Giovedì 12 maggio 2016

Banche e procedure esecutive e concorsuali - D.L. n. 59/2016 - Critiche da parte del CNDCEC su alcune modifiche apportate alla legge fallimentare

a cura di: TuttoCamere.it

Alcune delle novità in materia di procedure concorsuali contenute nel Decreto-Legge n. 59/2016 (c.d. "Salva Banche") rischiano di determinare un impatto eccessivamente penalizzante per i curatori fallimentari.

L'allarme è stato lanciato dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (CNDCEC) che denuncia, tra l'altro, un ricorso eccessivo allo strumento del decreto legge "senza connotazione dei requisiti costituzionalmente richiesti della necessità e dell'urgenza, su materie che dovrebbero essere condivise dalle forze politiche rappresentate in Parlamento".

Non tutte le disposizioni contenute nel provvedimento - si legge ancora nel comunicato del CNDCEC - sono condivisibili. Nello specifico, secondo i commercialisti "non convincono alcune novità inserite nell'ambito delle procedure concorsuali, quali ad esempio quelle che prevedono, quale ulteriore ipotesi di revoca per giusta causa del curatore, il mancato rispetto dell'obbligo di presentare un progetto di ripartizione delle somme disponibili ogni quattro mesi a partire dalla data di emissione del decreto di esecutività dello stato passivo".

Secondo il presidente del CNDCEC, Gerardo Longobardi, in questo modo "non si considera che non sempre è possibile procedere al riparto nei termini suddetti e che il curatore risulta essere ulteriormente gravato da adempimenti importanti che ne complicano sensibilmente l'attività.
Del resto, con la manovra della scorsa estate (D.L. n. 83/2015, convertito dalla legge n. 132/2015) erano state previste nuove ipotesi di giusta causa di revoca del pubblico ufficiale nei casi di mancato rispetto dei termini previsti per la predisposizione del programma di liquidazione e di quelli previsti per la realizzazione della liquidazione dell'attivo".

A destare preoccupazioni nella categoria sono, inoltre, le proposte relative al mercato dei crediti deteriorati (c.d. NPL) e le diposizioni in materia pegno non possessorio.
Le perplessità maggiori, al riguardo, si rinvengono nella previsione di differenti ipotesi di inadempimento correlate alle modalità effettive di rimborso e ella efficacia costitutiva dell'iscrizione del pegno in un registro informatizzato istituito presso l'Agenzia delle Entrate, che, come è noto è istituzionalmente tenuta a svolgere, secondo il proprio statuto.

Per consultare il testo del comunicato pubblicato sul sito Internet del CNDCEC clicca qui.


Fonte: http://www.tuttocamere.it
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