Venerdì 5 gennaio 2007

ATTRIBUZIONE PARTITA IVA: NUOVI DATI E FIDEIUSSIONE

a cura di: Studio Valter Franco
NUOVI DATI RICHIESTI Con i commi 18 e 19 dell’articolo 37 del D.L. 223/1006 (c.d. “Bersani-Visco”) veniva disposto che: 18. All'articolo 35 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, dopo il comma 15 sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: "15 bis. L'attribuzione del numero di partita IVA determina la esecuzione di riscontri automatizzati per la individuazione di elementi di rischio connessi al rilascio dello stesso nonché l'eventuale effettuazione di accessi nel luogo di esercizio dell'attività, avvalendosi dei poteri previsti dal presente decreto. 15 ter. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate sono individuate: a) specifiche informazioni da richiedere all'atto della dichiarazione di inizio di attività; b) tipologie di contribuenti per i quali l'attribuzione del numero di partita IVA determina la possibilita' di effettuare gli acquisti di cui all'articolo 38 del decreto legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427 e successive modificazioni, a condizione che sia rilasciata polizza fideiussoria o fideiussione bancaria per la durata di tre anni dalla data del rilascio e per un importo rapportato al volume d'affari presunto e comunque non inferiore a 50.000 euro. 19. Le disposizioni di cui al comma 18 si applicano alle richieste di attribuzione del numero di partita IVA effettuate a decorrere dal 1° novembre 2006.” La data del 1° novembre 2006 (come del resto altre date del Bersani-Visco) è slittata sino all’emanazione del provvedimento del Direttore dell’ Agenzia delle Entrate del 21.12.2006 (a Natale gli studi…studiano, mentre i modelli che contengono le informazioni richieste non sono ancora predisposti, vecchia usanza di tutte le Leggi Finanziarie che non si possono approvare ad esempio entro fine novembre, predisponendo gli strumenti attuativi entro metà dicembre; sarebbe curioso conoscere come si compilano i modelli che si trasmettono telematicamente) che, in merito all’attribuzione del numero di partita i.v.a., dispone che nella dichiarazione di inizio attività (modello AA7 o AA9) vengano indicati anche i seguenti elementi - il numero di telefono, il numero di fax, l'indirizzo di posta elettronica e del sito web (e questo è curioso in quanto nell’home page del sito web va indicato il numero di partita i.v.a.) - gli estremi catastali degli immobili destinati all'esercizio dell'attivita', indicando degli stessi il possesso o la detenzione; - in caso di locazione o comodato, gli estremi di registrazione del relativo contratto; - l'ammontare annuo degli acquisti e delle cessioni che si prevede di effettuare nei confronti di operatori dell'Unione europea; - nel caso di societa' di persone o societa' a responsabilita' limitata con un numero di soci inferiori a 10 unita', i codici fiscali dei soci e le relative quote di partecipazione; Quanto sopra per la generalità dei contribuenti. Nel caso in cui sia indicato un codice attivita' compreso tra i seguenti: 51.47.9 (Commercio all'ingrosso di vari prodotti di consumo non alimentare n.c.a.) 51.56.2 (Commercio all'ingrosso di altri prodotti intermedi) 51.90.0 (Commercio all'ingrosso di altri prodotti) 52.44.B (Commercio al dettaglio di altri articoli diversi per uso domestico n.c.a.) 52.48.E (Commercio al dettaglio di altri prodotti non alimentari n.c.a.) 74.87.8 (Altre attivita' di servizi alle imprese n.c.a.) occorre anche indicare: - la tipologia prevalente della clientela, suddivisa in imprese, enti pubblici, consumatori finali, altro; - la presenza o l'assenza di luogo di esercizio aperto al pubblico; - gli investimenti previsti nel primo anno di esercizio dell'attivita', suddivisi fra quelli compresi tra zero e 5.000 euro, tra 5.001 euro e 50.000 euro, tra 50.001 e 200.000 euro, oltre 200.000 euro. Nel caso in cui l’attività sia compresa nel macrosettore COSTRUZIONI e sia gestita in forma societaria: Occorre indicare il valore complessivo degli investimenti in beni strumentali gia' effettuati. FIDEIUSSIONE All’atto dell’attribuzione del numero di partita i.v.a. i soggetti che intendono effettuare acquisti di cui all’articolo 38 del D.L. 331/1993 e cioè acquisti intracomunitari di beni per i quali, ai sensi dell’articolo 60 bis del D.P.R. 633/1972 sussiste la solidarietà per il pagamento dell’imposta tra cedente e cessionario, ed individuati dal D.M. Finanze 22.12.2005 (G.U. 304 del 22.12.2005), e cioè: a) autoveicoli, motoveicoli, rimorchi (v.d. 87.02; v.d.. 87.03; v.d. 87.04); b) prodotti di telefonia e loro accessori (v.d. 85.17; v.d. 85.25; v.d. 85.28; v.d. 85.29); c) personal computer, componenti ed accessori (v.d. 84.71; v.d. 84.73); d) animali vivi della specie bovina, ovina e suina e loro carni fresche (capitolo 01; capitolo 02). Debbono esibire una fideiussione, assicurativa o bancaria, della durata di tre anni dalla data del rilascio e per un importo rapportato al volume d'affari annuo presunto, da indicare nella garanzia stessa, e comunque non inferiore a 50.000 euro, intestata al direttore del competente ufficio delle entrate, e presentata all'ufficio medesimo prima di effettuare gli acquisti dei beni sopra indicati. La polizza fideiussoria o la fideiussione bancaria va presentata in relazione agli acquisti effettuati entro i tre anni successivi alla data di attribuzione del numero di partita IVA.
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