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Leggi articolo: IL RAVVEDIMENTO OPEROSO PER IL RITARDATO INVIO DELLE COMUNICAZIONI DELLE DICHIARAZIONI D`INTENTO RICEVUTE - Approfondimento area fiscale del 06/09/2011

Martedì 06/09/2011

IL RAVVEDIMENTO OPEROSO PER IL RITARDATO INVIO DELLE COMUNICAZIONI DELLE DICHIARAZIONI D`INTENTO RICEVUTE

a cura di: Meli e Associati

Obbligo per i cedenti o prestatori, che emettono fattura senza applicazione dell`imposta sul valore aggiunto nei confronti degli esportatori abituali, di comunicare in via telematica all`Agenzia delle entrate, entro il giorno 16 del mese successivo, i dati contenuti nelle dichiarazioni d`intento ricevute.
 
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IL RAVVEDIMENTO
pubblicato il 18/04/2003, 0 Kb, a cura di: Studio Meli S.r.l.
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Il comma 381 dell`articolo 1 della finanziaria 2005 ha integrato l`articolo 1, comma 1, lettera c) del decreto legge 29 dicembre 1983, n. 746, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1984, n. 17, introducendo l`obbligo per i cedenti o prestatori, che emettono fattura senza applicazione dell`imposta sul valore aggiunto nei confronti degli esportatori abituali, di comunicare in via telematica all`Agenzia delle entrate, entro il giorno 16 del mese successivo, i dati contenuti nelle dichiarazioni d`intento ricevute.
All`articolo 7 del d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 471 (concernente le sanzioni amministrative applicabili alle violazioni relative alle esportazioni) il comma 4-bis, prevede che il cedente/prestatore che non invii la comunicazione nei termini prescritti o la invii con dati incompleti o inesatti " e` punito con la sanzione prevista nel comma 3" che a sua volta dispone che "chi effettua operazioni senza addebito d`imposta, in mancanza della dichiarazione d`intento..., e` punito con la sanzione amministrativa dal 100% al 200% per cento dell`imposta, fermo l`obbligo del pagamento del tributo. Qualora la dichiarazione sia stata rilasciata in mancanza dei presupposti richiesti dalla legge, dell`omesso pagamento del tributo rispondono esclusivamente i cessionari, i committenti e gli importatori che hanno rilasciato la dichiarazione stessa".
E` inoltre previsto che "chiunque omette di inviare, nei termini previsti, la comunicazione..., o la invia con dati incompleti o inesatti, e` responsabile in solido con il soggetto acquirente dell`imposta evasa correlata all`infedelta`` della dichiarazione ricevuta".

Con circolare 16 marzo 2005, n. 10, par. 9.3, si e` chiarito che nell`ipotesi di omessa, incompleta o inesatta comunicazione della dichiarazione d`intento e contemporanea assenza di operazioni senza addebito d`imposta, non si applica la sanzione di cui al comma 4-bis dell`articolo 7 bensi` quella prevista dall`articolo 11, comma 1, lettera a) del d.lgs. n. 471 del 1997 (sanzione da 258 euro a 2.065 euro per l`omissione di ogni comunicazione prescritta dalla legge tributaria). Ovviamente in tale circostanza, in assenza di evasione d`imposta, la responsabilita` solidale di cui al comma 384 non rileva.

La circolare n. 41/E del 26/09/2005, al paragrafo 5.5, consente espressamente di regolarizzare l`omessa o errata comunicazione d`intento attraverso l`istituto del ravvedimento operoso di cui all`articolo 13 del Dlgs 472/1997. Pertanto, una volta decorso il termine per inviare la comunicazione il cedente/prestatore, sempre che non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche, di cui abbia avuto formale conoscenza, puo` avvalersi del ravvedimento, inviando la comunicazione precedentemente omessa ovvero la comunicazione corretta e versando la sanzione ridotta (oggi) a 1/8 del minimo. La misura della sanzione ridotta e` pari a 32,25 euro (1/8 di 258,00) in assenza di forniture all`esportatore abituale; oppure il 12,5% dell`Iva non applicata alle forniture effettuate nei confronti dell`esportatore, con un minimo di 32.25 euro.
Il termine per la regolarizzazione e` di un anno e il codice tributo della sanzione e` "8904".

E` di tutta evidenza come la sanzione prevista, anche in caso di ravvedimento per ritardato invio della comunicazione, risulti spropositata. Un errore puramente formale (il ritardo nell`invio di una comunicazione), pur in presenza di una operazione sostanzialmente corretta (e peraltro soggetta ad altri adempimenti fiscali regolarmente eseguiti: compilazione e invio della dichiarazione d`intento da parte del cliente, ricezione e registrazione della dichiarazione ricevuta da parte del fornitore), viene punito con una sanzione dal 100% al 200% di una imposta NON evasa.
Tuttavia, con buona pace dello Statuto dei diritti del contribuente (Legge 27 luglio 2000, n. 212, pubblicata sulla G.U. 31.7.2000, n. 177), all`articolo 10 prevede "Le sanzioni non sono comunque irrogate quando la violazione dipende da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull`ambito di applicazione della norma tributaria o quando si traduce in una mera violazione formale senza alcun debito di imposta, l`Agenzia delle Entrate con circolare 41/E/2005 collega il sanzionamento del mancato o non tempestivo invio telematico della dichiarazione d`intento al fatto che tale comportamento puo` incidere negativamente sulle attivita` di controllo, negando pertanto l`assimilazione alle violazioni meramente formali non soggette a sanzione.

Raccomandiamo quindi la massima attenzione.
Dott. Franco Confalonieri


 
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