Mercoledì 29 settembre 2004

LA RIFORMA BIAGI E LO SPORT DILETTANTISTICO

a cura di: Fiscosport S.r.l.
I rapporti di collaborazione di tipo "Amministrativo-Gestionale".

Il 3° comma, lettera a, dell'articolo 90 della Legge n. 289/2002 (Finanziaria per il 2003) ha ampliato l'applicazione della disposizione che disciplina la possibilità di usufruire della particolare forma di tassazione per le somme corrisposte come compensi, premi, indennità di trasferta e rimborsi forfetari di spesa, agli sportivi dilettanti (ex art. 81, ora art. 67, comma 1, lettera m) del Tuir D.p.r. n. 917/1986).

In particolare, è stato aggiunto nel corpo della norma citata il seguente periodo: "Tale disposizione si applica anche ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo-gestionale di natura non professionale resi in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche".

Tale disposizione rappresenta una novità rispetto alla precedente formulazione normativa in base alla quale dovevano considerarsi soggette a tassazione, secondo i criteri ordinari, le somme corrisposte in favore di coloro che svolgevano compiti di tipo amministrativo.

La novità trova infatti applicazione solo se le somme sono corrisposte in base a rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e non anche per le prestazioni di tipo occasionale. Pertanto mentre un atleta può percepire un compenso per una singola prestazione (occasionale) beneficiando dell'esenzione prevista fino a 7.500 Euro, lo stesso trattamento non può essere riservato ai compensi percepiti da una segretaria che svolge mansioni di tipo amministrativo limitatamente ad una singola manifestazione sociale, in quanto trattasi di una prestazione di lavoro autonomo occasionale, che deve essere tassata ordinariamente (con assoggettamento a ritenuta d'acconto del 20%).

L'esclusione da tale agevolazione vale anche per tutti coloro che sono legati alla società o associazione sportiva dilettantistica da rapporti di lavoro dipendente o di lavoro autonomo (professionisti).

Occorre, però, analizzare quali rapporti di tipo "amministrativo-gestionale" a carattere continuativo possono essere considerati "detassati" fino a 7.500 Euro per effetto delle nuove disposizioni. Ciò avendo anche riguardo alle previsioni dell'articolo 90, nuovo comma 18 (così modificato dalla legge n. 128/2004), della stessa legge 289/2002, che prevede la necessità di inserire negli statuti sociali "l'assenza di fini di lucro e la previsione che i proventi delle attivita' non possono, in nessun caso, essere divisi fra gli associati, anche in forme indirette. ".

Si deve osservare in proposito che l'applicazione della disposizione la quale disciplina i rapporti di collaborazione di tipo "amministrativo-gestionale" riguardanti le sole persone titolari del potere di amministrare o di gestire l'associazione sportiva sembra essere troppo restrittiva.

La nuova norma potrebbe così trovare applicazione solo per il Consiglio Direttivo, che peraltro, non dovrebbe percepire somme che nascondono attribuzioni di utili sotto la veste formale di compensi relativi al mandato di amministratore. Ciò sulla base della previsione contenuta alla lettera d) del nuovo comma 18, ma tale interpretazione non può essere condivisa.

Lo spirito della norma, che prevede uno speciale trattamento fiscale per i rapporti di collaborazione di tipo amministrativo-gestionale sembra essere, invece, quello di agevolare quei rapporti quali il segretario dell'associazione, il giardiniere incaricato della manutenzione del manto erboso, il custode del campo di gioco o della palestra, che, con passione, prestano la propria opera dietro un compenso minimo rappresentante un rimborso simbolico per il tempo impiegato in favore dello sport.

La novità non sembra essere applicabile, però, per i compensi percepiti da coloro che sono addetti alla gestione del bar sociale, sia esso riservato ai soci, ma anche aperto al pubblico, in quanto la natura dell'attività, di norma commerciale, è riconducibile solo indirettamente all'attività sportiva non sussistendo la necessaria connessione con le finalità sportive dell'attività.

In attesa degli opportuni chiarimenti ministeriali in merito, si può comunque ritenere probabile una estensione dell'articolo 81, ora art. 67, comma 1, lettera m) a tutte le attività "sportive" dell'associazione, di fatto venendo meno l'applicabilità di tali disposizioni alle sole "manifestazioni sportive".

