Lunedì 13 giugno 2005

STUDI DI SETTORE E ACCERTAMENTO

a cura di: Studio Cozzi Dottori Commercialisti Associati
I nuovi modelli emanati per gli studi di settore, recentemente resi pubblici dal Ministero delle Finanze, unitamente alle modifiche relative a tale metodologia di accertamento delle imposte, completano il quadro entro cui le aziende dovranno muoversi in vista della dichiarazione dei redditi.
La disciplina relativa all'accertamento sulla base degli studi di settore è basata su alcune disposizioni fondamentali.

La Legge Finanziaria per il 2005, all'art. 1 comma 409, modificando l'art. 10, comma 2 della legge 144/1998, ha stabilito che tali accertamenti possono essere effettuati nei confronti di:

. Esercenti arti e professioni qualora per almeno due periodi d'imposta su tre, l'ammontare dei compensi, determinabile sulla base degli studi di settore, risulti superiore all'ammontare dei compensi dichiarati.

. Esercenti attività d'impresa in regime di contabilità ordinaria, anche per opzione, in due casi:

  1. Qualora per almeno due periodi d'imposta su tre consecutivi, l'ammontare dei ricavi, determinabile sulla base degli studi di settore, risulti superiore all'ammontare dei ricavi dichiarati;
  2. Quando emergano significative situazioni di incoerenza rispetto a indici di natura economica, finanziaria o patrimoniale, che dovranno essere individuati con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate.


. Esercenti attività d'impresa in contabilità ordinaria, anche per opzione, che abbiano ricevuto un verbale, a seguito di ispezione, dal quale risulti motivata l'inattendibilità della contabilità o l'irregolarità delle scritture obbligatorie.

A ciò si aggiunge il fatto che i nuovi studi di settore prevedono che venga effettuata una riconciliazione tra il risultato di bilancio e i dati contabili che devono essere indicati negli studi stessi.

La non congrità dei ricavi dichiarati, unitamente al mancato adeguamento degli stessi ai livelli determinati in base agli studi di settore, comportano per il contribuente il rischio di subire un accertamento induttivo da parte dell'Amministrazione.

In un certo senso, quindi, risulta essere svanito quella sorta di scudo che la contabilità ordinaria offriva alle società di capitali nei confronti di questo tipo di accertamento.

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AUTORE:

Ernesto Cozzi

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