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Leggi articolo: TRASFORMAZIONI ETEROGENEE: LA TRASFORMAZIONE DA E IN SOCIETA` CONSORTILI - Approfondimento area fiscale del 04/10/2005

Martedì 04/10/2005

TRASFORMAZIONI ETEROGENEE: LA TRASFORMAZIONE DA E IN SOCIETA` CONSORTILI

a cura di: Studio Meli S.r.l.

Lo scorso sabato 1 ottobre 2005 si e' svolto in Piacenza un interessante convegno sul tema delle TRASFORMAZIONI ETEROGENEE, organizzato dal Collegio Notarile di Piacenza in collaborazione con l`Ordine Dottori Commercialisti di Piacenza e che ha visto la partecipazione anche di rappresentanti del Registro Imprese e dell`Agenzia Entrate
 
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Relatori e programma
- Disciplina generale delle  trasformazioni eterogenee
Dott. MASSIMO TOSCANI
Notaio
- L`opposizione dei creditori
Dott. MARISA COLOTTA
Conservatrice dell`Archivio Notarile di Piacenza
- Modalita' Esecutive presso il Registro delle Imprese
Dott. LORENZA QUADRELLI
Responsabile Organizzativa del Registro Imprese di Piacenza
- Consorzi, societa' consortili e trasformazione            
Dott. WALTER MELI
Commercialista
- Societa' cooperative e trasformazioni
Dott. AMEDEO FANTIGROSSI
Notaio
- Associazioni, Fondazioni e  trasformazione
Dott. MANFREDO FERRERIO
Notaio
- Comunioni di azienda e trasformazioni
Ipotesi di trasformazioni eterogenee atipiche
Dr. MASSIMO TOSCANI
Notaio
- Aspetti fiscali:  imposizione diretta e  indiretta
Dr. MARCO MONTI
Funzionario Ufficio delle Entrate di Piacenza


 
Dall`evento riportiamo la relazione del Dott. Walter Meli, socio dello Studio Meli di Piacenza e collaboratore di AteneoWeb, sul tema

La trasformazione da e in Consorzi e Societa' Consortili.

 
Premessa

La cessazione relativa con cui l`azienda muta la propria forma giuridica rappresenta la trasformazione aziendale ed il legislatore che ha riformato il diritto societario ne ha ampliato la codificazione.
Fino al 2003 la trasformazione aziendale era possibile solo come passaggio da una forma societaria ad un`altra forma societaria mediante interventi:

- di mantenimento (trasformazione nell`ambito delle societa' di persone oppure trasformazione nell`ambito delle societa' di capitali);
- di evoluzione (trasformazione da societa' di persone a societa' di capitali);
- di regressione (trasformazione da societa' di capitali a societa' di persone).

Oggi, il legislatore con la riforma societaria, oltre a disciplinare la trasformazione aziendale nelle ipotesi sopra riferite, conferma ed estende quanto gia' la prassi avvalorava in tema di trasformazioni eterogenee e della trasformazione da e in cooperativa.
La nuova disciplina dettata dal legislatore in tema di trasformazioni eterogenee (trasformazioni di scopo e di ente) rappresenta l`aspetto piu' innovativo della riforma societaria. La relazione accompagnatoria al progetto di riforma societaria legittima l`opportunita' di "un unico procedimento di trasformazione con un unico passaggio e la conservazione in capo all`ente risultante dei diritti e obblighi dell`ente trasformato; cio' in aderenza a recenti orientamenti, anche giurisprudenziali, che hanno affermato sostanzialmente la trasformazione come strumento generale di risoluzione dei conflitti nelle operazioni di cambiamento della forma giuridica delle imprese.". In sostanza, il legislatore ha ravvisato che la trasformazione potesse rappresentare l`istituto piu' idoneo per salvaguardare il patrimonio sociale di provenienza e favorire la continuazione dell`attivita'  con un vestito giuridico nuovo distinto dall`organizzazione.
Nel caso della trasformazione da e in organismi consortili,ci troviamo molte volte di fronte ad una serie di rapporti ancora da esplorare sia da parte della giurisprudenza sia da parte della prassi. Questo elaborato tenta la ricerca di alcuni punti fermi da cui iniziare per operare su centri di rapporti giuridici spesso non ben delineati.
 
