Lunedì 16 dicembre 2013

Regime IVA delle cessioni di beni di oro usato destinati al processo di affinazione e trasformazione industriale

a cura di: Dott. Michele Scirpoli
E' stata davvero scritta la parola fine all'annosa questione relativa alla disciplina di applicazione IVA sulle cessioni di prodotti di oreficeria da parte dei compro oro o delle gioiellerie?
Ad una lettura fugace della Risoluzione 92/E dell'Agenzia delle Entrate, che risponde ad una Consulenza Giuridica richiesta nel Maggio 2013 da Federpreziosi Confcommercio di concerto con Federorafi Confindustria, sembrerebbe di si. Ma se ci si sofferma sulla lettura più approfondita delle ulteriori precisazioni fornite, ci si accorge che la confusione regna ancora sovrana e che la riflessione più immediata degli addetti ai lavori non può che ricondursi ad un senso di sconcerto per l'estraneità delle soluzioni prospettate rispetto alle effettive e complesse pratiche commerciali che contraddistinguono un settore che, sempre più, risulta turbato da fenomeni e pratiche che mettono a dura prova il fragile quadro normativo in tema di antiriciclaggio.

Sostanzialmente, il verdetto della Direzione Centrale dell'Agenzia delle Entrate conferma quanto già espresso nel lontano 2002 con la Risoluzione 28 novembre, n. 375/E, in cui si chiariva (chiariva?) che i prodotti finiti d'oro usati, ceduti a soggetti passivi che effettuano lavorazione di oro industriale, anche se non qualificabili sotto il profilo merceologico come "oro industriale" - nell'accezione delineata dalla legge n. 7 del 2000 -, potevano essere assimilati, ai fini IVA, a quest'ultimo prodotto, in considerazione dell'univoca destinazione del metallo prezioso alla lavorazione da parte del cessionario.

Il meccanismo del "Reverse Charge" è dunque sicuramente applicabile da parte dei commercianti all'ingrosso e/o al dettaglio di preziosi, che acquistano (anche da gioiellerie) oggetti d'oro usati per poi rivenderli, sotto forma di rottami d'oro, a soggetti che operano nel settore dell'affinazione e del recupero di metalli preziosi. Il citato documento di prassi ha pertanto chiarito che la cessione di oggetti d'oro, non più idonei ad essere inseriti nel circuito commerciale e insuscettibili di utilizzazione da parte del consumatore finale, in quanto impiegati in un processo intermedio di lavorazione e trasformazione industriale, è assimilata alla cessione di "materiale d'oro" o "semilavorato". Ne consegue che per tale cessione l'imposta è assolta mediante il meccanismo dell'inversione contabile, previsto dall'articolo 17, comma quinto, del DPR n. 633 del 1972.

Fin qui, nulla viene aggiunto a quanto non si sapesse già.

Tralasciando la dissertazione sulle diverse tipologie di oro, l'Agenzia però si spinge oltre, introducendo una nuova terminologia mutuata dal suo sconfinato bagaglio lessicale di cui ha dato prova recentemente (nda - si ricordino le recenti "finestre temporali"): "la destinazione per vocazione".
Quasi religiosamente: un bene risulta destinato "per vocazione" ad un processo intermedio di lavorazione non solo qualora sia inidoneo oggettivamente ad essere inserito nel circuito commerciale, perché rotto o difettoso (come nel caso dei rottami), ma anche ogni qual volta - pur essendo un monile sano e non definibile in senso stretto come ‘rottame' - sia ceduto ad un operatore che effettua su di esso l'attività industriale di trasformazione e affinazione del metallo prezioso e lo lavora alla stregua di oro industriale. In sostanza, la destinazione al processo di lavorazione e trasformazione industriale, che rende applicabile il regime dell'inversione contabile alle relative cessioni, riguarda non solo i rottami in senso stretto, ma qualsiasi bene di oro usato, a prescindere dalle condizioni in cui si trova (sia esso integro ovvero rotto o difettoso, riparabile o meno), in considerazione della destinazione di tali materiali al ricondizionamento industriale proprio dei semilavorati dell'oro industriale.

Ma come si fa a stabilire questa vocazione?

Viene precisato che: i beni d'oro usati possono essere ritenuti per vocazione destinati ad un processo di trasformazione industriale ogniqualvolta il cessionario è un azienda che effettua esclusivamente l'attività di lavorazione industriale dei metalli preziosi, ovvero ogniqualvolta il cessionario è un'azienda di fabbricazione, titolare di marchio di identificazione ai sensi del D.lgs. 251 del 1999, che effettua l'attività di affinazione industriale del metallo prezioso al fine di immettere in produzione nuovi oggetti d'oro recanti il proprio marchio di identificazione. Diversamente, l'esercizio da parte di un'azienda dell'attività di trasformazione e, contestualmente, di commercializzazione dei beni usati esclude che i beni d'oro usati possano essere ritenuti per vocazione sempre destinati ad un processo di trasformazione industriale. Non si applicheranno quindi in tal caso le disposizioni di cui al citato articolo 17, comma quinto, del DPR 633 del 1972.

