Venerdì 13 maggio 2016

Giustizia e consumatori. Il codice di procedura italiano è davvero civile? Un paragone con la procedura europea

a cura di: ADUC - Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

L'Italia è un Paese fondamentalmente ostile ai creditori, e quindi anche ai consumatori che hanno subito un torto da parte di un commerciante, un professionista o una compagnia aerea. Come noto, l'ostacolo maggiore è la incredibile lentezza e complessità dei procedimenti civili, unito al disfavore che il sistema giudiziario italiano nel suo complesso nutre nei confronti del cittadino che vuole farsi valere senza dover pagare un avvocato (il cui costo, spesso, induce il cittadino a rinunciare ai propri diritti).

Grazie all'Unione Europea, il consumatore ha a disposizione un procedimento semplice, rapido, non costoso e alla portata di tutti. Basta la compilazione di un modulo, da spedire poi per raccomandata a/r al proprio giudice di pace. Purtroppo, è possibile utilizzare il procedimento europeo solo contro soggetti europei che hanno sede fuori dall'Italia. Per una causa contro un soggetto italiano, invece, è necessario seguire le bizantine procedure previste dal nostro codice di procedura civile. Con la conseguenza paradossale che per un consumatore italiano è molto più semplice e rapido farsi valere contro un soggetto straniero che contro un soggetto italiano.

Per comprendere quanto assurdo sia il sistema giudiziario italiano, gli ostacoli spesso insormontabili e inutili che pone al cittadino spacciandoli per "garanzie processuali", è sufficiente fare un semplice paragone. Prendiamo l'esempio del passeggero che è vittima della cancellazione di un volo aereo. Egli potrà agire in giudizio dal proprio giudice di pace contro la compagnia aerea responsabile, italiana o di altro Paese Ue, per ottenere la restituzione del prezzo del biglietto, oltre ad un indennizzo automatico e l'eventuale maggior danno. Se ad esempio la compagnia aerea è Ryanair, con sede in Irlanda, potrà avvalersi della semplicissima procedura europea. Se la compagnia è Alitalia, con sede in Italia, dovrà seguire il codice di procedura civile italiano.

Una causa contro Ryanair (senza avvocato fino a 2.000 Euro):

  • compilare online il modulo del procedimento europeo, stamparlo e inviarlo per raccomandata a/r al giudice di pace della propria città. Sarà poi il giudice a notificare il tutto a Ryanair;
  • attendere la sentenza del giudice di pace (l'udienza viene fissata solo se necessaria o su richiesta delle parti, ma è cosa infrequente), che arriverà al proprio domicilio per raccomandata;
  • inviare la sentenza, debitamente tradotta, allo Sceriffo della contea di Dublin tramite raccomandata a/r;
  • dopo qualche settimana, lo Sceriffo ci farà avere quanto dovuto.

Una causa contro Alitalia (senza avvocato solo fino a 1.100 Euro):

  • recarsi personalmente dal giudice, esporre fatti e richieste, e presentare la documentazione a proprio sostegno. Spesso i giudici scoraggiano o addirittura rifiutano (illecitamente) la citazione orale e invitano le persone ad avvalersi di un legale;
  • notificare ad Alitalia la citazione redatta dal giudice, recandosi personalmente, almeno due volte, dall'ufficiale giudiziario;
  • verificare periodicamente nella cancelleria del giudice o sul sito del Ministero, se e quando è stata fissata l'udienza, visto che raramente viene confermata la data proposta con la citazione;
  • recarsi personalmente all'udienza (o alle udienze) davanti al giudice;
  • attendere il deposito della sentenza e andare personalmente in cancelleria per ottenerne copia conforme all'originale con apposta la formula esecutiva;
  • una volta ottenuta la sentenza, se favorevole, sarà necessario redigere un atto di precetto con tutti i crismi di legge;
  • notificare il precetto e la sentenza alla controparte, nuovamente recandosi, personalmente, dall'ufficiale giudiziario almeno due volte;
  • se Alitalia propone opposizione al precetto, anche solo per qualche errore, si apre nuovo procedimento dinnanzi al giudice dove è necessario (obbligatorio) farsi assistere da un avvocato;
  • se Alitalia non si oppone al precetto oppure il giudice rigetta l'opposizione, sarà necessario proseguire con l'individuazione dei beni da pignorare (indagini e visure su conti correnti, beni mobili e immobili, ecc.);
  • si dovrà poi dare avvio, obbligatoriamente assistiti da un legale, all'espropriazione forzata presso il Tribunale di Roma, dove ha sede Alitalia, avvalendosi di un legale del luogo;
  • dopo diversi anni, e centinaia (se non migliaia) di Euro di spese legali, si potrà riavere il dovuto.

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di Pietro Yates Moretti

Fonte: http://avvertenze.aduc.it
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