Martedì 22 dicembre 2009

LA CASSAZIONE MANDA KO GLI STUDI DI SETTORE: NOVITA' ON LINE

a cura di: AteneoWeb S.r.l.
La sentenza induce l'Agenzia Entrate a raccomandare agli uffici fiscali periferici minor impeto nel considerare "non attendibili" le posizioni fiscali che si scostano dai parametri reddituali.
"La procedura di accertamento standardizzato mediante l'applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravita', precisione e concordanza non e' ex lege determinata in relazione ai soli standard in se' considerati, ma nasce procedimentalmente in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente, pena la nullita' dell'accertamento, con il contribuente (…), esito che, essendo alla fine di un percorso di adeguamento della elaborazione statistica degli standard alla concreta realta' economica del contribuente, deve far parte (e condiziona la congruita') della motivazione dell'accertamento, nella quale vanno esposte le ragioni per le quali i rilievi del destinatario dell'attivita' accertativa siano stati disattesi. Il contribuente ha, nel giudizio relativo all'impugnazione dell'atto di accertamento, la piu' ampia facolta' di prova, anche a mezzo di presunzioni semplici, ed il giudice puo' liberamente valutare tanto l'applicabilita' degli standard al caso concreto, che deve essere dimostrata dall'ente impositore, quanto la controprova sul punto offerta dal contribuente.".

E' questa la massima della decisione numero 26635 del 18 dicembre 2009 con cui le Sezioni Unite della Cassazione confermano che le risultanze degli studi di settore hanno natura puramente presuntiva, poiché rappresentano un mero indicatore di un possibile comportamento illecito del contribuente.

La sentenza induce l'Agenzia Entrate a raccomandare agli uffici fiscali periferici minor impeto nel considerare "non attendibili" le posizioni fiscali che si scostano dai parametri reddituali.

La citata sentenza conferma quanto sostenuto con forza dalla Dottrina prevalente negli ultimi anni. Sul nostro stesso sito internet il Dott. Alvise Bullo (Commercialista pubblicista e membro della Commissione "contenzioso e accertamento tributario" presso il Consiglio Nazionale DCEC a Roma nonché partner di AteneoWeb) ha pubblicato da tempo modelli utili al contenzioso che sostenevano con forza questo principio.
A seguito di questa importante sentenza delle Sezioni Unite abbiamo ora pubblicato un nuovo documento:
Modello di ricorso tributario contro avv. accertamento da studi di settore con riferimento alla sentenza Cassazione SSUU 26635 del 18 dicembre 2009

Il documento fa parte del nuovo pacchetto Contenzioso da studi di settore: Offerta Speciale che propone una raccolta dei principali documenti/modelli sul tema con uno sconto del 30%.


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