Comunicare con gli altri sembra semplice, ma non lo e` affatto. La PNL (Programmazione Neuro Linguistica) ci insegna che ciascuno ricostruisce la realta` in base ad una serie di filtri che gli permetteranno di comporre un sua personalissima "mappa" della realta`.
Relazionarsi e comunicare vuol dire far incontrare queste mappe, metterle grado di scambiarsi informazioni possibilmente capendosi. Tutt`altro che semplice, se provate a considerare al vostra esperienza che, come quella di tutti, sara` ricca di incomprensioni, equivoci, non detti che creano malumori, dissidi, conflitti.
Se caliamo la situazione nel contesto lavorativo le cose non migliorano certo, anzi. E se facciamo ancora un passo in piu` e ci addentriamo nei meandri della comunicazione interna ad uno Studio professionale, legale o di commercialisti, per esempio, c`e` poco da stare allegri, nel senso che i flussi comunicativi sono spesso ridotti all`osso, poco lineari, faticosi da gestire. Ciascuno assume una posizione, parte da proprie convinzioni e da li` non ci si incontra piu`, al massimo ci si scontra o si procede come rette parallele.
Vi voglio qui proporre la teoria delle "posizioni percettive" di Robert Dilts (Il manuale del coach, Alessio Roberti editore) secondo cui e` la posizione da cui osserviamo le cose che ne determina in buona parte l`interpretazione. La prospettiva da cui ci muoviamo, insomma, incide fortemente sul significato che attribuiamo al contesto e al contenuto di una relazione.
Sono quattro le posizioni percettive proposte da Dilts, vediamole:
- La prima posizione e` quella in cui io guardo dalla mia prospettiva le cose (IO).
- La seconda posizione e` quella in cui io mi metto nei panni dell`altro (TU).
- La terza posizione e` quella in cui io guardo me e il mio interlocutore dall`esterno, come se fossi un terzo (LORO).
- La quarta posizione e` quella in cui io guardo il sistema dall`interno comprendendo tutte le parti in relazione (NOI).
Nel primo caso io filtro la situazione attraverso le mie convinzioni.
Nel secondo caso io filtro la situazione dalla posizione dell`altro e quindi dalle convinzioni dell`altro.
Nel terzo caso io filtro dalla posizione dell`estraneo che guarda la situazione e che quindi non e` coinvolto nella relazione.
Nel quarto caso io filtro dalla prospettiva dell`intero sistema relazionale la situazione, quindi dall`interno tutto considerato.
Prendere consapevolezza dei diversi punti prospettici da cui possiamo guardare le cose e` un forte arricchimento della nostra "mappa" mentale e ci permette di superare gli impasse tipici di convinzioni e atteggiamenti comunicativi e relazionali rigidi che non fanno altro che creare problemi agli altri e a noi stessi.
Un caro saluto a tutti!
Dott. Mario Alberto Catarozzo