 
Il consorzio e le societa' consortili

La definizione di consorzio viene fornita dall`articolo 2602 codice civile al primo comma "Con il contratto di consorzio piu' imprenditori istituiscono una organizzazione comune per la disciplina o per lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese".
Dalla definizione del legislatore si intuisce che lo scopo primario e' quello di regolamentare lo svolgimento di determinate fasi delle imprese aderenti al consorzio mediante una organizzazione comune che controlli l`operato dei consorziati, interpreti gli accordi e giudichi sulle controversie interne.
Si puo' desumere la natura del consorzio dalla lettura dell`articolo 2608 (Organi preposti al consorzio): "La responsabilita' verso i consorziati di coloro che sono preposti al consorzio e' regolata dalle norme sul mandato." Infatti, si tratta di un contratto fra imprenditori  come previsto dall`articolo 1703 (mandato) col quale una parte si obbliga a compiere uno o piu' atti giuridici per conto dell`altra.
L`articolo 2615- ter (societa' consortili) contempla al comma 1 che "Le societa' previste nei capi III e seguenti del titolo V [1] possono assumere come oggetto sociale gli scopi indicati nell`articolo 2602" da cui discende che i consorzi possano assumere la veste giuridica di societa'.

Esistenza di un consorzio o di una societa' consortile: i requisiti

Il requisito soggettivo
Il requisito soggettivo e' fissato dall`articolo 2602: i partecipanti sono imprenditori. Infatti, al consorzio partecipa l`operatore economico che esercita professionalmente un`attivita' economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi cosi' come indicato dall`art. 2082. E` evidente che la formulazione permette di farvi rientrare gli imprenditori individuali e collettivi, pubblici e privati, commerciali e agricoli.
Il requisito di imprenditore e' funzionale allo scopo: svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese attraverso un`organizzazione comune.
Il requisito soggettivo minimale e' quindi la qualifica di imprenditore, per cui i soci possono introdurre nello statuto clausole che limitino maggiormente l`ingresso nell`organismo consortile (ad esempio specificando il settore merceologico, il numero dei dipendenti, i limiti dimensionali, l`ubicazione in una delimitata area geografica , ecc..).
La mancanza del requisito soggettivo potrebbe non consentire la trasformazione eterogenea da societa' di capitali in consorzio o in societa' consortile ma rientrare in una diversa ipotesi di trasformazione. Potrebbero prospettarsi i seguenti casi:
- dichiarare di volersi trasformare in un consorzio mentre si potrebbe rientrare in un`associazione non riconosciuta,  come forma forse  piu' appropriata per perseguire finalita' non lucrative;
- dichiarare di volersi trasformare in una societa' consortile mentre si potrebbe rientrare in una trasformazione omogenea (ad esempio da S.p.A. a S.r.l.).
In pratica si presenta, sempre piu' spesso, il caso della trasformazione in consorzi o in societa' consortili da societa' di capitali aventi tra i soci degli enti pubblici. Infatti gli enti pubblici hanno lo scopo di garantire e promuovere la crescita di imprese del proprio territorio, molte volte nuove e ancora da costituire, assumendo la funzione di provvedere ai servizi di sostegno e di sviluppo che si possono qualificare come fasi delle imprese partecipanti, esistenti o in pectore, in questo aiutati dall`ente pubblico promotore del consorzio. La dottrina ha esteso da tempo in modo pragmatico il requisito soggettivo di imprenditore, comprendendo chi imprenditore lo e' gia' chi sta per diventarlo.
Dal punto di vista puramente letterale dell`art. 2602, l`ente pubblico, in quanto tale, non rientra tra gli imprenditori e quindi in difetto del requisito soggettivo dovrebbe considerarsi nulla la sua partecipazione al consorzio in quanto in contrasto con la causa negoziale. Tuttavia, per effetto di leggi speciali, ma anche di semplici prospettive funzionali, la partecipazione dell`ente pubblico ottimizza e realizza la funzione di sostegno alle imprese che questi organismi consortili si prefiggono di raggiungere. La partecipazione di enti territoriali, non imprenditori, e' giustificata dal perseguimento di interessi generali mediati dalla realizzazione delle finalita' consortili: in questo caso sara' opportuno istituire una distinta categoria di soci con l`unica funzione di sostegno e sviluppo senza che si avvalgano delle prestazioni mutualistiche.
