Mercoledì 2 novembre 2016

Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - Audizione del CNDCEC presso la Xa Commissione della Camera dei deputati

a cura di: TuttoCamere.it

Garantire i requisiti di professionalità, onorabilità e di indipendenza degli organi deputati all'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza.

E' questa la principale richiesta avanzata dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili (CNDCEC) nel corso di un'audizione sulla delega al Governo sul tema dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza, tenutasi il 20 ottobre 2016  presso la Xa Commissione attività produttive, commercio e turismo della Camera dei deputati.

Con il presente documento vengono prospettate alcune osservazioni e proposte in relazione al progetto di legge di iniziativa dei deputati Abrignani, Bergamini, Bernardo, Giammanco, Latronico e Tancredi presentata il 30 aprile del 2013 e relativa alla disciplina delle procedure di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi e in relazione al disegno di legge presentato dal Ministro Orlando di concerto con il Ministro Guidi, recante delega alla Governo in materia di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza, progetto stralciato in data 18 maggio 2016 dal disegno di legge n. 3671 di cui rappresentava l'art. 15.

Si tratta di due testi che si differenziano notevolmente. Il primo contiene la disciplina dettagliata della "nuova" procedura di amministrazione straordinaria; il secondo, invece, contiene principi generali di delega per la revisione della amministrazione straordinaria, in ossequio ai criteri generali declinati nel disegno di legge delega per la riforma organica delle discipline della crisi di impresa e dell'insolvenza (A.C. n. 3671).

Secondo il Consiglio nazionale è condivisibile l'intenzione di unificare e razionalizzare la disciplina dell'amministrazione straordinaria attualmente frammentata in quattro provvedimenti normativi ed è necessario un riordino della disciplina tenendo conto che tale procedura, connotandosi per la sua eccezionalità rispetto alle regole generali, "dovrebbe essere riservata solo a imprese di dimensioni significative, il dissesto delle quali possa sensibilmente incidere sulla collettività, anche e soprattutto sotto il profilo della tutela dei livelli occupazionali".

Le maggiori perplessità del Consiglio Nazionale attengono poi alla legittimazione attiva e al meccanismo di nomina del commissario straordinario, dell'attestatore e del comitato di sorveglianza.

Non vengono condivise le previsioni che stabiliscono l'istituzione di un albo dei commissari straordinari (art. 15, lett. f). Tale albo, infatti, si porrebbe - secondo il CNDCEC - "in una posizione di specialità rispetto agli albi professionali già istituiti ex lege, generando possibile confusione tra professionalità specifiche previste dagli ordinamenti professionali e competenze vantate da quanti non sono iscritti negli albi professionali".

Secondo il Consiglio nazionale, la nuova disciplina dell'amministrazione straordinaria dovrebbe prevedere, con riferimento alle modalità di nomina del commissario:

  • la scelta tra gli iscritti alla sezione A all'Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, soggetti a cui la legge riconosce specifica competenza nella predisposizione di piani di risanamento, nell'amministrazione e nella liquidazione di aziende, di patrimoni e singoli beni;
  • un'adeguata competenza professionale del professionista nominato, maturata con un'esperienza di almeno cinque anni, nelle procedure concorsuali o nella gestione della crisi di impresa, nella veste di curatore, di commissario giudiziale, di commissario liquidatore o di attestatore.

Secondo il Consiglio nazionale, "i requisiti di nomina potrebbero coincidere con quelli declinati nell'art. 67, comma terzo, lett. d), L.F. o, in subordine, con quelli declinati nell'art. 28, primo comma, lett. a) e lett. b), L.F.".

Le osservazioni finali al disegno di legge A.C. 3671-ter si focalizzano sul meccanismo e sui criteri di nomina dei membri del comitato di sorveglianza. Trattandosi di un comitato con funzioni di sorveglianza, legittimato ad esprimere particolari pareri e dotato di particolari poteri ispettivi rispetto alle scritture contabili tenute dalla società, sarebbe auspicabile - secondo il CNDCEC - che accanto al requisito dell'esperienza, attualmente previsto nell'art. 45 del D.Lgs. n. 270 del 8 luglio 1999, vengano introdotti requisiti di professionalità specifica e indipendenza (come attualmente richiesto per quanti intendano ricoprire gli incarichi di componente di collegi sindacali nelle società quotate).

Per scaricare il testo del documento del CNDCEC clicca qui.
Per scaricare il testo del disegno di legge A.C. 3671-ter clicca qui.


Fonte: http://www.tuttocamere.it
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