Lunedì 16 marzo 2015

E-book: la Corte di Giustizia UE dice NO all'IVA ridotta a Francia e Lussemburgo. Viola la normativa europea. Avvertimento anche per l'Italia?

a cura di: TuttoCamere.it
La Francia e il Lussemburgo non possono applicare un'aliquota IVA ridotta alla fornitura di libri elettronici, contrariamente a quanto vale per i libri su carta.

E' questo l'argomento del Comunicato stampa del 5 marzo 2015, emesso dalla Corte di Giustizia dell'Unione europea con riferimento alle due Sentenze del 5 marzo 2015 nelle cause C-479/13 e C-502/13.

Entrambi i Paesi, avendo applicato un'aliquota ridotta dell'VA alla fornitura di libri digitali o elettronici, sono venuti meno agli obblighi ad essi incombenti in forza degli articoli 96 e 98 della direttiva 2006/112/CE, del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto, come modificata dalla direttiva 2010/88/UE del Consiglio, del 7 dicembre 2010, letti in combinato disposto con gli allegati II e III della suddetta direttiva e con il regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011 del Consiglio, del 15 marzo 2011, recante disposizioni di applicazione della direttiva 2006/112.

La Corte di giustizia UE ha cosi' bocciato l'IVA agevolata per gli e-book introdotta dalla Francia (5,5%) e dal Lussemburgo (3%) dal 1° gennaio 2012.

Nel caso del Lussemburgo, la Corte sottolinea che la violazione e' ancora piu' grave, in quanto l'aliquota minima prevista dalle regole UE per l'IVA e' del 5%, salvo casi eccezionali ma giustificati dalle norme europee, cioe' non in questo caso.

La Corte ha cosi' accolto il ricorso per inadempimento della Commissione europea, che aveva giudicato non in linea con le regole UE in materia di IVA la imposizione di una aliquota ridotta sui libri elettronici.
Nelle due sentenze, la Corte sottolinea che le regole europee prevedono la possibilita' di un'aliquota IVA ridotta per i libri, ma solo se su un supporto fisico che e' parte integrante del libro, cioe' la carta.

La Corte ha stabilito che l'e-book necessita di un supporto fisico per essere letto, come per esempio un computer, ma "questo supporto non e' fornito insieme al libro elettronico", e quindi non e' un libro.
Sempre la Corte ricorda che le regole UE in materia di applicazione dell'IVA "vietano la possibilita' di applicare l'IVA ridotta a qualunque servizio fornito per via elettronica" e aggiunge che "secondo la Corte la fornitura di libri elettronici costituisce un servizio di questo tipo".
La Corte ha valutato anche la possibilita' di considerare l'e-book come un "bene" piu' che un "servizio", ma si e' dovuta escludere anche questa via in quanto "solo il supporto fisico che consente la lettura di un e-book puo' essere considerato come un bene, ma questo supporto fisico e' assente nelle forniture di libri elettronici".

La decisione, per il momento, non riguarda che questi due Paesi (Francia e Lussemburgo) ma costituisce una chiara indicazione anche per quali saranno con ogni probabilita' le sorti dell'Italia che, dal 1° gennaio 2015, dopo mesi di battaglie da parte dell'Associazione Italiana Editori (AIE), che chiedeva la parificazione dell'aliquota tra e-book e libri cartacei, ha deciso di seguirne l'esempio abbassando l'IVA sugli e-book dal 22% al 4%, equiparandola cioe' a quella sui libri cartacei e non a quella dei prodotto informatici.

Ma il nostro Legislatore era consapevole del rischio di incorrere in una probabile procedura di infrazione UE?

Non sarebbe stato meglio prima agire per modificare la normativa europea in materia per consentirne l'adeguamento al progresso tecnologico e per rimuovere un serio ostacolo allo sviluppo del mercato e-book?

Per scaricare il testo del COMUNICATO STAMPA della Corte di Giustizia clicca qui.
Per scaricare il testo integrale della SENTENZA della Corte di Giustizia C-479/13 clicca qui.
Per scaricare il testo integrale della SENTENZA della Corte di Giustizia C-502/13 clicca qui.

Fonte: http://www.tuttocamere.it
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