Inoltre, dalla lettura dell`articolo 2602 discende che non e' possibile costituire enti consortili unipersonali  e quindi non e' consentita la trasformazione di societa' con unico socio in consorzio o societa' consortile. Infatti, l`articolo 2602 contempla la presenza di "piu' imprenditori". Naturalmente, in presenza di societa' con unico socio da trasformare in organismo consortile, si potra' porre rimedio ricostituendo la pluralita' dei soci (ovviamente imprenditori), prima di procedere alla trasformazione.
Altri requisiti
Nel procedere alla trasformazione di una societa' di capitali in un consorzio o in una societa' consortile sara' praticamente impossibile mantenere lo stesso oggetto sociale. L`intento mutualistico dell`organismo consortile difficilmente consentira' di mantenere la stessa descrizione dell`attivita' indicata nell`oggetto a suo tempo modellato per le esigenze funzionali della societa' di capitali da trasformare, e cio' indipendentemente dalla capacita' di produrre utile. L`oggetto dell`organismo consortile dovra' contemplare in modo evidente o almeno  implicito che l`organizzazione comune serve per disciplinare e favorire le attivita' delle imprese partecipanti, le quali manterranno la loro indipendenza ed autonomia giuridico-economica.
Senza voler rincorrere le clausole che privatisticamente i partecipanti vogliono introdurre nella trasformazione, ci limitiamo a ricercare il rispetto dei requisiti minimi e nel consorzio e nella societa' consortile. Ricordiamo che le societa' consortili seguono le regole delle societa' e pertanto prima di procedere alla trasformazione dovremo preoccuparci dell`esistenza dei requisiti specifici del tipo di societa' prescelto. In sostanza ci dovremo porre anche gli stessi problemi della trasformazione omogenea di societa' di capitali.
Altro requisito di cui tener conto e' la durata, che ai sensi dell`articolo 2604 e' prevista in dieci anni in mancanza di determinazione. Con la riforma societaria le societa' di capitali possono avere durata indeterminata, salvo il diritto di recesso da parte del socio, come previsto dagli articoli 2328 n. 13 (per le S.p.A) e 2473  (per le S.r.l.) per cui, nel caso di trasformazione di societa' lucrativa con durata indeterminata in societa' consortile, si evitera' l`intervento suppletivo di cui all`articolo 2604 indicando la durata anche superiore ai dieci anni.
A dire il vero la dottrina si e' posta il problema se a seguito di trasformazione di una societa' lucrativa a tempo indeterminato in una societa' consortile, quest`ultima possa avere durata indeterminata, facendo prevalere la disciplina societaria rispetto a quella consortile. In ogni modo la dottrina prevalente ritiene che non si possa prevaricare il disposto dell`articolo 2604.
Altro aspetto di particolare rilevanza di cui tener conto e' la determinazione delle quote.  Le quote trovano particolare richiamo negli articoli:
- 2603 comma 3 (quota di contingentamento) "Se il consorzio ha per oggetto il contingentamento della produzione o degli scambi, il contratto deve inoltre stabilire le quote dei singoli consorziati o i criteri per la determinazione di esse". Il medesimo art. - 2603 al comma 4 dispone in relazione al contenzioso per la determinazione di dette quote.
- 2609 comma 1 (recesso ed esclusione) "Nei casi di recesso e di esclusione previsti dal contratto, la  quota di partecipazione del consorziato receduto o escluso si accresce proporzionalmente a quelle degli altri."
- 2615 secondo comma ultima periodo (ripartizione del rischio di insolvenza) "In caso d`insolvenza nei rapporti tra i consorziati il debito dell`insolvente si ripartisce tra tutti in proporzione delle quote."
La quota rappresenta la porzione di partecipazione al fondo consortile e come tale misura il rapporto di proprieta' derivante dalla situazione patrimoniale ed esprime il peso del voto, se previsto esplicitamente, in quanto in assenza di previsioni e' legittimato il voto per testa.
Con la trasformazione, il socio manterra' inalterato il proprio rapporto di proprieta' preesistente sul fondo consortile come conseguenza della continuita' dei rapporti giuridici sanciti dall`articolo 2498. Puo' invece variare la quota di contingentamento, che in base alla realta' consortile e' differenziata sulle esigenze manifestate da ogni impresa partecipante. In pratica, dalla trasformazione, tenuto immutato il rapporto di proprieta' del fondo consortile, i soci potranno stabilire quote di contingentamento diverse. E` evidente che se tale deliberazione avvenisse a maggioranza, il socio dissenziente potra' esercitare il diritto di recesso.

