Martedì 17 maggio 2005

LE RECENTI NOVITA' FISCALI DAL DECRETO LEGGE SULLA COMPETITIVITA' (D.L. 14 MARZO 2005, N. 35)

a cura di: www.altalex.com
Articolo di Vincenzo D'Andò (Commercialista e Revisore contabile in Palermo)
Vediamo di seguito talune novità salienti contenute nel suddetto provvedimento:

Sistema doganale (art. 1, comma 3)

Per il rilancio del sistema portuale italiano è definito il riassetto delle procedure amministrative di sdoganamento delle merci, in prospettiva di semplificazione.

I soggetti IVA devono trasmettere telematicamente le informazioni relative ad acquisti di autoveicoli di provenienza UE anche alla Agenzia delle Dogane (oltre che alla Agenzia delle Entrate).

Semplificazione amministrativa (art. 3)

La disciplina della dichiarazione di inizio attività viene semplificata. Il nuovo articolo dispone che le licenze, le concessioni, le autorizzazioni non costitutive, i permessi o i nulla osta, comprese le domande per le iscrizioni in albi o ruoli richieste per l'esercizio di attività imprenditoriale, commerciale o artigianale, entro certi limiti possono essere sostituite da una dichiarazione dell'interessato, accompagnata da certificazioni o documenti richiesti dall'amministrazione, sempre che essa non possa trarre le stesse informazioni da documenti già in suo possesso o da altre amministrazioni.

L'interessato può dare inizio all'attività oggetto della dichiarazione trascorsi trenta giorni dalla presentazione della stessa all'amministrazione competente, dandone contestuale comunicazione.
L'amministrazione, nel termine di trenta giorni, valuta "l'idoneità normativa e la fattibilità concreta" della comunicazione ricevuta e in caso di accertate carenze può vietare la prosecuzione dei lavori e richiedere la rimozione degli effetti prodotti, sempre che l'interessato non riesca a conformare gli stessi alla normativa vigente entro un termine stabilito dall'amministrazione e comunque non inferiore a trenta giorni.

Nei casi in cui la legge disponga che l'amministrazione competente, per emettere il proprio parere sulla comunicazione ricevuta dall'interessato, abbia bisogno di acquisire a sua volta i pareri di organi o enti appositi, è previsto un termine di trenta giorni entro il quale tali pareri devono pervenire all'amministrazione, decorso il quale la stessa può comunque adottare i propri provvedimenti senza attendere ulteriormente.

Modifiche alla legge finanziaria per il 2005 (Art. 4)

La legge n. 311/2004 (legge finanziaria per il 2005) ha subito delle modifiche.

Riguardo l'obbligo che ricade su chiunque ceda la proprietà o il godimento di un fabbricato di dare comunicazione all'autorità locale di pubblica sicurezza dei dati riguardanti l'ubicazione dell'immobile, nonché le generalità della controparte il D.L. n. 35/2005 stabilisce che le disposizioni si applicano a decorrere dalla data indicata nel decreto di approvazione del modello che deve essere utilizzato per comunicare la cessione o la locazione dei fabbricati.

Premio di concentrazione per le piccole e medie imprese (art. 9)

E' concesso un premio di concentrazione (come contributo nella forma del credito d'imposta, pari al 50% delle spese sostenute per studi e consulenze, inerenti all'operazione di concentrazione e comunque in caso di effettiva realizzazione dell'operazione) alle imprese rientranti nella definizione comunitaria di piccole e medie imprese, di cui alla Raccomandazione della Commissione europea del 6 maggio 2003, che prendono parte a processi di concentrazione.

Per potere accedere al contributo, tra le imprese interessate al processo di concentrazione non deve sussistere il rapporto di controllo di cui all'art. 2359 del codice civile o un controllo diretto o indiretto da parte della stessa persona fisica.

Il credito d'imposta:

- è utilizzabile solo in compensazione6, successivamente alla comunicazione di avvenuto riconoscimento del contributo;

- non è rimborsabile;

l'impresa concentrataria inoltra, dalla data di ultimazione del processo di concentrazione, un'apposita istanza in via telematica al Centro Operativo di Pescara dell'Agenzia delle entrate, che ne rilascia, in via telematica, certificazione della data di avvenuta presentazione.

Resta ferma, ad ogni modo, l'applicazione dell'art. 37-bis del D.P.R. n. 600/1973, contenente disposizioni antielusive.

