Lunedì 30 gennaio 2006

LE SOPARFI LUSSEMBURGHESI RITORNANO CONVENIENTI ANCHE PER L'INTESTAZIONE DI IMMOBILI IN ITALIA

a cura di: Studio Cozzi Dottori Commercialisti Associati
La penalizzante disciplina italiana.

Dal 1° Gennaio 2004 il Legislatore italiano, nell’ambito della Riforma Fiscale, ha radicalmente modificato il regime impositivo relativo alle plusvalenze realizzate a seguito di cessione a titolo oneroso di azioni, quote partecipative in società, strumenti finanziari assimilati alle azioni, contratti di associazione in partecipazione e contratti di cointeressenza agli utili.

Il sistema attualmente vigente prevede l’esenzione, totale o parziale, da imposizione di tali plusvalenze, la cosiddetta Partecipation Exemption disciplinata dall’Art. 87 del TUIR.

Con l’introduzione di questo istituto il Fisco mirava ad ottenere una maggiore armonizzazione del sistema italiano con gli altri Paesi europei, al fine di ridurre il vantaggio competitivo che tali Stati offrono alle società holding che ivi decidono di localizzarsi.

La competitività della disciplina italiana, però, non è stata mai paragonabile, in termini di risparmio di imposte, a quella di altre piazze finanziarie europee (come il Lussemburgo), e ciò in ragione delle numerose condizione restrittive che il contribuente (società di capitali) deve rispettare al fine di godere della totale (ora parziale) esenzione delle plusvalenze, in particolare:

  • La quota partecipativa dalla cui cessione deriva una plusvalenza deve innanzitutto essere iscritta nel bilancio della holding dal primo giorno del diciottesimo mese precedente la data di cessione.
  • La plusvalenza può essere considerata esente da tassazione se la società cedente ha inscritto la partecipazione oggetto di cessione tra le “Immobilizzazioni finanziarie” nel primo bilancio chiuso durante il periodo di possesso della stessa.
  • La partecipata non deve essere residente in stati o territori a fiscalità privilegiata.
  • E’ richiesto, infine, che la società partecipata eserciti effettivamente un’attività commerciale.
    Nel caso la partecipata sia una holding ,ossia una società la cui attività consiste esclusivamente o principalmente nell’acquisizione e nella gestione di partecipazioni, i requisiti dello svolgimento di attività commerciale e della residenza fiscale vanno verificati in riferimento non alla holding della quale viene ceduta la partecipazione, ma, a cascata, alle società da quest’ultima partecipate.

Inoltre, con l’entrata in vigore del DL 203/2005 prima e della legge 248/2005 poi, è stata abrogata la possibilità di esenzione totale per le plusvalenze realizzate, aumentando la quota imponibile come segue:

  • Cessioni effettuate fino al 3 Ottobre 2005 – esenzione del 100%;
  • Cessioni effettuate dal 4 Ottobre 2005 al 2 Dicembre 2005 – esenzione del 95%;
  • Cessioni effettuate dal 3 Dicembre 2005 al 31 Dicembre 2006 – esenzione del 91%;
  • Cessioni effettuate dopo il 1° Gennaio 2007 – esenzione dell’84%.

Si ricorda, infine, che la previsione secondo cui, per ottenere la tassazione in regime di Partecipation Exemption, è necessario che la società partecipata svolga attività commerciale esclude che possano godere di tale agevolazione le società immobiliari di gestione.

I VANTAGGI DELLA SOPARFI LUSSEMBURGHESE.

Alla luce di queste considerazioni non appare conveniente, dal punto di vista fiscale, il regime di tassazione italiano, che si conferma penalizzante rispetto a quello offerto da altri Paesi europei sotto molteplici punti di vista, tra cui la poca stabilità che garantisce al contribuente; dalla sua introduzione nel 2004 la Partecipation exemption è stata modificata, di fatto, quattro volte e sempre con interventi penalizzanti per il contribuente. Appare, quindi, maggiormente conveniente localizzare la società holding in Paesi che garantiscono un sistema di imposizione, non solo meno gravoso, ma anche meno variabile nel tempo.
Un tipico esempio è rappresentato dalla SO.PAR.FI. lussemburghese, ovvero da società di partecipazione finanziaria in grado di esercitare sia attività commerciale, sia gestione di partecipazioni.
Queste società sono imponibili in Lussemburgo e beneficiano delle disposizioni della convenzione Internazionale fra Italia e Lussemburgo contro le doppie imposizioni. Per cui in Italia è ammessa la totale deducibilità dei costi sopportati da società residenti nei confronti di SO.PAR.FI. lussemburghesi. Le SO.PAR.FI. godono, inoltre, di trattamenti fiscali agevolati per i redditi derivanti dalla detenzione o dalla cessione di partecipazioni qualificate, in particolare:

  • La plusvalenza realizzata in seguito a cessione di una partecipazione è totalmente esente da tassazione alle seguenti condizioni:
    • La holding detiene almeno il 10% del capitale sociale della partecipata; oppure il prezzo di acquisto della partecipazione sia stato pari ad almeno 6 Milioni di Euro.
    • La holding deve detenere tale partecipazione per un periodo ininterrotto di almeno 12 mesi.
    • La società partecipata è soggetta nel paese in cui ha residenza fiscale a piena tassazione.
  • I dividendi percepiti dalla società lussemburghese sono esenti da imposte sul reddito nel caso si verifichino le seguenti condizioni:
    • La società lussemburghese detenga direttamente almeno il 10% del capitale sociale della partecipata, oppure il prezzo di acquisto della partecipazione sia stato pari ad almeno LUF 50 milioni (pari a Euro 1.239.467,62);
    • La società lussemburghese detenga o s’impegni a detenere tale partecipazione durante un periodo ininterrotto di almeno 12 mesi (Legge del 23.12.1997, art. 2).

Al momento della percezione da parte dei soci della holding (se italiani) i dividendi sono tassati in Italia secondo le regole ordinarie.

Se la SO.PAR.FI. volesse essere utilizzata, anche, per la gestione di immobili situati in Italia, lo schema che produce i maggiori benefici fiscali prevede che tali immobili, di proprietà di un soggetto (persona fisica) italiano, vengano trasferiti alla società Lussemburghese attraverso un’operazione di apporto così che l’imposta di registro venga applicata in misura fissa, contro l’8% previsto per apporti da privati a società italiana.
Se lo statuto della SO.PAR.FI. prevede che la società svolga la propria attività prevalentemente all’estero, in Italia è fiscalmente considerata come ente non commerciale ente non commerciale e quindi equiparata a una persona fisica, con la conseguenza che la plusvalenza realizzata con la vendita di un bene immobile intestata alla stessa società estera non costituisce “reddito d’impresa”, ma rientra nella categoria di “redditi diversi”. La plusvalenza realizzata sulla cessione dell’immobile di proprietà, inoltre, decorso il quinquennio di possesso è esente da imposizione.
I redditi degli immobili situati in Italia e posseduti dalla SO.PAR.FI. sono tassati solamente in Italia secondo le regole previste per la tassazione delle persone fisiche (in virtù della Convenzione contro la doppia imposizione).
Infine, eventuali interessi pagati dalla SO.PAR.FI. ai sottoscrittori di prestiti obbligazionari, sottoscritti tramite fiduciaria, possono avere un tasso maggiormente remunerativo per l’assenza della thin capitalization che, invece, ne limita la deducibilità in caso di società emittente italiana.

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AUTORE:

Ernesto Cozzi

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