Il consorzio e  i nuovi articoli 2500-septies e 2500-octies

Nel codice civile non si trova un significato sempre omogeneo del termine consorzio: enti o organismi distanti fra loro e a stento riconducibili a unita' finiscono spesso per essere chiamati consorzi.
Oggi il nostro interesse e' rivolto alla trasformazione e quindi ci limitiamo ai soggetti consortili indicati negli articoli 2500-septies e 2500-octies che si trasformano seguendo la disciplina della trasformazione eterogenea. I consorzi sono quindi quelli di cui all`articolo 2602, istituiti per la disciplina o per lo svolgimento di determinate fasi dell` impresa.
La collocazione della trasformazione degli organismi consortili, comprese le societa' consortili,  nel libro V del codice civile fa pensare ad un istituto plasmato in una logica d`impresa con norme da applicare esclusivamente agli enti di cui agli articoli 2602 (consorzi) e 2615-ter (societa' consortili).
La trasformazione eterogenea in o da societa' di capitali lucrativa riguardera' sia consorzi con attivita' interna (a scopo anticoncorrenziale) sia consorzi con attivita' esterna anche in base alla genericita' derivante dalla definizione dell`articolo 2602.
Tuttavia la trasformazione eterogenea si realizzera' anche in presenza di altri modelli consortili derivanti da leggi speciali o da  prassi negoziale. In questi casi il ricorso alla trasformazione eterogenea deve essere preceduto da un processo di qualificazione della natura dell`ente da trasformare.
Giurisprudenza e dottrina nell`analizzare soggetti denominati genericamente consorzi hanno rilevato un`anima tipica delle associazioni non riconosciute. Bisogna pero' ammettere che la trasformazione di associazioni non riconosciute differisce dalla trasformazione di consorzi intesa nell`accezione specifica. Pertanto prima di procedere alla trasformazione di un organismo denominato consortile, al di la' del nome attribuito, occorre approfondire nel merito la vera natura dell`ente allo scopo di applicare correttamente le disposizioni normative piu' idonee e specificamente per quanto concerne la trasformazione eterogenea.
Solamente dopo aver accertato la natura dell`ente da trasformare si passera' all`azione  applicando la disciplina di cui all`art. 2500-septies e 2500-octies anche ai complessi consortili contemplati da leggi speciali ogni volta che l`oggetto concerne lo svolgimento di fasi dell`attivita' delle imprese  degli imprenditori partecipanti, con gli eventuali limiti e divieti imposti dalle leggi speciali.