Dovrebbe quindi essere sufficiente lo svolgimento di un'attività sportiva senza che le prestazioni siano finalizzate allo svolgimento di una manifestazione ufficiale (campionato, torneo e così via).

Sarà necessario, però, tenere in considerazione l'orientamento espresso dall'Agenzia delle Entrate a commento della prima formulazione dell'art. 25 della legge n. 133/99, secondo il quale "se si intrattengono rapporti con persone addette a settori diversi di attività occorrerà scomputare, dall'ammontare complessivo dei compensi erogati, quella parte di essi che, analiticamente o proporzionalmente commisurata all'attività di promozione dello sport dilettantistico, può fruire dell'agevolazione".

Il 3° comma, lettera b, dell'articolo 90 della Legge n. 289/2002, ha innalzato il limite di cui all'ex art. 83, ora art. 69, comma 2, del Tuir da 5.164, 57 Euro (10 milioni di vecchie lire) a 7.500 Euro con effetto dalla data di entrata in vigore della Finanziaria 2003 (fissata al 1° gennaio 2003): in pratica i compensi, i premi, le indennità di trasferta e i rimborsi forfetari di spesa erogati nell'esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche dal Coni, dalle Federazioni sportive nazionali, dall'Unire, dagli Enti di promozione sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalità dilettantistiche e che sia da essi riconosciuto, non concorrono a formare il reddito del percipiente per un importo non superiore a 7.500 Euro per ogni periodo d'imposta.

Si ricorda, inoltre, che per verificare il superamento dei limiti previsti per i compensi, premi, indennità di trasferta e i rimborsi forfetari di spesa occorre aver riguardo alle somme percepite con riferimento all' anno solare, anche nel caso in cui l'associazione (o le associazioni) eroganti abbiano previsto nello statuto un esercizio sociale diverso dall' anno solare (il limite di 7.500 euro è da verificarsi in capo ad ogni percipiente).

Vigendo il principio di cassa per i compensi e le altre somme percepite occorrerà considerare come compensi 2003 anche le somme riguardanti l'annualità 2002, se corrisposte a far data 1/1/2003; per effetto della modifica del primo scaglione delle aliquote Irpef tale rinvio è risultato particolarmente costoso nel caso di compensi che eccedono la soglia esente (5.164,57 Euro per il 2002 e 7.500 Euro per il 2003), in quanto mentre fino al 31/12/2002 la ritenuta (a titolo d'imposta o a titolo d'acconto) era fissata nella misura del 18% (+ addizionale regionale 0,90%), dall'1/1/2003 la ritenuta si applica nella misura del 23% (+ addizionale regionale 0,90%) con un aggravio di ben cinque punti percentuali, che di fatto hanno reso oneroso il rinvio del pagamento di somme di competenza dell'annualità precedente.

La ritenuta, ora del 23%, deve intendersi a titolo d'imposta per la parte eccedente i 7.500 Euro, ma nel limite di 28.158,28 (la parte soggetta a ritenuta a titolo d'imposta è di 20.658,28 Euro, pari a 40 milioni delle vecchie lire), mentre la parte eccedente è soggetta a ritenuta d'acconto nella stessa misura e sempre con l'applicazione delle addizionali di compartecipazione all'Irpef (anche per il 2003 la sola addizionale regionale).

E' opportuno ricordare che ai soli fini della determinazione delle aliquote per scaglioni di reddito, la parte dell'imponibile assoggettata a ritenuta a titolo d'imposta concorre alla formazione del reddito complessivo.

Non concorrono in ogni caso a formare il reddito del percipiente i rimborsi di spese documentate relative al vitto, all'alloggio, al viaggio e al trasporto sostenute in occasione di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale.

LA DISCIPLINA PREVIDENZIALE DEI COMPENSI PERCEPITI PER LE PRESTAZIONI "AMMINISTRATIVO-GESTIONALI" RESE NEI CONFRONTI DI SOCIETA' E ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE.

