Martedì 7 febbraio 2012

Certificati “verdi” e “grigi”. Il costo delle quote e' un onere di sistema rilevato per competenza

a cura di: eDotto S.r.l.
L’Oic, nei due principi contabili nazionali che sono stati diffusi in forma di bozza e sono in consultazione fino al prossimo 10 aprile 2012, ha illustrato le modalità con cui le imprese produttrici devono riportare in bilancio i certificati ambientali e le emissioni di gas ad effetto serra.

Si tratta della bozza del Principio contabile nazionale "I certificati verdi" e la bozza del Principio contabile nazionale "Le quote di emissione di gas ad effetto serra", cosiddetti certificati grigi.

La bozza del principio contabile sui certificati verdi fornisce indicazioni sul trattamento contabile da parte dell’impresa produttrice o importatrice di energia elettrica da fonte rinnovabile e da parte dell’impresa trader di tali certificati.

In virtù del decreto liberalizzazione del settore energetico, le società che producono energia elettrica da fonti rinnovabili ricevono dal Gestore dei servizi energetici i suddetti certificati verdi, che costituiscono una sorta di integrazione dei ricavi (contributo in conto esercizio) a compensazione dei maggiori oneri connessi alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili rispetto a quella da fonti fossili tradizionali. Le società che non producono energia da fonti rinnovabili, invece, devono immettere nel sistema elettrico nazionale una quota minima di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, oppure devono acquistare sul mercato i certificati verdi equivalenti al proprio obbligo. Dunque, per loro i certificati verdi costituiscono un onere perché l’obbligo di acquisto aumenta i costi di produzione.

Contabilmente, i certificati verdi devono essere riportati nella voce A5 del conto economico, tra gli “Altri ricavi e proventi”, sia che i certificati vengano rilasciati a preventivo che emessi a consuntivo. In sede di redazione del bilancio, la società iscrive nell'attivo dello stato patrimoniale, un credito verso il Gse (Voce CII.5 Crediti verso altri) in contropartita alla rilevazione dei ricavi rilevati per competenza: il credito si chiude al momento della vendita dei certificati e si iscrive il credito commerciale verso clienti (CII.1).

Se il certificato è emesso a preventivo, la società rileva nei conti d’ordine l’impegno a produrre un certo quantitativo di energia verde sulla base dei certificati ricevuti e, poi, contabilizza i relativi ricavi. Per le società che non producono energia rinnovabile, il costo dei certificati verdi deve essere iscritto tra i costi di produzione del conto economico (voce B14) e analogamente deve essere rilevato un debito verso il Gse (Voce D14). Con l’acquisto effettivo del certificato si genera un debito verso i fornitori (voce D7) e contemporaneamente si chiude il debito verso il gestore.

La bozza di principio contabile sulle quote di emissione di gas ad effetto serra (certificati grigi) indica il trattamento contabile per l’impresa che possiede impianti industriali che producono gas serra e per le imprese trader. Tali società, in virtù del Protocollo di Kyoto, sono tenute a limitare le emissione di gas serra in proporzione alle quote di emissione corrisposte da parte delle autorità nazionali.

Dal punto di vista contabile, i costi relativi alle quote di emissione rappresentano un onere di sistema, che tali società devono iscrivere nella voce B14 (Oneri diversi di gestione) del conto economico e considerati come oneri di competenza dell’esercizio. Il relativo debito verso l'autorità nazionale è riportato nella Voce D14, che si chiude quando avviene l'acquisto delle quote (D7 debiti verso fornitori). I ricavi derivanti dalle quote di emissioni costituiscono una componente positiva di natura accessoria e andranno rilevati nella voce A5 (Altri ricavi).
Fonte: http://www.fondazioneoic.eu
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