Trasformazione da societa' di capitali

Il primo comma dell`articolo 2500-septies del codice civile sancisce la possibilita' di trasformazione di societa' per azioni (S.p.A.), societa' in accomandita per azioni (S.a.p.a.) e societa' a responsabilita' limitata (S.r.l.) in consorzi, societa' consortili, societa' cooperative, comunioni d`azienda, associazioni non riconosciute e fondazioni.
Il Legislatore con il nuovo articolo 2500-septies ha rimosso ogni dubbio sull`ammissibilita' della trasformazione eterogenea regressiva ed ha cosi' ratificato la posizione favorevole della dottrina in merito.
Prima della riforma societaria, non era ammessa la mutazione di scopo o ente argomentando che vi era inconciliabilita' tra lo scopo lucrativo e quello associativo o consortile: l`istituto della trasformazione diveniva  inaccessibile se veniva meno la concordanza di scopo.
Al fine di costruire  una metodologia operativa concernente la trasformazione di una societa' di capitali in consorzio o in societa' consortile dobbiamo procedere progressivamente nell`analisi delle norme:
1. comuni (articoli da 2498 a 2500-bis);
2. generali sulla trasformazione eterogenea;
3. peculiari del caso specifico.
Tralasciamo, in questa esposizione, la fase 1 concernente le norme comuni e ci occupiamo, per le qualita' specifiche degli enti implicati, delle fasi 2 e 3.
Quali sono i nodi fondamentali da prendere in considerazione:
- la tutela dei creditori;
- la posizione dei soci dopo il passaggio alla nuova struttura organizzativa;
- la compatibilita' della struttura organizzativa di partenza con quella di arrivo;
- la sussistenza delle peculiarita' richieste per l`ente derivante dalla trasformazione e rispetto dei requisiti essenziali dettati dall`articolo 2500.
L`articolo 2500-septies contempla esplicitamente la trasformazione eterogenea da societa' di capitali in consorzi e in societa' consortili e di conseguenza la tutela dei creditori e' regolata dall`articolo 2500-novies. La trasformazione ha effetto dopo sessanta giorni dall`ultimo degli adempimenti pubblicitari previsti dall`articolo 2500, salvo che consti il consenso dei creditori o il pagamento dei creditori che non hanno dato il consenso.
Qualora la trasformazione conduca ad una societa' consortile, la tutela del ceto creditorio si concretizza, a ben vedere, in una vera e propria sovrastruttura e, pertanto, il rimedio dell`opposizione previsto dall`articolo 2500-novies  puo' sembrare eccessivo. Infatti:
- la societa' consortile costituita anch`essa con la forma giuridica di societa' di capitali richiama alla mente piu' una trasformazione omogenea fra societa' di capitali (di mantenimento) anziche' una trasformazione eterogenea;
- la societa' consortile costituita con la forma giuridica di societa' di persone richiama la trasformazione omogenea regressiva che nel caso di specie trova applicazione a seguito del   rimando all`articolo 2500-sexies da parte del secondo comma dell`articolo 2500-septies e piu' in generale con l`articolo 2615-ter. I creditori sociali trovano cosi' tutela oltre che nel  patrimonio sociale nella responsabilita' illimitata dei soci.
Tuttavia le riflessioni appena riferite si infrangono contro il muro invalicabile del diritto positivo e, pragmaticamente, ogni caso di trasformazione eterogenea tipizzata normativamente, compresa quindi quella in societa' consortile, e' da ritenersi assoggettata al disposto dell`articolo 2500-novies.
Delibera di trasformazione
Il terzo comma dell`articolo 2500-septies del codice civile fissa:
- il quorum necessario per l`assunzione della delibera, voto favorevole dei due terzi (2/3) dei voti degli aventi diritto;
- il necessario consenso dei soci che assumono la responsabilita' illimitata.
La trasformazione eterogenea da societa' di capitali richiede pertanto che la delibera sia approvata :
- con  il voto favorevole dei 2/3 dei soci aventi diritto.  Si tratta  pertanto della maggioranza qualificata da raggiungere con il voto favorevole dei 2/3 delle teste e che i tra i voti favorevoli si annoverino anche quelli di coloro che dovranno assumere la qualifica di socio responsabile illimitatamente;
- con la maggioranza prevista dalla legge o dallo statuto per quote di partecipazione, che andra' aggiunta e non sostituita alla maggioranza per teste (con richiamo all`articolo 2500-sexies in quanto compatibile).
Tale accorgimento evita la situazione kafkiana, ma non improbabile nella realta', che una societa' di capitale, partecipata da tre soci di cui uno al 90% e gli altri due al 5% ciascuno, deliberi la trasformazione eterogenea senza tener conto della volonta' del socio che detiene il 90% del capitale, qualora quest`ultimo si trovasse anche nella situazione di non potersi opporre, in quanto la trasformazione non lo portasse ad assumere  una responsabilita' illimitata.
