Mercoledì 6 aprile 2005

PREMIO DI CONCENTRAZIONE PER PICCOLE-MEDIE IMPRESE Decreto per la competitività

a cura di: FiscoOggi
Credito d'imposta del 50% sulle spese sostenute per studi e consulenze inerenti all'operazione
Il decreto legge 14 marzo 2005, n. 35, contenente "Disposizioni urgenti nell'ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale", conosciuto anche come "Decreto per la competitività", ha istituito, con l'articolo 9, un nuovo credito d'imposta per le piccole e medie imprese che danno vita a processi di concentrazione.

Potenziali beneficiari
Potenziali beneficiari dell'agevolazione in esame sono, le piccole e medie imprese, come definite dalla Commissione europea con raccomandazione n. 2003/361/CE del 6 maggio 2003. Quest'ultima individua, quali parametri per stabilire la dimensione dell'impresa, il numero degli effettivi nonché il volume d'affari o il totale di bilancio.
In particolare, essa stabilisce che si può definire "media", l'impresa che abbia effettivi compresi tra 50 e 249 persone, un volume d'affari non superiore a 50 milioni di euro annui e un totale di bilancio non eccedente 43 milioni di euro annui.
E' da considerarsi, invece, "piccola" l'impresa che abbia effettivi compresi tra 10 e 49 persone, un volume d'affari e un totale di bilancio non superiori a 10 milioni di euro annui.

Gli effettivi di un'impresa corrispondono al numero di unità di lavoro/anno (Ula) che tiene conto dei seguenti fattori:

  • i dipendenti dell'impresa in questione
  • chi lavora per l'impresa in questione con un rapporto di dipendente e, per la legislazione nazionale, è considerato come lavoratore dipendente
  • i proprietari gestori
  • i soci che esercitano un'attività regolare nell'impresa e beneficiano di vantaggi finanziari concessi dall'impresa.

Gli apprendisti o studenti con contratto di formazione professionale o di apprendista non sono compresi nel calcolo del numero di persone occupate.
Una Ula corrisponde a una persona che ha lavorato nell'impresa o per conto dell'impresa a tempo pieno durante tutto l'anno considerato. Il lavoro delle persone che non hanno lavorato tutto l'anno, oppure hanno lavorato a tempo parziale, a prescindere dalla durata, o come lavoratori stagionali, è calcolato in frazioni di Ula. La durata dei congedi di maternità o parentali non è inclusa nel calcolo.

Per quanto riguarda il metodo di calcolo delle soglie si procede nel modo seguente:

  • per un'impresa autonoma i dati finanziari e gli effettivi si basano unicamente sui conti dell'impresa stessa
  • per un'impresa partner di altre vengono cumulati i dati dell'impresa e quelli delle partner
  • per un'impresa collegata ad altre si aggiungono ai dati dell'impresa tutti quelli delle imprese alle quali è collegata.

Le imprese si possono dunque distinguere, ai fini che qui interessano, in tre tipi, a seconda della relazione che intercorre con altre imprese in termini di partecipazione al capitale, diritti di voto o esercizio di influsso dominante.

Impresa autonoma
Si tratta della situazione più ricorrente. Un'impresa si definisce autonoma se:

  • non possiede partecipazioni del 25 per cento o più in un'altra impresa
  • non è detenuta direttamente al 25 per cento o più da un'impresa o da un organismo pubblico, oppure congiuntamente da più imprese collegate o organismi pubblici, a parte talune eccezioni
  • non elabora conti consolidati e non è ripresa nei conti di un'impresa che elabora conti consolidati e, quindi, non è un'impresa collegata.

Un'impresa può comunque essere considerata autonoma, anche se la soglia del 25 per cento è raggiunta o superata, se si è in presenza delle seguenti categorie di investitori (a patto che questi ultimi non siano collegati con l'impresa richiedente):

  • società pubbliche di partecipazione, società di capitale di rischio, persone fisiche o gruppi di persone fisiche che svolgono regolarmente un'attività di investimento in capitale di rischio ("business angels"), che investono fondi propri in imprese non quotate in borsa, a patto che il totale di tali investimenti in una stessa impresa non superi 1.250.000 euro
  • università o centri di ricerca senza scopo di lucro
  • investitori istituzionali, compresi i fondi di sviluppo regionale
  • amministrazioni locali autonome aventi un bilancio annuo inferiore a 10 milioni di euro e aventi meno di 5.000 abitanti.