Regime speciale per i produttori agricoli ai fini IVA (Art. 10, comma 1)

Sono previste modifiche all'art. 34 del D.P.R. n. 633 del 19727, che reca un regime speciale per i produttori agricoli ai fini IVA.

Viene indicato che sono considerati produttori agricoli:

- le cooperative e loro consorzi;

- le associazioni e loro unioni che effettuano cessioni di beni prodotti prevalentemente dai soci nello stato originario o previa manipolazione o trasformazione;

- gli enti che provvedono per legge, anche previa manipolazione o trasformazione, alla vendita collettiva per conto dei produttori soci.

E', inoltre, soppresso il comma 3 dell'art. 34, il quale prevedeva che il regime speciale previsto per i produttori agricoli, non si sarebbe dovuto applicare ai soggetti che nell'anno solare precedente avessero realizzato un volume di affari superiore ad euro 20.658,28. Anche il comma 4 dell'art. 34 del D.P.R. n. 633 del 1972 è oggetto di precisazione da parte del D.L. n. 35 del 2005. Esso stabilisce che non compete la detrazione forfettizzata ai fini IVA per le cessioni di prodotti agricoli e ittici il cui acquisto derivi da atto non assoggettato ad imposta: il DL, al riguardo, aggiunge: "sempre che il cedente, il donante o il conferente sia soggetto al regime ordinario".

E' soppressa la disposizione secondo cui le attività svolte nell'ambito della medesima impresa agricola da cui derivano i prodotti assoggettati al regime speciale per i produttori agricoli ai fini IVA sono in ogni caso unitariamente considerate. Infine, è precisato che il regime speciale non si applica ai soggetti che optino per l'applicazione dell'imposta nei modi ordinari dandone comunicazione all'ufficio.

A decorrere dal 1° gennaio 2006, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze sono rideterminate le percentuali di compensazione applicabili ai prodotti agricoli. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle dogane sono stabilite nuove aliquote di accisa per birra, prodotti alcolici intermedi e alcole etilico, con effetto dal 1° gennaio 2006.

Onlus e terzo settore (Art. 14)

Sono previste misure agevolative per le erogazioni e per gli atti relativi ai trasferimenti a titolo gratuito a favore di taluni soggetti.

Liberalità a favore di organizzazioni non lucrative di utilità sociale e di associazioni di promozione sociale (Art. 14, commi da 1 a 6)

Le liberalità (in denaro o natura) erogate da persone fisiche o da enti soggetti IRES in favore di: Organizzazioni non lucrative di utilità sociale; associazioni di promozione sociale;

sono deducibili dal reddito complessivo del soggetto erogatore nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato.

La deducibilià non si può cumulare con ogni altra agevolazione fiscale prevista a titolo di deduzione o detrazione di imposta da altre norme.

Affinché possa avvenire la deduzione necessita che il soggetto che riceve le erogazione:

- tenga scritture contabili atte a rappresentare con completezza e analiticità le operazioni poste in essere nel periodo di gestione;

- rediga - entro quattro mesi dalla chiusura dell'esercizio - un documento apposito che rappresenti adeguatamente la situazione patrimoniale, economica e finanziaria.

Se il soggetto erogatore delle liberalità si avvale indebitamente della deduzione in dichiarazione dei redditi, nei suoi confronti si applica la sanzione amministrativa, prevista per i casi in cui in dichiarazione siano esposte indebite detrazioni d'imposta o indebite deduzioni dall'imponibile (dal 100% al 200% della maggiore imposta o della differenza del credito), maggiorata del 200%.

Se la deduzione risulta indebita per la riscontrata insussistenza - in capo all'ente beneficiario dell'erogazione - dei caratteri solidaristici e sociali dichiarati in comunicazioni rivolte al pubblico ovvero rappresentati ai soggetti erogatori delle liberalità, l'ente beneficiario e i suoi amministratori sono obbligati in solido con i soggetti erogatori per le maggiori imposte accertate e per le sanzioni applicate.

Altre erogazioni (Art. 14, comma 7)

Le persone fisiche possono dedurre dal reddito complessivo le erogazioni liberali in denaro a favore di università e fondazioni universitarie; istituzioni universitarie pubbliche; enti di ricerca pubblici ovvero vigilati dal Ministero dell'istruzione dell'università e della ricerca; enti parco regionali e nazionali. Le società possono portare in deduzione le erogazioni liberali a favore dei medesimi soggetti come oneri di utilità sociale.


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AUTORE:

Enrico Giannini

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