Venerdì 31 luglio 2015

Studi di settore: segnalazione delle anomalie e regolarizzazione

a cura di: AteneoWeb S.r.l.
Anche quest'anno l'Agenzia Entrate ha inviato (a circa 190.000 contribuenti) comunicazioni di anomalie nei dati dichiarati ai fini degli studi con l'intento di consentire ai contribuenti di valutare la propria posizione e scegliere di fornire chiarimenti all'Agenzia o rimediare agli errori ricorrendo al beneficio del ravvedimento operoso.

Le anomalie (che possono presentarsi anche in presenza di "congruità" agli studi di settore) potrebbero essere dovute all'omessa o non corretta indicazione di dati per l'applicazione degli studi. Le più ricorrenti riguardano:

  • incoerenze relative alla gestione del magazzino;
  • incoerenze tra rimanenze finali ed esistenze iniziali;
  • incoerenze relative ai beni strumentali;
  • incoerenze relative all'incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi o compensi;
  • incongruenze nei dati indicati relativi alla presenza di soci, percentuale di lavoro prestato, assenza di altri addetti e numero giorni di apertura;
  • mancata o errata indicazione di dati fondamentali nel modello degli studi di settore;
  • indicazione in dichiarazione della causa di esclusione "7" dall'applicazione degli studi per tre periodi d'imposta consecutivi;
  • imprese che hanno indicato incongruenze relative al costo del venduto;
  • imprese che hanno indicato utili spettanti agli associati in partecipazione con apporto di solo lavoro e non hanno indicato il numero e/o la percentuale di lavoro prestato dagli associati;
  • imprese che hanno indicato spese per la locazione di immobili e hanno omesso di indicare le relative superfici delle unità locali utilizzate;
  • soggetti che presentano incongruenze tra i dati indicati nel quadro F - Elementi contabili e quelli corrispondenti dichiarati nel quadro T - Congiuntura economica;
  • imprese che presentano incongruenze tra studio di settore presentato e dati strutturali indicati ai fini dell'applicazione degli studi di settore.

Le comunicazioni di anomalia sono inviate agli intermediari delegati al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi; un invito ad accedere al proprio cassetto fiscale arriverà agli indirizzi di posta elettronica certificata (Pec) attivati dai contribuenti e via mail o sms, nel caso dei soggetti direttamente abilitati ai servizi telematici delle Entrate.

I contribuenti, in relazione alle comunicazioni di anomalie ricevute, potranno fornire chiarimenti e precisazioni utilizzando gli specifici software gratuiti resi disponibili dall'Agenzia delle Entrate. In particolare, è disponibile una applicazione che consente di inviare telematicamente:

  • la segnalazione di imprecisioni ed errori riscontrati nei dati riportati nella comunicazione di anomalia;
  • le motivazioni che hanno determinato l'anomalia riscontrata.

Qualora i contribuenti riconoscano invece la presenza di un errore, potranno regolarizzarlo ricorrendo all'istituto del ravvedimento operoso.

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