Abbiamo parlato piu` volte di stress, quella tensione emotiva che ci accompagna oramai come un`ombra nelle nostre giornate lavorative.
Una volta fatta la necessaria distinzione tra
eustress (lo stress buono) e
distress (quello cattivo), direi di soffermarci su quest`ultimo che e` poi quello che tutti conoscono e a cui tutti associano il termine stress, nella sua accezione disfunzionale.
Le cause di stress durante la giornata lavorativa possono essere le piu` disparate. L`aspetto piu` interessante e` la percezione soggettiva di tali cause.
Perche`, per esempio, un fatto che crea tensione ad una persone, non ha lo stesso effetto sull`altra? Perche` una circostanza e` vissuta come stressante per un individuo e non per l`altro? Perche` e` la percezione della realta` (la ricostruzione che facciamo degli eventi) a dare ad essi un significato, una interpretazione che rende ai nostri occhi tale situazione piu` o meno stressante. Insomma, piu` che il fatto in se`, e` il significato che gli attribuiamo e la valutazione che ne facciamo a determinare in buona parte la qualita` del fatto in termini stressogeni per noi. E poiche` la nostra mente ricostruisce, interpreta e attribuisce significato ad ogni situazione, ecco che gli eventi diventano anche dal punto di vista stressogeno decisamente soggettivi.
Il contesto in cui e` inserito un fatto, per esempio, e` determinante ai fini della sua qualificazione, perche` il cervello trae dal contesto in cui il fatto e` collocato elementi per interpretarlo e qualificarlo. Cosi`, il dover fare la fila di per se` e` un evento stressante senza dubbio; pero` fare la fila in posta non ha ombra di dubbio che e` fastidioso e alla lunga crea tensione (stress), mentre fare la fila per ricevere un premio avra` tutto un altro significato e permettera` all`individuo di tollerare decisamente meglio la situazione.
Il cervello, in sostanza non si limita a rispecchiare la realta` facendone una fotocopia, ma la elabora, interpreta assegna significato. Di conseguenza il contesto che percepisce il cervello non e` semplicemente la somma degli elementi presenti, ma e` molto di piu` (Gestalt) perche` tra di essi il cervello crea dei legami, delle relazioni di significato. E` in questo contesto, cosi` soggettivamente ricostruito e ricco di significati soggettivi, che si elabora lo stress.
Lo stress dunque e` una risposta soggettiva conseguente all`elaborazione (soggettiva) di stimoli e situazioni contestualizzate. Per questo cio` che per uno di noi non e` stressante, per l`altro lo e` molto.
Lo stress e` dunque quel meccanismo che permette al nostro organismo di affrontare le circostanze per poi ritornare in uno stato di omeostasi, di equilibrio. Il tutto e` naturale, dunque e se la natura non ci avesse dotato di cio` ci saremmo probabilmente estinti milioni di anni fa divorati da qualche creatura preistorica. Invece tale meccanismo serve a difenderci e farci reagire alle circostanze. Se si "inceppa" e quindi non riesce a riportare l`organismo in una situazione di equilibrio, ecco che alla lunga l`organismo e` come se girasse a vuoto nel tentativo di ritrovare l`iniziale bilanciamento che non trova e alla fine soccombe ammalandosi. Questo e` distress che alla lunga puo` portare conseguenze anche serie su piu` aspetti della salute fisica e psichica.
Facciamo un esempio. Se l`avvocato x ha una importante udienza, si predisporra` in un opportuno stato di tensione (stress) in funzione della valutazione di importanza dell`udienza e delle sue capacita` di affrontarla (preparazione, controparte, giudice, ecc.). Al netto di tutte queste valutazioni avra` sul piatto della bilancia da una parte se stesso con la relativa capacita` di fronteggiamento della situazione e dall`altro la situazione in se` con tutti gli elementi che la caratterizzano. Il livello di stress, dunque cambia a seconda di questa valutazione e bilanciamento. Se la stessa udienza dovesse affrontarla un altro collega la valutazione e l`esito in termini di stress sarebbe diverso. Alla fine, fatta l`udienza, la tensione scema e lo stato emotivo tende a tornare ai livelli normali. Se cosi` non fosse, per esempio perche` il giorno dopo ha una nuova udienza e poi il giorno successivo ancora e cosi` via per un lungo periodo, ecco che l`organismo non riuscirebbe a completare il ciclo dello stress e dopo un po` si "arrenderebbe" sotto il peso degli eventi. L`avvocato si comincerebbe a sentire stressato con tutto il corollario di effetti che soggettivamente ne derivano, dall`ansia alla difficolta` di dormire, dall`irritabilita` alla difficolta` di concentrazione e cosi` via.
Ecco perche` e` importante avere periodi di recupero, ritmi gestibili e momenti di stacco e relax totali.
E con questo buon week end all`insegna del relax!
Dott. Mario Alberto Catarozzo