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Venerdì 17/08/2012 |
Edilizia, stop alla tagliola dell`Iva |
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Per il settore delle costruzioni edilizie, la conversione del decreto «crescita» segna la fine dell`incubo dell`Iva, durato sei anni. Tanti ne sono passati da quando la riforma «Visco-Bersani» introdusse il regime di esenzione dall`imposta sulle abitazioni vendute oltre quattro anni dopo l`ultimazione (termine poi elevato a cinque anni per dare un po` di respiro alle imprese). Esenzione che, a dispetto dalla positivita` evocata dalla parola, nella disciplina dell`Iva significa impossibilita` di «scaricare» l`imposta pagata ai fornitori, il cui importo finisce quindi per aumentare i costi di produzione. Senza dire delle complicazioni gestionali per la determinazione dell`Iva ammessa in detrazione e di quella non detraibile, nonche` per il connesso meccanismo di rettifica della detrazione che si riverbera a lungo nel conto economico e nella contabilita` dell`impresa. Le modifiche apportate alla legge Iva con l`art. 9 del dl 83/2012, convertito dalla legge 134/2012, hanno sostanzialmente cancellato queste problematiche, ripristinando per gli operatori del settore il trattamento di imponibilita`, non solo sulle vendite ma anche sulle locazioni di fabbricati a destinazione abitativa. D`ora in poi, infatti, i costruttori possono sempre evitare il regime di esenzione.
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Fonte:
Italia Oggi
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