Lunedì 6 giugno 2016

Cartelle di pagamento via PEC: è possibile eccepire la nullità della notifica?

a cura di: Dott. Attilio Romano

Dubbi sulla validità della procedura di notifica delle cartelle con la PEC che, secondo la ricostruzione interpretativa di alcune giudici tributari, non garantirebbe le garanzie tipiche della raccomandata tradizionale. La trasmissione elettronica della copia informativa dell'atto di riscossione, e non dell'originale della cartella di pagamento, determinerebbe l'invalidità della notifica mancando l'attestazione di conformità resa da un pubblico ufficiale.

AMBITO NORMATIVO
Come noto, già dal 1° giugno 2016, in virtù di quanto originariamente previsto dall'art. 38, D.L. 31/05/2010, n. 78, la notifica degli atti di riscossione destinati ad imprese individuali o costituite in forma societaria e ai professionisti iscritti in albi o elenchi, (ed alle persone fisiche, in via facoltativa) potrà avvenire esclusivamente via Pec, all'indirizzo risultante dall'Indice nazionale degli indirizzi di Posta elettronica certificata (INI-PEC).
Nel caso in cui il tentativo di notifica tramite pec non vada a buon fine, l'atto della riscossione dovrà essere depositato (preferibilmente in formato elettronico) presso la Camera di Commercio territorialmente competente. Tale adempimento dovrà essere accompagnato dalla pubblicazione di un avviso sul sito internet del medesimo ente camerale.
La nuova normativa, che prende spunto dalle regole dettate dal Codice dell'amministrazione digitale (CAD) di cui al D.lgs. 7/03/2005, n. 82, è stata trasfusa nell'ambito del comma 2 dell'art. 26, D.P.R. 29/09/1973, N. 602, rubricato che quindi può essere eseguita, con le modalita' di cui al D.P.R. 11/02/2005, n.68.
Nelle intenzioni del legislatore la diffusione della dell'utilizzo della posta elettronica certificata (art. 14, D.lgs. 25/09/2015, n. 159) permetterà di raggiungere il massimo efficientamento operativo, della riduzione dei costi amministrativi e della tempestiva conoscibilita' degli atti da parte del contribuente (.1).

I POSSIBILI MOTIVI DI DOGLIANZA
Diciamo subito che le disposizioni che presiedono all'uso dell'informatica come strumento privilegiato nei rapporti tra la pubblica amministrazione italiana e i cittadini dello Stato, nonché i diversi interventi normativi testé menzionati, consentirebbero agli Agenti della riscossione di procedere alla notifica delle cartelle di pagamento a mezzo posta elettronica certificata, in alternative alle modalità tradizionali di notifica.
Pur non di meno alcuni Giudici tributari (.2) hanno recentemente, espresso specifiche perplessità circa la validità delle notifiche degli atti di riscossione tramite Pec che, se confermate da altra giurisprudenza di merito o di Legittimità, porrebbero seri dubbi sulla "tenuta" del nuovo sistema di notifiche appena introdotto dal legislatore.
In termini generali è stata avanzata l'ipotesi di nullità della notifica digitale della copia della cartella essendo priva di valore giuridico perché non garantirebbe che il documento trasmesso possa coincidere con l'originale.

Altra ipotesi di presunta nullità sarebbe rappresentata dall'inefficacia della procedura di notifica tramite pec di garantire la piena prova dell'effettiva consegna del documento al destinatario. In sostanza, la nuova procedura di notifica "digitale" degli atti esattivi non offrirebbe le medesime garanzie della tradizionale della notifica cartacea eseguita attraverso il servizio postale pubblico, l'ufficiale giudiziario o il messo notificatore che, in quanto pubblici ufficiali, idonei a conferire fede privilegiata all'attestazione di consegna.
Infine, qualora sulla cartella di pagamento non fosse riportato l'indirizzo della sede legale della società o della residenza del contribuente, la spedizione via pec potrebbe ritenersi per la mancata corrispondenza dell'indirizzo di destinazione del ricevente con quello apposto nella cartella di pagamento.

CONCLUSIONI
In attesa di capire come possa orientarsi in futuro la giurisprudenza in materia di validità delle notifiche degli atti impositivi tramite PEC non si può non osservare come la tematica affrontata sia di estrema rilevanza pratica per tutti i soggetti coinvolti. Se fossero confermate le perplessità sulla validità delle notificazioni via PEC sarebbe seriamente a rischio il nuovo sistema di notifiche entrato - a regime - in via opzionale per gli atti notificati dal primo giugno scorso.

Note:
1. V. STROPPA, Notifica via Pec, cartella nulla, Italia Oggi, 17.05.2016.
2. In allegato al presente intervento proponiamo ai cortesi lettori una traccia di ricorso (strutturata in n. 7 cartelle) che eccepisce, sulla base dei recentissimi approdi giurisprudenziali di merito, la nullità della notifica delle cartelle di pagamento notificate con posta elettronica certificata.

AUTORE:

Dott. Attilio Romano

Fiscalista e pubblicista tributario
Dottore commercialista, revisore legale e pubblicista svolge attività professionale nel settore della consulenza fiscale, tributaria e societaria. E' componente di collegi sindacali di S.p.A e S.r.l. Partecipante...
al Master Tributario IPSOA anno 1991-1992, fa parte del Comitato di Redazione della Rivista dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Siracusa.
Socio A.N.T.I. dal 2011, è autore, dal 1999, di pubblicazioni e studi in materia tributi e società.
Collabora con Quotidiani (Italia Oggi, Il Sole 24 Ore "Le Guide +") Riviste specializzate (Il Bollettino Tributario, il fisco, Corriere Tributario, Consulenza, La Settimana Fiscale, Ratio, eccetera) e network (Euroconference, Il Commercialista telematico, La lente sul fisco).
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