Martedì 7 febbraio 2012

Sviluppare piani incentivanti per i collaboratori

a cura di: Network & Knowledge
L'incentivazione oggi è fondamentale per un'azienda. Andiamo verso un modello di business nel quale il dipendente diventa sempre di più un "knowledge worker", cioè una persona che possiede un patrimonio di conoscenze che hanno un vero e proprio valore.
Perdere un knowledge worker ha un costo per l'azienda, in quanto non perde una semplice persona, ma perde un pezzo dei suoi capitali intangibili e questa perdita arrecherà un danno economico.

La crisi “della quarta settimana”, cioè il fatto che molti impiegati non riescono con quello che guadagnano ad arrivare a fine mese è un ulteriore fattore che entra nel gioco. Come è possibile tenere una persona motivata nel suo lavoro se quello che guadagna non è più sufficiente? Oggi un’azienda per poter competere in modo efficiente, ha bisogno di riuscire ad avere i migliori collaboratori possibili e questo è possibile solamente con buoni programmi di crescita che
includano anche la crescita economica. E’ certo che l’incentivazione funzionerà poco o solamente su alcune persone, a meno che anche i fattori “soft” siano presenti nella gestione della persona (lodi e apprezzamenti, coinvolgimento e interesse). Una volta che si inizia a mettere in atto una gestione ottimale delle persone dal punto di vista dei fattori intangibili, l’incentivazione e le prospettive economiche possono far molto per incrementare ulteriormente la produttività e il coinvolgimento dei singoli. “Per espandere un territorio, dividi il bottino” si legge nell’Arte della Guerra di Sun Tzu, la stessa argomentazione va applicata al business e alla gestione dei collaboratori. Investendo, dividendo la ricchezza prodotta, si incentivano i collaboratori (team) alla produzione di sempre maggiore ricchezza.

Il fondatore di Ikea disse che “il suo punto di vista principale per quel che riguarda gli affari era il seguente: se qualcuno mi aiuta a guadagnare quello che non sto guadagnando adesso, io posso dargli anche il 50% di tale cifra, se lui mi aiuta a guadagnarla”. Possiamo quindi stabilire una prima regola: Per creare maggiore ricchezza, dividine una parte con le persone che ti aiuteranno a crearla.
Per far si che questo metodo funzioni occorre però che si faccia molta attenzione alle esatte marginalità del prodotto/servizio proposto. Occorre porre molta attenzione sul controllo di gestione della propria azienda attivandolo in caso di mancanza. E’ un passaggio prioritario. Risulta impossibile stabilire un’incentivazione funzionale se non si conoscono le esatte marginalità, se non si riesce a calcolare che impatto avrebbe un incremento del fatturato sugli utili dell’azienda. Il rischio sarebbe quello di incentivare alla cieca o, più probabilmente, di  non incentivare affatto per paura di “perdere soldi”.

Per poter incentivare in maniera efficace, si deve riuscire ad avere un’informazione esatta riguardo a quali sono i maggiori utili che vengono creati grazie all’incremento della fatturazione o in alcuni altri casi all’ottimizzazione dei costi.
Le altre regole base sono:

  • l’incentivo è a tempo (sei mesi, massimo 1 anno) alla scadenza occorre rimodulare i target;  
  • non esiste un piano perfetto, solo il tempo e l’esperienza potranno migliorarlo. Importante iniziare;
  • gli incentivi devono essere calcolati e riconosciuti mensilmente (settimanalmente) e non ad anno;
  • fai vincere le persone, aiuta i tuoi collaboratori a raggiungere i risultati, devi allenarle, spronarle e seguirle;

Come si diceva all’inizio un buon piano di incentivi economici rappresenta un buon modo di far crescere l’azienda coinvolgendo i collaboratori e rappresenta un potente strumento per cambiare e migliorare la cultura e i valori  aziendali e renderli piu’ consoni alle necessità di un mercato sempre piu’ esigente ed iper-competitivo, l’incentivazione permette di consolidare presso tutti i collaboratori dell’azienda valori come la qualità, l’attenzione al cliente, l’orientamento alla vendita e la diminuzione degli sprechi. Tutti obiettivi che non si potranno mai raggiungere con stipendio e disciplina. Prima di tutto però occorre preparare il clima nell’azienda, occorre che il clima aziendale (incentivazione “soft”) sia idoneo, dove le persone siano apprezzate per il loro valore, vengano coinvolte nelle decisioni aziendali e siano messe al corrente degli sviluppi, dei piani e delle mete che l’azienda si propone di raggiungere. E’ importante, molto piu’ importante della parte economica. Se manca il terreno le piante non cresceranno, sarebbe come spargere semi sull’asfalto…

Fonte: http://marcorandazzo.wordpress.com
AUTORE:

Dott. Marco Randazzo

Commercialista - Revisore Contabile
Network & Knowledge
Nato nel 1972 a Parma. E’ laureato in Economia e Commercio e iscritto all’Albo dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili di Parma. Senior Partner di GRUPPO PROFESSIONALE network che raccoglie...
piu’ di 50 professionisti e 35 studi di commercialisti. Svolge consulenza sui processi di internazionalizzazione delle PMI e si occupa di consulenza strategica, business leadership e business intelligence. Ha una forte vocazione per il problem-solver e per la ridefinizione dei modelli di business legati alle nuove tecnologie.
Altri utenti hanno acquistato

Altri utenti hanno acquistato

Altri approfondimenti

tutti gli approfondimenti

Gli approfondimenti più letti

AteneoWeb s.r.l.

AteneoWeb.com - AteneoWeb.info

Via Gregorio X, 46 - 29121 Piacenza - Italy
staff@ateneoweb.com

C.f. e p.iva 01316560331
Iscritta al Registro Imprese di Piacenza al n. 01316560331
Capitale sociale 20.000,00 € i.v.
Periodico telematico Reg. Tribunale di Piacenza n. 587 del 20/02/2003
Direttore responsabile: Riccardo Albanesi

Progetto, sviluppo software, grafica: AI Consulting S.r.l.
SEGUICI

Social network

Canali informativi

Canali RSS

X Rottamazione cartelle esattoriali