Come si vede si puo' rilevare l`analogia con la trasformazione regressiva di cui all`articolo 2500-sexies, in quanto il terzo comma dell`articolo 2500-septies ne richiama l`applicazione.
La trasformazione comporta per:
- gli amministratori,  l`obbligo di predisporre una relazione che illustri le motivazioni e gli effetti della trasformazione. Copia della relazione deve restare depositata presso la sede sociale durante i trenta giorni che precedono l`assemblea convocata per deliberare la trasformazione;
- i soci, il diritto di prendere visione della relazione degli amministratori e di averne gratuitamente copia;
- i soci, il diritto all`assegnazione di una partecipazione proporzionale al valore della sua quota o delle sue azioni;
- i soci che con la trasformazione assumono responsabilita' illimitata, di rispondere illimitatamente anche per le obbligazioni sociali sorte anteriormente alla trasformazione.
La trasformazione della societa' di capitale in consorzio comporta l`estinzione della societa' e la costituzione di un contratto di mandato in cui un`organizzazione comune e' identificata come centro di regolazione e amministrazione per lo svolgimento di  determinate fasi dell`impresa
Ulteriori approfondimenti in merito al consenso dei soci nell`organismo consortile
Si vuole esaminare la posizione che assumeranno i soci nella societa' derivante dalla trasformazione ed in particolare nel nuovo impianto organizzativo.
La lettura dell`articolo 2615 (Responsabilita' verso terzi) lascia diverse perplessita'. Il primo comma prevede che: "Per le obbligazioni assunte in nome del consorzio dalle persone che ne hanno la rappresentanza, i terzi possono far valere i loro diritti esclusivamente sul fondo consortile." Il secondo comma prevede invece che: "Per le obbligazioni assunte dagli organi del consorzio per conto dei singoli consorziati rispondono questi ultimi solidalmente col fondo consortile. In caso d`insolvenza nei rapporti tra i consorziati il debito dell`insolvente si ripartisce tra tutti in proporzione delle quote."
La lettura del comma 2 dell`articolo 2615 fa pensare che, a seguito della trasformazione, si possa generare una posizione di illimitata responsabilita' del socio per le obbligazioni assunte dal consorzio verso terzi  e quindi estesa a tutti i debiti contratti nell`esercizio dell`attivita' consortile.
Le perplessita' manifestate ci inducono a ricercare il punto fermo nel terzo comma dell`articolo 2500-septies come soluzione pragmatica: il consenso dei soci che assumono responsabilita' illimitata.
Il consenso individuale alla trasformazione si ritiene necessario in tutti i casi in cui la posizione soggettiva del socio peggiori attraverso il nuovo rischio aggiunto di  aggressione del  proprio patrimonio personale da parte dei creditori sociali. Infatti dottrina autorevole assimila la responsabilita' illimitata ad una fideiussione che provoca di fatto una dilatazione del conferimento.
Nel caso in cui il consorzio, o la societa' consortile di capitali, risultato della trasformazione adotti uno statuto che obblighi i soci a contributi in denaro, la delibera assembleare di trasformazione necessitera' del consenso del socio?
I contributi previsti per i consorzi all`articolo 2603 al n. 3 e per le societa' consortili al secondo comma dell`articolo 2615-ter, non rientrano nella categoria dei conferimenti bensi' tra i versamenti previsti dallo statuto per garantire il pagamento dei costi di gestione. I contributi delle organizzazioni consortili costituiscono una deroga al principio generale che limita l`impegno dei soci ai soli conferimenti del contratto sociale.
I contributi rappresentano un obbligo meramente interno che, secondo parte della dottrina, non alterano il modello societario in tema di limitazione della responsabilita'. Tuttavia pare che tutta la dottrina sia concorde nel ritenere che l`introduzione del nuovo obbligo a contribuire necessiti del consenso unanime dei soci, in quanto muterebbe la condizione soggettiva dei partecipanti. In questo caso, si puo' considerare sufficiente una decisione a maggioranza in quanto il socio puo' avvalersi dello strumento generale di salvaguardia consistente nell`esercizio del diritto di recesso. Infatti, i soci dissenzienti possono esercitare il diritto di recesso ai sensi dell`articolo 2473 o dell`articolo 2437 a seconda che sia coinvolta una societa' a responsabilita' limitata o una societa' per azioni.

