Giovedì 1 settembre 2016

Auto d'epoca - Imposta di bollo dovuta - Accolto il ricorso del Governo

a cura di: TuttoCamere.it

Le auto storiche, con età compresa tra i 20 e i 29 anni, devono pagare il bollo.

Lo ha sancito la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 199/2016 depositata il 21 luglio 2016, che ha dichiarato illegittime le norme previste dalla Regioni Umbria e Basilicata, in quanto lesive della competenza legislativa - esclusiva dello Stato - in materia di tributi erariali.

Ricordiamo che l' art. 1, comma 666, della legge 190 del 23 dicembre 2014 (Legge di Stabilità 2015) ha abrogato i commi 2 e 3 dell'articolo 63 della legge 342 del 2000 che prevedevano l'esenzione dal pagamento del bollo auto storiche a decorrere dall'anno in cui si compiva il ventesimo anno dalla loro costruzione.

Da qui, il caos: essendo (teoricamente) il bollo auto storiche una legge regionale, diverse Regione avevano puntato sulla autonomia impositiva ritenendo valida l'applicazione delle proprie norme regionali che prevedevano ancora l'esenzione; altre, invece, addirittura avevano approvato leggi di reintroduzione dell'esenzione.

A seguito dell'abrogazione operata dalla L.190/2014, la Regione Basilicata con Legge Regionale n. 4 del 27 gennaio 2015 ha introdotto una nuova tassa di proprietà per tutte le autovetture e i motocicli di età compresa tra 20 e 29 anni di vetustà, basata sulla cilindrata. Successivamente è intervenuta la Legge Regionale n.14 del 31 marzo 2015 che ha abrogato la tariffa basata sulla cilindrata introdotta dalla L.R. 4/2015.

Secondo la Corte Costituzionale sono illegittime costituzionalmente tutte le leggi regionali che escludono il pagamento o prevedono delle imposte sostitute dell'imposta di bollo sulle auto d'epoca di età compresa tra i 20 ed i 29 anni.

Le scappatoie fiscali, previste, rispettivamente, dalle leggi regionali n. 8/2015 e n. 14/2015 dei due enti, che avevano mantenuto tale regime di favore (sostituendo il bollo auto con una tassa di circolazione forfettaria d eliminando sanzioni e interessi per i morosi), secondo la Corte sono in contrasto con gli artt. 117 e 119 della Costituzione, che dettano i principi di potestà legislativa e autonomia finanziaria degli enti locali. Per cui la questione di legittimità costituzionale promossa dal Governo va accolta.

Secondo la Corte, nonostante la tassa automobilistica si annoveri tra i tributi erariali e che alle Regioni a statuto ordinario viene attribuita la gestione del gettito della tassa, unitamente all'attività amministrativa della sua riscossione, nonché un limitato potere di variazione dell'importo originariamente stabilito con decreto ministeriale, restando invece ferma la competenza esclusiva dello Stato per ogni altro aspetto della disciplina sostanziale della tassa stessa.

La tassa automobilistica è prevista, per quanto qui interessa, dall'art. 8, comma 2, del D.Lgs. 6 maggio 2011, n. 68 (Disposizioni in materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle province, nonché di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario), che permette alle Regioni di disciplinarla, fermi restando i limiti massimi di manovrabilità indicati dalla legislazione statale.

Per scaricare il testo della sentenza n. 199/2016 clicca qui.


Fonte: http://www.tuttocamere.it
DOCUMENTI IN EVIDENZA:

Altre notizie

tutte le notizie

AteneoWeb s.r.l.

AteneoWeb.com - AteneoWeb.info

Via Gregorio X, 46 - 29121 Piacenza - Italy
staff@ateneoweb.com

C.f. e p.iva 01316560331
Iscritta al Registro Imprese di Piacenza al n. 01316560331
Capitale sociale 20.000,00 € i.v.
Periodico telematico Reg. Tribunale di Piacenza n. 587 del 20/02/2003
Direttore responsabile: Riccardo Albanesi

Progetto, sviluppo software, grafica: AI Consulting S.r.l.
SEGUICI

Social network

Canali informativi

Canali RSS

X Attiva subito il tuo sito web