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Lunedì 30 gennaio 2012

L'ISEE STA PER CAMBIARE?

a cura di: Studio Chiomento
Tra le tante novità della manovra che, mentre si scrive, è ancora in fase di conversione in legge, il Governo ha previsto la revisione dell'Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), strumento fondamentale per accedere a molte prestazioni sociali agevolate.
L'art. 5 del D.L. n. 201/2011 intende rivedere le modalità di determinazione dell'ISEE aumentando la rilevanza degli elementi di ricchezza patrimoniale della famiglia e dei trasferimenti monetari, anche se redditi esenti.

L'ISEE è stato introdotto con il fine di stabilire criteri di valutazione della situazione economica dei richiedenti prestazioni, servizi sociali o assistenziali di natura non generale o comunque collegati a determinate situazioni economiche.

Sino a oggi, i beneficiari delle prestazioni erogate attraverso l'ISEE non sono state esclusivamente le famiglie in condizione di bisogno economico.
L'ISEE è stato infatti utilizzato anche per stabilire la partecipazione al costo di servizi a destinazione generale (prestazioni per il diritto allo studio universitario e per gli asili nido) o per l'accesso alle rateazioni esattoriali.
Altre prestazioni destinate alle persone in povertà (ad esempio, gli assegni sociali) invece sono escluse dall'ambito di applicazione dell'ISEE.

Oggi l'ISEE è costituito da due fattori:

  • reddituale (indicatore della situazione reddituale, ISR): è composto dal reddito complessivo di tutti i componenti il nucleo familiare con esclusionedei redditi esenti e dal reddito derivante dal patrimonio mobiliare, al netto delle spese per l'affitto;
  • patrimoniale (indicatore della situazione patrimoniale, ISP): considerato solo per il 20%, dato dalla somma del patrimonio immobiliare (valore ICI) del nucleo familiare, al netto della casa di abitazione se di proprietà e del patrimonio mobiliare. Per gli ultimi due elementi (abitazione principale e patrimonio mobiliare) sono previste delle franchigie.

Sommando i due elementi ISR e ISP si ottiene l'Indicatore della Situazione Economica (ISE).
Tale indicatore va rapportato sulla base della numerosità del nucleo familiare mediante una scala di equivalenza (SE).
In conclusione, il calcolo dell'ISEE si ottiene con la seguente formula: ISE/SE.

Con il Decreto Monti è stato deciso di rivedere il meccanismo di funzionamento del sistema, prevedendo l'emanazione di un successivo Decreto. Questo dovrebbe individuare le agevolazioni fiscali e tariffarie, nonché gli importi di natura assistenziale che, a decorrere dal 1° gennaio 2013, non possono essere più riconosciute ai soggetti in possesso di un ISEE superiore alla soglia individuata dallo stesso decreto.
L'idea parrebbe quella di legare, in futuro, all'ISEE anche agevolazioni fiscali che,in questo momento, non sono toccate da tale sistema, come le detrazioni fiscali IRPEF.

Nella prima versione era previsto che i risparmi ottenuti andassero a favore del bilancio dello Stato e degli enti nazionali di previdenza e assistenza e riassegnati al Fondo per le politiche sociali per essere destinati a interventi in favore delle famiglie numerose, delle donne e dei giovani, trasformando l'ISEE in uno strumento a carattere anche fiscale.
Le modifiche al Decreto Monti stabiliscono che saranno riviste le regole di determinazione e i campi di applicazione dell'ISEE al fine di::

  • adottare una definizione di reddito disponibile che includa la percezione di somme, anche se esenti da imposizione fiscale, e che tenga conto delle quote di patrimonio e di reddito dei diversi elementi della famiglia e dei carichi familiari;
  • migliorare la capacità selettiva dell'indicatore, valorizzando la componente patrimoniale sita sia in Italia sia all'estero, al netto del debito residuo per l'acquisto della stessa e tenuto conto delle imposte relative;
  • permettere una differenziazione dell'indicatore per le diverse tipologie di prestazioni.

Successive disposizioni introdotte prevedono:

  • la definizione, con un apposito decreto, delle modalità del sistema di controlli dell'ISEE
  • il versamento dei risparmi all'entrata del bilancio dello Stato per essere assegnatial Ministero del lavoro e delle politiche sociali (e sparisce il Fondo per le politiche sociali)
Fonte: http://www.donatellachiomento.it
AUTORE:

Rag. Donatella Chiomento

Studio Chiomento
Iscritta all'Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino dal 1998, membro della Commissione Pari Opportunità presso lo stesso Ordine. Consulente Tecnico di Ufficio e Perito per il Tribunale di Torino...
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Mediatore professionista, incarico libero professionale presso la ASL di Torino1.
Titolare dello Studio di Consulenza omonimo in Torino, svolte attività prevalentemente nel settore dell'amministrazione del personale dipendente, ricerca del personale, utilizzo di bandi di finanziamento, contrattualistica e pianificazione aziendale.

Docente di corsi professionali in materia di lavoro e previdenza presso aziende private, pubbliche e agenzie formative.
Membro del comitato tecnico presso il Network www.Consulenti-Tecnici.it.
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