L'articolo 90, comma 3 della legge n. 289/2002 (Finanziaria del 2003) ha esteso l'ambito applicativo del regime fiscale relativo ai compensi erogati agli sportivi dilettanti, previsto dagli artt. 81, ora art. 67, comma 1, lett. m) e dall'art. 83, ora art. 69, del Tuir. In particolare, tali disposizioni trovano applicazione anche per le prestazioni aventi carattere "amministrativo-gestionale" di natura non professionale effettuate nei confronti delle società ed associazioni sportive dilettantistiche.

Il testo della nuova disposizione è apparso immediatamente poco comprensibile. In particolare, sono state sollevate notevoli perplessità circa l'individuazione dei soggetti interessati dalla novità e la natura di tali compensi. Infatti, da una parte è stato introdotto, anche con riferimento a tali prestazioni, un sistema di tassazione più attenuato per i soli contratti di collaborazione coordinata e continuativa, dall'altro i proventi così conseguiti sono considerati redditi diversi ai sensi dell'art. 81, ora art. 67, del Tuir. Non è dunque chiaro quale significato assuma il riferimento fatto dal legislatore ai contratti di collaborazione.

Il dubbio non è solo formale in quanto se i proventi percepiti con le predette prestazioni rientrano nell'ambito delle collaborazioni coordinate e continuative di cui all'art. 47, comma 1, lettera c-bis del T.U.I.R., i compensi percepiti dovranno essere assoggettati al contributo previdenziale previsto dall'art. 2, comma 26 della legge n. 335/1995 (gestione separata Inps). Invece se i proventi assumono la natura di redditi diversi tale contributo non è dovuto.

Si può ritenere che il riferimento fatto dal legislatore ai contratti di collaborazione coordinata e continuativa volesse significare l'intenzione di escludere dalla tassazione, fino all'importo massimo di 7.500 euro, le prestazioni di tipo "amministrativo-gestionale" caratterizzate da un certo grado di stabilità. Pertanto restano soggette a tassazione secondo i criteri ordinari i compensi percepiti in relazione a prestazioni di tipo amministrativo rese occasionalmente. Ad esempio sono soggetti a tassazione secondo i normali criteri i compensi percepiti da una segretaria per la riscossione delle quote sociali da pagare in occasione della partecipazione alla cena sociale organizzata da una società sportiva. Solo in questo senso deve essere inteso il riferimento fatto dalla norma ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, ma i proventi così percepiti devono essere considerati redditi diversi e pertanto restano esclusi dal contributo Inps dovuto da coloro che sono iscritti alla gestione separata di cui alla L. n. 335/95.

Tale interpretazione è stata confermata dalla Circolare Inps n. 42 del 26 febbraio 2003. Secondo l'Istituto di previdenza, i proventi percepiti a seguito delle predette prestazioni devono essere considerati come redditi diversi non rientranti nella disciplina di cui all'art. 47, comma 1, lett. c-bis del T.U.I.R. Non è possibile, quindi, imporre i contributi previdenziali della Gestione separata alle società e alle associazioni sportive dilettantistiche per i rapporti di collaborazione di carattere amministrativo gestionale.

LA RIFORMA BIAGI NON E' APPLICABILE NEL SETTORE SPORTIVO

Il 31 luglio 2003 è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il D.Lgs. di attuazione della L. n. 30/2003 che sancisce la fine, almeno secondo l'impostazione che fino ad oggi veniva data agli stessi, dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa. Tali rapporti devono ora essere ricondotti nell'ambito di un progetto o programma di lavoro, devono essere formalizzati per iscritto con l'indicazione della durata delle prestazioni, del corrispettivo e dei criteri per la sua determinazione, nonché dei tempi e delle modalità di pagamento. Tali novità, particolarmente rilevanti, non riguardano le società ed associazioni sportive dilettantistiche le quali sono state esonerate dalla nuova disciplina ai sensi dell'art. 61 del D.Lgs richiamato.

Le società e le associazioni sportive dilettantistiche non hanno l'obbligo, per impiegare nelle attività istituzionali uno o più collaboratori, di redigere un progetto o programma di lavoro.

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AUTORE:

Nicola Forte Pietro Canta

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