Martedì 10 novembre 2015

Crisi da sovraindebitamento - Iscrizione nel registro degli organismi di composizione estesa anche ai ragionieri

a cura di: TuttoCamere.it
Estesa anche ai ragionieri la possibilità di iscriversi nel Registro degli Organismi di composizione delle crisi da sovraindebitamento. Con una sentenza depositata il 4 novembre 2015, il TAR del Lazio ha, infatti, accolto il ricorso presentato dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili (CNDCEC) contro i Ministeri della Giustizia, dello Sviluppo economico e dell'Economia e delle Finanze con il quale l'ente aveva impugnato il Decreto 24 settembre 2014 che, prevedendo la laurea tra i requisiti di iscrizione negli elenchi degli organismi di composizione, di fatto escludeva circa 35 mila ragionieri, sprovvisti di laurea ma pienamente abilitati alla funzione di gestore delle crisi in quanto iscritti alla sezione A dell'Albo dei commercialisti.

Tale disposizione, infatti, portava all'esclusione dei Ragionieri iscritti alla sezione A dell'Albo e, secondo il Consiglio nazionale, si poneva in contrasto sia con il D.Lgs. n. 139 del 2005, che riconosce a tutti gli iscritti alla sezione A le competenze tecniche per la gestione della crisi, che con la L. n. 3 del 2012, che istituisce gli organismi di composizione della crisi, nella parte in cui stabilisce che le funzioni attribuite a tali organismi possono essere svolte anche da professionisti che abbiano i requisiti per essere nominati curatori fallimentari tra cui, appunto, i Ragionieri.

Una tesi condivisa dal tribunale amministrativo regionale, che rileva una "sostanziale omogeneità tra le funzioni che i Ragionieri commercialisti possono svolgere quali iscritti all'Albo e le competenze attribuite dal decreto agli organismi di gestione della crisi". Di conseguenza, chiarisce il TAR, "in assenza di una norma equiordinata al DLgs. 139/2005, l'introduzione, in sede regolamentare, di una restrizione in danno dei Ragionieri commercialisti e delle competenze che la legge riconosce agli stessi si rivela illegittima". In caso contrario, ci si ritroverebbe nella situazione in cui "i Ragionieri che possono essere nominati dal giudice gestori della crisi, non potrebbero tuttavia risultare iscritti nel corrispondente elenco dal quale trarre i professionisti con medesime competenze".

Era subito apparso palese che il citato decreto conteneva una formulazione erronea nella parte in cui prevede un generalizzato obbligo di possesso della laurea specialistica quale requisito di accesso all'elenco dei soggetti ammessi a ricoprire la qualifica di gestore della crisi da sovra indebitamento, senza prevedere però una deroga per i ragionieri.

Con questa sentenza viene posto rimedio ad una irragionevole e ingiustificata disparità di trattamento.

Ricordiamo che con il decreto 24 settembre 2014, n. 202, pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 21 del 27 gennaio 2015, il Ministero della Giustizia ha emanato il regolamento recante i requisiti di iscrizione nel registro degli organismi di composizione della crisi da sovraindebitamento.

La disciplina della "crisi da sovraindebitamento" è stata introdotta nel nostro ordinamento dalla Legge 27 gennaio 2012, n. 3 (Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento), al fine di poter offrire uno strumento anche a quei soggetti che sono esclusi dalla disciplina fallimentare, in quanto di piccole dimensioni o privati.

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Fonte: http://www.tuttocamere.it
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