comuni italiani, il costo dell’organo di revisione ottenuto applicando i massimi tabellari del 2005 tutt’ora in vigore, quasi mai applicati al loro valore massimo, e senza considerare il taglio del D.L. 78/2010, è pari a 59 milioni di euro (pari allo 0,16% dell’ultima manovra finanziaria).
Sulla base di una simulazione condotta ipotizzando il raddoppio dei compensi nei solo comuni di prima fascia, il maggior costo per gli enti locali sarebbe pari a 21,6 milioni di euro.

Per scaricare il testo del documento clicca qui.

Fonte: http://www.tuttocamere.it
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