Trasformazione eterogenea in societa' di capitali

Il primo comma dell`articolo 2500-octies del codice civile sancisce la possibilita' di trasformazione, tra l`altro, di consorzi e societa' consortili in  societa' per azioni (S.p.A.), societa' in accomandita per azioni (S.a.p.a.) e societa' a responsabilita' limitata (S.r.l.). Non e' prevista la trasformazione in societa' di persone.
Delibera di trasformazione
Ai sensi del secondo comma dell`articolo 2500-octies del codice civile:
- i consorzi  possono assumere la delibera di trasformazione in societa' di capitali con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consorziati;
- le societa' consortili deliberano con  la maggioranza richiesta dalla legge o dall`atto costitutivo per lo scioglimento anticipato.
Da consorzi
Quando si procede alla trasformazione dobbiamo sempre fare riferimento alle norme generali della trasformazione (da art. 2498 a art. 2500-bis) oltre a quanto previsto per le trasformazioni eterogenee e da norme speciali in materia.
In merito all`opposizione dei creditori si ritiene applicabile l`articolo 2500-novies ma dovrebbe essere possibile, per i soci, ottenere la liberazione seguendo la regola enunciata dal secondo comma dell`articolo 2500-quinquies.
La responsabilita' solidale di cui alla parte finale del secondo comma dell`articolo 2615 dovrebbe venir meno. Come si diceva in precedenza, la maggioranza della dottrina reputa che la responsabilita' solidale abbia conseguenze solo interne al fine di conservare il fondo di dotazione quando i soci fossero tenuti, ex prima parte del secondo comma dell`articolo 2615, ad adempiere in luogo di altri soci insolventi in quanto esaurita la consistenza del fondo consortile. Avvenuta la trasformazione in societa' di capitale la ricostituzione del capitale per perdite avverra', in modo analogo, applicando gli articoli 2446 e 2447.
Da societa' consortili
Le societa' consortili adottano la struttura delle societa' e pertanto le problematiche inerenti la loro trasformazione possono farsi rientrare tra quelle tipiche della trasformazione omogenea. In tema di quorum deliberativi l`articolo 2500-octies al secondo comma precisa che la deliberazione di trasformazione deve essere assunta  nelle societa' consortili con la maggioranza richiesta dalla legge o dall`atto costitutivo per lo scioglimento anticipato. Ogni tipo di societa' utilizzabile a fini consortili ex art 2615-ter e' soggetta, in caso di scioglimento anticipato, alle stesse maggioranze solitamente richieste per modificare l`atto costitutivo o lo statuto. In caso di assemblea straordinaria in seconda convocazione di societa' per azioni, il comma 5 dell`art 2369 richiede il voto favorevole di tanti soci che rappresentino piu' di un terzo del capitale sociale.
 
La perizia di stima

Con la  massima   numero 20 del 18 marzo 2004, la commissione societa' del consiglio notarile di Milano,  in tema di trasformazione eterogenea, ritiene che:
- alla trasformazione di un ente diverso da societa' di capitali in societa' di capitali  si applica il secondo comma dell`articolo 2500 ter c.c. con conseguente relazione di stima redatta ai sensi dell`articolo 2343 c.c. (nel caso in cui venga assunta la forma della s.p.a. o della s.a.p.a.) ovvero dell`articolo 2465 c.c. (nel caso in cui venga assunta la forma della s.r.l.).
- per la trasformazione eterogenea da o in societa' di persone non vi sia l`obbligo di perizia.
La perizia di trasformazione, qualora dovuta, dovra' quindi determinare il capitale della societa' risultante dalla trasformazione sulla base dei valori attuali degli elementi dell`attivo e del passivo.
 
