Giovedì 25 novembre 2004

RIMBORSO DELL'IRAP PER INCOMPATIBILITA' CON LA SESTA DIRETTIVA IVA

a cura di: Studio Meli S.r.l.
La Corte di Giustizia Europea è stata chiamata a pronunciarsi sulla supposta incompatibilità dell'IRAP con la Sesta Direttiva IVA (art. 33, Direttiva n. 77/388 CEE).
In particolare, la citata Direttiva vieta agli Stati membri la possibilità di introdurre "qualsiasi imposta, diritto e tassa che abbia il carattere d'imposta sulla cifra d'affari" al pari dell'IVA. Il dubbio di incompatibilità si basa sul presupposto che l'IRAP ha, nella sostanza, le caratteristiche di un'imposta sulla cifra d'affari in quanto colpisce il valore aggiunto globale della produzione di beni e servizi.

Lo scorso 16 novembre 2004 il servizio legale della Commissione Europea si è espresso per l'illegittimità dell'IRAP. Il parere, seppur indicativo, non è tuttavia vincolante per la Corte di Giustizia e l'esito del contenzioso in atto appare ancora incerto, sia per le difficoltà interpretative connesse alla sua soluzione, sia per le evidenti e pesanti conseguenze che un'eventuale dichiarazione di illegittimità dell'IRAP eserciterebbe sulle finanze pubbliche italiane.
Inoltre, anche qualora optasse per l'illegittimità dell'IRAP, la Corte di Giustizia potrebbe limitare gli effetti della propria sentenza, riservando il diritto al rimborso dell'imposta soltanto a coloro che lo abbiano già chiesto o, addirittura, che abbiano già avviato l'azione giurisdizionale. In tal caso, il rimborso dell'imposta versata sarebbe garantito solo a chi riuscisse a radicare il contenzioso prima del deposito della sentenza della Corte di Giustizia prevista entro i prossimi mesi.

Pur confermando l'incertezza sulle reali possibilità di ottenere un rimborso (soprattutto per chi avesse aderito al condono tombale), potrebbe essere opportuno tentare una azione di recupero.
E' possibile chiedere il rimborso dell'IRAP pagata nei 48 mesi anteriori alla data di presentazione dell'istanza, ma secondo l'Amministrazione finanziaria (e una parte della giurisprudenza), il contribuente che abbia aderito al così detto condono tombale, non potrà chiedere a rimborso imposte per i periodi d'imposta definiti.

L'azione di recupero dell'IRAP si articola nelle seguenti fasi:

  1. presentazione di una istanza di rimborso all'Ufficio dell'Agenzia delle Entrate competente
  2. eventuale ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale contro il rifiuto dell'Ufficio dell'Agenzia, espresso o tacito, avverso l'istanza di rimborso
    • se l'Ufficio non respinge l'istanza, il ricorso andrà presentato non appena si determina il silenzio rifiuto e quindi decorsi 90 giorni dalla data di presentazione
    • se l'Ufficio notifica il rigetto dell'istanza, il ricorso andrà presentato entro 60 giorni dalla notifica stessa, a pena di decadenza.

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AUTORE:

Dott. Riccardo Albanesi

Dottore Commercialista e Revisore Legale
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Nato nel 1967, ha conseguito la laurea in Economia e commercio presso l'Università di Parma nel 1991. Iscritto all'Ordine dei Dottori Commercialisti di Piacenza dal 1993. Revisore Legale. Consulente...
Tecnico di Ufficio per il Tribunale di Piacenza.

E’ socio dello Studio MELI & ASSOCIATI Dottori Commercialisti di Piacenza.

Svolge la sua attività nel campo della consulenza fiscale, societaria e contrattuale occupandosi in modo particolare di bilanci societari, operazioni straordinarie, contrattualistica d’impresa.

Vanta numerose esperienze nella pianificazione delle strategie aziendali, redazione di Business plan.

Dal 2001 è Direttore Responsabile del periodico telematico AteneoWeb S.r.l. (www.ateneoweb.com).
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