Purtroppo, chi quotidianamente opera nel settore, sa benissimo che tale argomentazione prescinde dalla realtà e dalle pratiche commerciali degli operatori e ciò che, paradossalmente, si può ricavare da tali indicazioni, limitandomi a citare l'intelligente osservazione del Dott. Nunzio Ragno, Presidente Associazione Nazionale "Tutela I Compro Oro" è che "l'atteggiamento fiscale (IVA) da adottare debba essere ricondotto alla condizione soggettiva e oggettiva del soggetto cessionario di turno, che potrebbe, liberamente e per motivi anche sconosciuti, astenersi dal rivelare la propria e completa attività aziendale svolta, causando, indirettamente, uno scompenso al cedente. È come dire che prima di agire bisognerebbe fare i conti in casa di altri".

Per la serie: Πάντα ῥεῖ καὶ οὐδὲν μένει (tutto scorre e nulla rimane).

Fonte: http://www.scirpoli.com
AUTORE:

Dott. Michele Scirpoli

Consulente in amministrazione, contabilità e tributi.
La mia carriera professionale si sviluppa già durante gli studi Universitari: dapprima in Ersel Asset Management SGR - come operatore back-office di Fondi Comuni di Investimento - e, successivamente,...
nella ricerca e nell'insegnamento di materie economiche, giuridiche, matematiche ed informatiche. Al conseguimento della Laurea in Economia, all'Università degli Studi di Torino, decido di diversificare le mie attività, cercando di privilegiare l'analisi e l'approfondimento delle problematiche connesse allo sviluppo aziendale, l'individuazione e l'applicazione delle sinergie ottenibili da Sistemi Informativi tecnologicamente avanzati ed orientati all'ottimizzazione delle risorse Umane e materiali.
E così, nel 1997, formazione ed ambizione di crescita vengono ricompensate con un'opportunità nella Corporate Governance: la nomina alla carica di Consigliere di Amministrazione di un Gruppo Societario in forte espansione. Un'investitura che prosegue ininterrottamente ancora oggi e che assume una valenza particolare come membro del Management di un'Azienda che ormai vanta una solida posizione di leadership nella commercializzazione all'ingrosso e al dettaglio di prodotti di lusso, una presenza nel Web con un portale B2C Direct Selling ed una imminente qualifica di "Operatore Professionale in oro".
Proprio in tale realtà economica matura e si consolida nel tempo la consapevolezza di aver costruito un background di esperienze davvero inimitabile. In virtù di una riconosciuta competenza e professionalità decido, pertanto, anche per mezzo di questo sito, di offrire e condividere con nuovi e potenziali clienti un percorso di conoscenze ed attività che spazia dalla gestione ed amministrazione di Sistemi Aziendali complessi al controllo di gestione; dalla gestione degli adempimenti fiscali con gli Enti Previdenziali, Assicurativi e Tributari alle strategie di pianificazione e controllo fiscale, Business Intelligence ed Enterprise Performance Management; dalla consulenza su nuove normative come l'Antiriciclaggio alla tutela dei dati e del Sistema Informativo, Conservazione Sostitutiva e Contabilità Digitale. La passione per l'informatica, ovviamente, si rivela come elemento costante ed imprescindibile per il raggiungimento dei miei obiettivi, consentendomi, soprattutto su sistemi (Gnu)Linux e Unix-like, il raggiungimento di particolari abilità in: applicativi (ERP/CRM) gestionali per l'Impresa, tecniche di networking (VPN) e di storage reali o virtuali, Cloud Computing e Virtualizzazione di ambienti Server e Desktop, applicazioni OpenSource per il Business, crittografia, Disaster Recovery, architetture e Core di siti WEB e di eCommerce.
DOCUMENTI IN EVIDENZA:

Documenti correlati:

Altri approfondimenti

tutti gli approfondimenti

Gli approfondimenti più letti

AteneoWeb s.r.l.

AteneoWeb.com - AteneoWeb.info

Via Gregorio X, 46 - 29121 Piacenza - Italy
staff@ateneoweb.com

C.f. e p.iva 01316560331
Iscritta al Registro Imprese di Piacenza al n. 01316560331
Capitale sociale 20.000,00 € i.v.
Periodico telematico Reg. Tribunale di Piacenza n. 587 del 20/02/2003
Direttore responsabile: Riccardo Albanesi

Progetto, sviluppo software, grafica: AI Consulting S.r.l.
SEGUICI

Social network

Canali informativi

Canali RSS

X Attiva subito il tuo sito web