Martedì 13 maggio 2014

Studi di settore 2013. I correttivi guadagnano il sì definitivo del Mef

a cura di: FiscoOggi
L'adeguamento prende le mosse dagli input e dalle informazioni provenienti dagli Osservatori regionali, dalla Banca d'Italia, dall'Istat e dalle associazioni di categoria.
La pubblicazione, sulla Gazzetta Ufficiale di ieri, del decreto Mef del 2 maggio, dà il via libera definitivo alla revisione congiunturale speciale dei 205 studi di settore in vigore per il periodo d'imposta 2013. Si tratta di correttivi elaborati tenendo conto degli effetti della crisi economica e dei mercati nei settori manifatturiero, dei servizi, delle professioni e del commercio, "ritocchi" già promossi dalla Commissione degli esperti nella riunione dello scorso 3 aprile.

Quello fondato sugli Sds, infatti, è un sistema di accertamento non statico, ma che prevede l'aggiornamento dei criteri di valutazione dei ricavi e dei compensi in base all'evolversi delle specifiche situazioni territoriali o individuali caratterizzanti i diversi periodi d'imposta. In particolare, nella nota tecnica e metodologica allegata al provvedimento del 2 maggio è definita la procedura da seguire per determinare gli importi rilevanti per gli Sds nell'anno 2013.

Le modifiche all'analisi di normalità economica messe a punto dagli esperti hanno preso vita dopo l'attento esame dei dati provenienti da più direzioni oltre che, naturalmente, dalle comunicazioni e dalle dichiarazioni annuali Iva presentate a febbraio. Determinanti, per la Commissione, le informazioni e i suggerimenti degli Osservatori regionali, delle associazioni di categoria, della Banca d'Italia, dell'Istat e le proiezioni di Prometeia. In particolare, le Organizzazioni di categoria hanno presentato i risultati di natura strutturale e contabile basati su un campione di 100mila casi concreti.

Nell'elaborazione degli interventi correttivi sono stati considerati, per esempio: i minori margini e la riduzione della redditività; l'utilizzo meno intenso di impianti e macchinari; la riduzione delle tariffe per prestazioni professionali; i ritardati o mancati pagamenti dei compensi ai professionisti; l'aumento del costo del carburante, fattore, quest'ultimo, che ha determinato, in particolare, la revisione degli studi VG72A (attività di trasporto con taxi e noleggio di autovetture con conducente), VG68U (trasporto di merci su strada e servizi di trasloco) e VG72B (altri trasporti terrestri di passeggeri).

I contribuenti, ricorda il decreto Mef, che in riferimento al periodo d'imposta 2013 dichiarano, anche a seguito di adeguamento, ricavi o compensi non inferiori a quelli risultanti dall'applicazione degli studi di settore integrati con i correttivi ora "ufficializzati", per quell'annualità non saranno sottoposti ad accertamento sulla base degli Sds.

r.fo.

Fonte: www.nuovofiscooggi.it
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