Giovedì 20 gennaio 2005

NOVITA' NEL BILANCIO D'ESERCIZIO 2004

a cura di: Studio Chirico Commercialisti Associati
La riforma del diritto societario, attuata dal D. Lgs. 6/2003 (e successive modifiche e integrazioni), ha introdotto numerose novità in materia di redazione del bilancio di esercizio delle società di capitali, sia a livello formale (modifiche agli schemi di stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa), che a livello sostanziale (principi di redazione del bilancio di esercizio e modalità di rappresentazione contabile di fenomeni economici).

Le nuove disposizioni, entrate in vigore l'1.1.2004, devono essere obbligatoriamente applicate a decorrere dai bilanci degli esercizi che si chiudono successivamente al 30.9.2004.
Tra le novità introdotte dalla riforma del diritto societario, e su cui si sofferma l'OIC n. 1, segnaliamo le seguenti casistiche, che riguarderanno una vastissima platea di società:

Prevalenza della sostanza sulla forma
Ai sensi dell'art. 2423-bis co. 1 n. 1 c.c., il bilancio va predisposto tenendo conto "della funzione economica dell'elemento dell'attivo o del passivo considerato".
Attraverso tale affermazione si stabilisce che il bilancio va redatto privilegiando la sostanza sulla forma, recependo il comportamento già caldeggiato, tra l'altro, dai principi contabili nazionali.
Il documento OIC n. 1, in proposito, sottolinea come sia essenziale che, già nella fase di rilevazione dell'operazione nelle scritture contabili, si abbia la conoscenza di tutti gli elementi pertinenti per la determinazione della relativa sostanza economica; a tal fine, è necessario individuare non solo le caratteristiche dell'evento isolato, bensì anche quelle relative alle operazioni ad esso correlate o correlabili, in modo tale da determinare l'unitarietà dell'operazione negli aspetti sostanziali.

Operazioni di leasing finanziario
Nonostante quanto evidenziato in relativamente al principio generale di prevalenza della sostanza sulla forma, le novità introdotte dal D. Lgs. 6/2003 non hanno mutato le modalità di rappresentazione contabile delle operazioni di leasing, per le quali dunque, in deroga al predetto principio, continua ad applicarsi un criterio di contabilizzazione che privilegia la forma contrattuale sulla sostanza economica
dell'operazione (contabilizzazione secondo il c.d. "metodo patrimoniale").
Tuttavia, pur non modificando la metodologia di rilevazione, la riforma del diritto societario ha introdotto per l'utilizzatore, l'obbligo di fornire determinate informazioni nella nota integrativa e per il locatore, l'obbligo di indicare separatamente le immobilizzazioni concesse in leasing (oltre che di fornire nella propria nota integrativa informazioni speculari a quelle richieste all'utilizzatore).
Nella consapevolezza che la contabilizzazione delle operazioni di leasing finanziario secondo il metodo patrimoniale costituisce una metodologia difforme dalla prassi contabile internazionale e derogatoria rispetto al principio generale della prevalenza della sostanza sulla forma, il legislatore richiede che la nota integrativa contenga dettagliate informazioni in ordine agli effetti che si sarebbero determinati nello stato patrimoniale e nel conto economico (sia dell'utilizzatore che del locatore), qualora le operazioni di leasing finanziario fossero state rilevate in bilancio secondo la metodologia finanziaria.
In particolare, nella nota integrativa dell'utilizzatore deve essere redatto un apposito prospetto dal quale risulti:

  • il valore attuale delle rate di canone non scadute, determinato utilizzando tassi di interesse pari all'onere finanziario effettivo relativo ai singoli contratti;
  • il valore del bene locato, che - secondo il metodo finanziario - sarebbe stato iscritto tra le immobilizzazioni, corrispondente al minor valore fra il prezzo teorico del bene per il suo acquisto in contanti ed il valore attuale dei canoni di locazione comprensivo del valore attuale del prezzo di riscatto pattuito;
  • il debito implicito verso il locatore, che sarebbe stato iscritto tra le passività, originariamente pari al valore del bene e progressivamente ridotto in base al piano di rimborso delle quote di capitale incluse nei canoni contrattuali;
  • l'onere finanziario di competenza dell'esercizio;
  • le quote di ammortamento relative ai beni in locazione di competenza dell'esercizio;
    il relativo effetto fiscale;
  • le conseguenze che si otterrebbero sul risultato dell'esercizio e sul patrimonio netto applicando il metodo finanziario.

Eliminazione interferenze fiscali
La riforma del diritto societario ha abrogato l'art. 2426 co. 2 c.c., in base al quale era consentito "effettuare rettifiche di valore e accantonamenti esclusivamente in applicazione di norme tributarie".
Attraverso tale modifica, viene riaffermato il principio secondo il quale il bilancio deve essere redatto in ossequio alle disposizioni civilistiche e non già a quelle fiscali.
Posto che tale circostanza rende possibile dedurre solo in via extra-contabile (ossia in sede di dichiarazione dei redditi) i componenti negativi di reddito che non possono più essere evidenziati nel conto economico, la normativa tributaria è stata adeguata per tenere conto del nuovo principio "civilistico".
A tale fine provvede il disposto del nuovo art. 109 co. 4 lett. b) del TUIR, il quale consente di continuare a dedurre gli ammortamenti dei beni materiali e immateriali, gli accantonamenti e le altre rettifiche di valore ammesse da norme fiscali (ma non appostabili in bilancio, in quanto prive di "presupposto civilistico") a condizione che, in apposito prospetto della dichiarazione dei redditi, siano indicati, il loro importo complessivo ed i valori civili e fiscali dei beni e quelli dei fondi.
Sulla base di quanto affermato nel documento OIC n. 1, non è possibile, alla luce dei principi generali di bilancio, mantenere le rettifiche di valore e gli accantonamenti in bilancio finché siano riassorbiti.
Ne consegue dunque che tali rettifiche e accantonamenti "pregressi" devono essere stornati avendo cura della rilevazione dei relativi effetti.

Data la portata e la complessità delle sovresposte novità, è stata predisposta una check list (presente sul nostro sito), tramite la quale standardizzare i processi di controllo e rettifica del bilancio 2004, sia dal punto di vista fiscale che civilistico.

Sul tema specifico del Leasing vi segnaliamo invece il foglio di calcolo Gestione Leasing Multiutenza che determina:

- tasso di interesse
- costo di competenza civilistica di ogni esercizio
- Ratei/Risconti canoni
- interessi impliciti (ai fini IRAP)
- quote deducibili e indeducibili per beni a deducibilità limitata (es. autovetture aziendali)
- e tutti i dati necessari alla redazione della nota integrativa ex art. 2427 c.c., , n. 22.

  1. valore attuale delle rate di canone non scadute;
  2. onere finanziario effettivo imputabile all'esercizio;
  3. ammontare complessivo al quale i beni oggetto di locazione sarebbero stati iscritti alla data di chiusura dell'esercizio qualora fossero stati considerati immobilizzazioni, con separata indicazione di ammortamenti, rettifiche e riprese di valore.
Vi ricordiamo che è disponibile sul nostro sito internet, anche un servizio di RISPOSTA A QUESITI (clicca QUI per accedere).
AUTORE:

Stefano Chirico

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