Lunedì 9 febbraio 2004

Rivalutazione di: . partecipazioni non quotate, . terreni edificabili ed agricoli . beni d'impresa

a cura di: AteneoWeb S.r.l.
Con il D.L. 269/2003 è stato riaperto il termine per la rivalutazione e la rideterminazione dei valori di acquisto dei terreni fabbricabili e con destinazione agricola e delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati. Con la L. 350/2003 (Finanziaria 2004) è stato invece riaperto il termine per effettuare la rivalutazione dei beni delle imprese. a cura di Studio Meli
Rivalutazione delle partecipazioni non quotate e dei terreni edificabili ed agricoli L'art. 39, comma 14-undecies, del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, inserito in sede di conversione nella legge 24 novembre 2003, n. 326, ha ulteriormente riaperto al 16 marzo 2004 i termini per la rideterminazione del costo o valore d'acquisto delle partecipazioni non quotate e dei terreni edificabili ed agricoli. La rideterminazione può essere effettuata dai soggetti che posseggono tali beni a titolo personale, ossia non in regime d'impresa, come segue: - per le partecipazioni in società, associazioni o enti, non negoziate in mercati regolamentati italiani o esteri, possedute alla data del 1° gennaio 2003 - per i terreni agricoli ed edificabili, posseduti alla data del 1° gennaio 2003. La rivalutazione del costo o valore di acquisto delle partecipazioni o dei terreni può avvenire anche solo in relazione ad alcune delle partecipazioni o dei terreni posseduti. Per rideterminare il costo della partecipazione o del terreno occorre far redigere, entro il 16 marzo 2004, un'apposita perizia di stima da parte di un professionista. Con riferimento alle partecipazioni, la perizia, relativa all'intero patrimonio alla data del 1° gennaio 2003; deve essere redatta da un iscritto all'albo dei dottori commercialisti o dei ragionieri e periti commerciali, o nell'elenco dei revisori contabili. Con riferimento ai terreni, invece, la perizia, relativa al valore alla data del 1° gennaio 2003; deve essere redatta da un iscritto all'albo degli architetti, geometri, dottori agronomi, agrotecnici, periti agrari o periti industriali con specializzazione edile. Le perizie devono essere asseverate dal tecnico, entro il 16 marzo 2004, presso la cancelleria del Tribunale, oppure l'Ufficio di un giudice di pace o un notaio. Condizione per il riconoscimento del nuovo costo d'acquisto è il versamento di un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi che per le partecipazioni è pari al: . 4% dell'intero valore periziato, per le partecipazioni "qualificate" , ossia quelle che hanno una percentuale dei diritti di voto esercitabili in assemblea ordinaria superiore al 20%, ovvero una percentuale di partecipazione al capitale o al patrimonio superiore al 25%; . 2% dell'intero valore periziato, per le partecipazioni "non qualificate" , cioè quelle che non superano i suddetti limiti. Per i terreni l'imposta sostitutiva è pari al al 4% dell'intero valore di perizia. Il versamento deve essere effettuato con il Mod. F24, utilizzando i codici tributo: . 1808, per l'imposta sostitutiva per la rivalutazione di partecipazioni; . 1809, per l'imposta sostitutiva per la rivalutazione di terreni. Il pagamento dell'imposta sostitutiva dovuta può avvenire in unica soluzione entro il 16 marzo 2004 oppure in tre rate annuali di pari importo, con l'aggiunta degli interessi in misura pari al 3 % annuo, da effettuarsi entro il 16 marzo 2004, il 16 marzo 2005 e il 16 marzo 2006. La perizia può essere commissionata, oltre che dal diretto interessato, anche dalla società oggetto di valutazione per cui, in tal caso, il costo dell'onorario professionale può essere sostenuto e dedotto dalla società stessa. Uno degli aspetti più rilevanti per decidere la rivalutazione o meno delle partecipazioni è dato dal risparmio di imposta che ne deriverebbe nell'ipotesi di cessione della quota. Se prima della riforma fiscale la determinazione di questa convenienza poteva essere abbastanza immediata, ora la determinazione della stessa, e dell'eventuale possibile risparmio di imposte, diventa più complessa. Infatti prima della riforma del TUIR, e in particolare prima delle modifiche delle modalità di determinazione delle imposte sui c.d. "capital gain", era sufficiente verificare che le imposte sulla eventuale plusvalenza di cessione (12,5% in ipotesi di partecipazioni non qualificate o 27% in ipotesi di partecipazioni qualificate) fossero di importo minore rispetto alle imposte sostitutive sul valore rivalutato della partecipazione (2% in ipotesi di partecipazioni non qualificate o 4% in ipotesi di partecipazioni qualificate). Ora invece, se nulla è cambiato nell'ipotesi di partecipazioni non qualificate, molto è cambiato nel caso di partecipazioni qualificate e per le plusvalenze da queste derivanti. Infatti le plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate concorrono, assieme agli altri redditi, a formare il reddito complessivo nella misura del 40% della plusvalenza stessa (artt. 67, c. 1, lett. c) e art. 68, c. 3 del tuir come modificato dal D.Lgs. 344/2003). Risulta quindi più complesso determinare le differenze di imposizioni nell'ipotesi di rivalutazione o nell'ipotesi di non rivalutazione del costo delle partecipazioni. Per questo motivo abbiamo predisposto un foglio di calcolo che, inseriti i pochi dati richiesti, determina l'eventuale risparmio d'imposta che potrebbe derivare dalla rivalutazione rispetto ad una futura imposizione del capital gain. Rivalutazione dei beni d'impresa Con la L. 350/2003 (Finanziaria 2004) è stato inoltre riaperto il termine per effettuare la rivalutazione dei beni delle imprese. Il c. 25 dell'art. 2 della Finanziaria 2004 dispone: <> In base a quanto disposto dall'articolo 11, comma 1, della legge 21 novembre 2000, n. 342 la rivalutazione dei beni risultanti dal bilancio relativo all'esercizio chiuso entro il 31/12/2002 dovrà essere eseguito nel bilancio o rendiconto dell'esercizio successivo al 31/12/2003. Quindi, per i soggetti con esercizio coincidente con l'anno solare la rivalutazione dovrà essere eseguita nel bilancio chiuso al 31/12/2003. Le modalità di rivalutazione saranno regolate, per espresso richiamo del c. 27 dell'articolo 2 della Finanziaria, dal regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 13 aprile 2001, n. 162, in quanto compatibile. Esiste pertanto la possibilità di rivalutare: - i beni materiali e immateriali delle imprese, con esclusione di quelli alla cui produzione o al cui scambio è diretta l'attività di impresa; - le partecipazioni in società controllate e in società collegate, risultanti dal bilancio relativo all'esercizio chiuso entro il 31 dicembre 2002. L'imposta sostitutiva sulla rivalutazione, pari al 19% per beni soggetti ad ammortamento e al 15% per beni non soggetti ad ammortamento deve essere versata in tre rate annuali, entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi, rispettivamente secondo i seguenti importi: 50% nel 2004, 25% nel 2005 e 25% nel 2006. Sono disponibili sui siti del circuito www.ateneoweb.com dei programmi che consentono di determinare, in maniera rapida e agevole, la convenienza alla rivalutazione e alla rideterminazione del costo di acquisto dei terreni e del costo di acquisto delle partecipazioni qualificate nonché di determinare i valori di rivalutazione e di calcolare la convenienza alla rivalutazione dei beni d'impresa, verificando i risparmi di imposta determinati dall'operazione di rivalutazione. I programmi consentono in modo agevole di determinare i valori di rivalutazione e consente, inoltre, di calcolare la convenienza alla rivalutazione, verificando i risparmi di imposta determinati dall'operazione di rivalutazione. Per determinare i valori di rivalutazione e per effettuare i calcoli di convenienza sarà sufficiente imputare i dati richiesti, ossia: 1. Denominazione: per individuare il soggetto per cui si stanno effettuando i calcoli; 2. Riferimento al bene: per individuare il singolo bene o la categoria omogenea per cui si stanno effettuando i calcoli 3. Metodi di rivalutazione: tramite questa opzione verranno impostati i differenti conteggi previsti per i tre differenti metodi previsti per effettuare la rivalutazione (metodo della variazione del solo costo storico, metodo della variazione del costo storico e del fondo ammortamento; metodo della modifica del solo fondo ammortamento). Una volta imputati tutti i dati numerici sarà possibile optare per i tre metodi così da poter verificare la fattibilità e la convenienza di un metodo rispetto agli altri. 4. Valore corrente del bene al 31/12/2003: indicare il valore corrente del bene per cui si stanno effettuando i calcoli; 5. Aliquota di ammortamento: imputare la percentuale di ammortamento applicabile al bene; 6. Costo storico: imputare il costo storico di acquisto del bene per cui si stanno effettuando i calcoli; 7. Fondo di amm.to 31/12/2003 ante amm.ti al 31/12/2003: imputare il fondo ammortamento del bene per cui si stanno effettuando i calcoli. N.B. il fondo ammortamento da indicare è quello determinato prima di effettuare gli ammortamenti al 31/12/2003 (in pratica il fondo ammortamento del bene al 31/12/2002); Imputati questi dati la procedura determinerà i valori di rivalutazione. Se in base ad uno dei tre metodi non fosse possibile effettuare la rivalutazione comparirà un avviso sulla impossibilità di utilizzo del metodo selezionato tramite i pulsanti d'opzione. CLICCA QUI per accedere ai fogli di calcolo Excel. Vi ricordiamo che è disponibile sul nostro sito internet, anche un servizio di RISPOSTA A QUESITI (clicca QUI per accedere).
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