Impresa partner
Si tratta di imprese che intrattengono relazioni di partenariato finanziario significative con altre imprese, senza che l'una eserciti un controllo effettivo diretto o indiretto sull'altra. Si definiscono "partner" le imprese che non sono autonome, ma che non sono nemmeno collegate fra loro. Un'impresa è definita "partner" di un'altra se:

  • possiede una partecipazione compresa tra il 25 per cento e meno del 50 per cento in tale impresa
  • l'altra impresa detiene una partecipazione compresa tra il 25 per cento e meno del 50 per cento nell'impresa richiedente
  • l'impresa richiedente non elabora conti consolidati che riprendono l'altra impresa e non è ripresa tramite consolidamento nei conti di tale impresa o di un'impresa a essa collegata.

Impresa collegata
Le imprese collegate fanno economicamente parte di un gruppo che controlla direttamente o indirettamente la maggioranza del capitale o dei diritti di voto (anche grazie ad accordi o, in taluni casi, tramite persone fisiche azionisti), oppure ha la capacità di esercitare un influsso dominante su un'impresa. Si tratta quindi di casi meno frequenti e che si distinguono di solito in modo molto chiaro dai due tipi precedenti. Per evitare difficoltà di interpretazione, la Commissione europea ha definito questo tipo di imprese riprendendo, se esse sono adatte all'oggetto della definizione, le condizioni indicate all'articolo 1 della direttiva 83/349/Cee del Consiglio sui conti consolidati, che si applica da alcuni anni. Di solito un'impresa sa subito di essere "collegata", poiché è già tenuta a titolo di tale direttiva a elaborare conti consolidati, oppure è ripresa tramite consolidamento nei conti di un'impresa che è tenuta a elaborare conti consolidati.

Presupposto
Affinché le piccole e medie imprese possano usufruire dell'agevolazione, è necessario che:

  • il processo di concentrazione sia ultimato, per quanto riguarda gli effetti civili, nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore del decreto e i ventiquattro mesi successivi
  • l'impresa risultante dal processo di concentrazione rientri nella definizione di piccola e media impresa
  • tutte le imprese partecipanti al processo di concentrazione abbiano esercitato l'attività nell'anno precedente alla data in cui è ultimato il processo di concentrazione o aggregazione e siano residenti in Stati membri dell'Unione europea ovvero dello Spazio economico europeo.

Non possono usufruire del contributo le imprese tra le quali sussiste il rapporto di controllo di cui all'articolo 2359 del codice civile ovvero che sono direttamente o indirettamente controllate dalla stessa persona fisica, tenuto conto anche delle partecipazioni detenute dai familiari di cui all'articolo 5 del Tuir.

Misura del contributo
Il credito d'imposta, pari al 50 per cento delle spese sostenute per studi e consulenze inerenti all'operazione di concentrazione, spetta solo in caso di effettiva realizzazione dell'operazione.

Procedura
Ultimato il processo di concentrazione, l'impresa concentrataria, per fruire del contributo, deve presentare apposita istanza, telematicamente, al Centro operativo di Pescara dell'Agenzia delle Entrate, che, entro i successivi trenta giorni, comunica il riconoscimento del contributo ovvero il suo diniego per carenza dei presupposti o per esaurimento dei fondi stanziati.
Il modello per l'istanza verrà approvato con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate, che stabilirà anche i dati da trasmettere, nonché i termini di presentazione delle domande.

Modalità di utilizzo e caratteristiche del credito d'imposta
Il credito può essere utilizzato, esclusivamente in compensazione ai sensi del Dlgs n. 241/1997, dopo la comunicazione di avvenuto riconoscimento del contributo; non è rimborsabile, non concorre alla formazione del valore della produzione netta ai fini Irap né dell'imponibile agli effetti delle imposte sui redditi, e non rileva ai fini del rapporto di cui all'articolo 96 del Tuir.

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AUTORE:

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