Le societa' cooperative, i consorzi e le societa' consortili

La trasformazione da e verso societa' cooperative  di consorzi e societa' consortili merita certamente un cenno anche se breve.

Trasformazione di societa' cooperativa in consorzio

L`articolo 2545-decies comma 1 prevede che le societa' cooperative diverse da quelle a mutualita' prevalente possano deliberare la trasformazione in consorzio. Poiche' l`articolo in esame richiama le societa' del titolo V pare possibile la sola trasformazione in societa' consortile.
La delibera di trasformazione viene assunta con il voto favorevole:
- di almeno la meta' dei soci in presenza di oltre cinquanta soci (art. 2545-decies comma 1);
- dei due terzi dei soci in presenza di meno di 50 soci (art. 2545-decies comma 2);
- dei due terzi dei votanti se , in presenza di piu' di diecimila soci e con previsione statutaria, sono presenti personalmente o per delega almeno il venti per cento dei soci(art. 2545-decies comma 2).

Trasformazione di consorzio in societa' cooperativa

Il consorzio puo' trasformarsi in cooperativa?
Prima della riforma sia la dottrina sia la giurisprudenza non avevano posizioni univoche.
La Riforma dovrebbe consentire la trasformazione di consorzio in cooperativa. Infatti:
- l`istituto della trasformazione non e' piu' prerogativa delle societa' commerciali;
- gli scopi dei consorzi trovano senz`altro piu' parentela con quelli mutualistici delle cooperative che con quelli lucrativi delle societa' commerciali, eppure la legge prevede espressamente solo la trasformazione da societa' commerciali del titolo V in consorzi e viceversa.
Ma allora, per trasformare un consorzio in cooperativa, si deve ricorrere ad una sovrastruttura elusiva?
Il consorzio dovrebbe trasformarsi prima in societa' di capitali come dettato dall`articolo 2500-septies  e subito dopo in societa' cooperativa sempre secondo il disposto dell`articolo 2500-septies? Il caso appare comunque piu' teorico che pratico.
In caso di societa' consortile la trasformazione dovrebbe presentarsi piu' agevole e rientrare pienamente nel disposti dell`articolo 2500-septies primo comma.

Note

Si tratta delle societa' in nome collettivo (capo III), delle societa' in accomandita semplice (capo IV), delle societa' per azioni (capo V), delle societa' in accomandita per azioni (capo VI), delle societa' a responsabilita' limitata (capo VII).

Vi ricordiamo che e' disponibile sul nostro sito internet, anche un servizio di RISPOSTA A QUESITI (clicca QUI per accedere).
Dott. Riccardo Albanesi


 
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IL BONUS IRPEF 'COMPRA E AFFITTA'
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LA MASSIMIZZAZIONE DEL VALORE D`AZIENDA
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FATTURE PER TRASPORTO MERCI: VIETATO L`USO DEL CONTANTE. COMMERCIALISTI TENUTI ALLA SEGNALAZIONE DI OPERAZIONI IN CONTANTI
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Riferimenti normativi: Legge 11/11/2014 n. 164 su G.U. 262 dell`11.11.2014 in vigore dal 12.11.2014.
NOVITA' IVAFE E RICALCOLO ACCONTO
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Versamento Delle Quote Albo Autotrasportatori 2015
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Approvato Definitivamente Il Dlgs "semplificazioni": Il 730 Precompilato E Le Altre Principali Novita' Fiscali
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Termine Del 31 Dicembre 2014 Per Presentare Istanza Di Riconoscimento Del Credito D`imposta Per L`assunzione Di Personale Altamente Qualificato Assunto Per Attivita` Di Ricerca E Sviluppo

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