Lunedì 21 marzo 2016

Isee 2015 e 2016 e sentenza Consiglio di Stato. L'INPS modifichi immediatamente i software per il corretto calcolo.

a cura di: ADUC - Associazione per i diritti degli utenti e consumatori
Cosa deve fare intanto l'utente.

All'indomani delle sentenze del Consiglio di Stato, con cui si è escluso dal calcolo dei redditi dell'Isee (ISR) le indennità relativa alla disabilità *, come immaginavamo regna il caos, le istituzioni coinvolte continuano a tentennare e l'utenza non sa più che fare.

Riceviamo molte segnalazioni di utenti che:

  1. hanno chiesto ai CAAF la rideterminazione o anche solo il calcolo corretto per l'avvenire;
  2. hanno chiesto alle Rsa (Residenze Sanitarie Assistenziali) di poter pagare l'importo corretto, ricevendo un sonoro diniego e minacciando dimissioni;
  3. hanno chiesto ai Comuni di provvedere al ricalcolo o ad un nuovo calcolo Isee, o quantomeno di tener conto delle novità in materia.

Nessuno ha ottenuto alcunché e si chiedono: quanto dovremo ancora aspettare?

Occorre subito:

  • Mettere in mora i CAAF e l'I.N.P.S. Chiedendo la rideterminazione a far data dal 2015 e per il futuro.
    Ribadiamo l'urgenza che l'INPS metta immediatamente mano ai software che vengono utilizzati per il calcolo dell'Isee, ripristinando la legalità che perdura ormai da oltre un anno (ricordiamo che, a far data dal febbraio 2015 l'Isee si doveva e si dovrà calcolare in base alle sentenze che eliminano le componenti indennitarie legate alla disabilità;
  • Mettere in mora i Comuni o le ASL che erogano i servizi in base all'Isee. I Comuni non possono continuare a regolare l'erogazione dei servizi in base ad uno strumento Isee che è stato radicalmente cambiato. A prescindere da quanto tempo occorrerà ai CAAF (e all'INPS) per digerire le sentenze, non possono e non devono considerare i suddetti emolumenti come reddito ai fini Isee.

Che fare con le Rsa?
Per quanto riguarda i soggetti erogatori dei servizi (tipo RSA convenzionate) occorre fare attenzione:
finché il provvedimento dell'amministrazione non è modificato in conformità alle sentenze, rivalersi sulle strutture, ad esempio, non pagando o pagando una cifra inferiore, potrebbe comportare ripercussioni sul paziente.

La messa in mora, peraltro, nelle more della soluzione pratica della vicenda ad opera delle preposte istituzioni (Presidente del Consiglio dei Ministri, e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali), ha il pregio di fissare un punto temporale anche sul futuro risarcimento del danno che si volesse richiedere.


Qui il modulo per a messa in mora.
(*) Qui un approfondimento sulla vicenda a seguito della sentenza del Consiglio di Stato

di Claudia Moretti

Fonte: http://www.aduc.it
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