Lunedì 3 giugno 2013

Modello 730, ecco come correggere i possibili errori

a cura di: AteneoWeb S.r.l.
Inesattezze sanabili grazie al modello 730 rettificativo. Necessario il coinvolgimento di un intermediario abilitato.
Modello 730, siamo alle battute finali. Mancano ormai pochissimi giorni al termine per la consegna dei documenti fiscalmente rilevanti ad un Caf o ad un professionista abilitato.
Nella frenesia del momento, possono essere commessi errori di compilazione o di calcolo. Il processo di correzione prevede il coinvolgimento di un intermediario abilitato e la presentazione del modello 730 rettificativo.
Prima di tutto, è necessario sottolineare la recente proroga della data di consegna, da parte del contribuente, della documentazione necessaria all'effettuazione delle operazioni di controllo. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha infatti postergato i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi modello 730/2013 ai soggetti che prestano assistenza fiscale, con il Dpcm 29 maggio 2013. La nuova data di riferimento è il 10 giugno 2013. I professionisti avranno tempo fino all'8 luglio per la trasmissione dei modelli.
Superati tali vincoli temporali, gli errori saranno sanabili grazie al modello 730 rettificativo. Le inesattezze più frequenti riguardano:

  • la mancata esposizione di oneri deducibili e detraibili;
  • l'indicazione di deduzioni e detrazioni in misura superiore a quella spettante;
  • l'erronea quantificazione dei redditi dichiarati (es. disponibilità non inserite)

A seconda delle omissioni, la posizione debitoria del contribuente potrà migliorare o peggiorare in termini impositivi. Nel primo caso esposto, la corretta compilazione avrebbe consentito al soggetto un minor debito o un maggior credito d'imposta. Nella fattispecie, l'individuo avrà la possibilità di presentare, entro il 25 ottobre 2013, un modello 730 integrativo, con la relativa documentazione di supporto che certifichi l'esistenza degli oneri in oggetto. Il dichiarativo aggiuntivo dovrà essere trasmesso da un intermediario abilitato, anche qualora, in sede di primo invio, il contribuito si fosse affidato al proprio datore di lavoro o all'ente pensionistico di riferimento.
Nella seconda e terza ipotesi, invece, le manchevolezze comporterebbero un maggior debito o un minor credito d'imposta in capo al dichiarante. Scorrendo le istruzioni disponibili sul sito dell'Agenzia delle Entrate, il contribuente sarà tenuto alla "presentazione del Modello Unico Persone Fisiche 2013 e a pagare le somme dovute, compresa la differenza rispetto all'importo del credito risultante dal modello 730, che verrà comunque rimborsato dal sostituto d'imposta".

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