Mercoledì 8 ottobre 2008

L'IMPORTANZA DEL CONTRADDITORIO NEGLI ACCERTAMENTI DA STUDI DI SETTORE

a cura di: Studio Dott. Alvise Bullo
Il semplice scostamento da Gerico può essere sufficiente per determinare un accertamento da studi di settore?
Questo, senza molti giri di parole, è il tema che ci interessa.
La risposta è no, per buona pace delle tesi portate dall'Agenzia delle Entrate nei vari documenti di prassi. Giova infatti segnalare che Secondo l'Amministrazione Finanziaria la presunzione nascente da studi di settore è una presunzione semplice (l'art. 2729 c.c. stabilisce quanto segue: "Le presunzioni non stabilite dalla legge sono lasciate alla prudenza del giudice, il quale non deve ammettere che presunzioni gravi, precise e concordanti". Risulta semplice comprendere che il fatto ignoto previsto da una presunzione semplice è lasciato alla prudenza del giudice, il quale peraltro non può che ammettere presunzioni qualificate. Pertanto è obbligato chi lo vuole fare valere dall'onere di provare il fondamento dello stesso attraverso, per l'appunto un ragionamento presuntivo qualificato). Giova, vieppiù, segnalare, da studiosi della materia, che solo il giudice-non anche l'A.F.- può qualificare eventuali presunzioni -nel caso che ci occupa si può solo parlare di elementi indiziari- come qualificate e in quanto tali come presunzioni semplici e vieppiù ciò non può certo avvenire in una fase amministrativa, bensì giudiziale.

E' peraltro appena il caso di segnalare come i Supremi Giudici attraverso la sent. n. 23031/'07 delle sezioni unite non ha usato mezzi termini nello stabilire che "le circolari non vincolano il contribuente che resta pienamente libero di non adottare un comportamento ad essa conforme". Giova segnalare che non si può disquisire nel merito di quanto in oggetto senza conoscere alla perfezione la c.d. triade: art. 2727 c.c., 2728 c.c. e 2729 c.c.
Il risultato di Gerico deve qualificarsi in diritto quale elemento indiziario e, se supportato da altre prove (ancorché presuntive/documentali), forse l'accusa riesce a formare una presunzione semplice di cui all'art. 2729 c.c.

Giova, vieppiù segnalare che il contraddittorio (peraltro, a differenza degli accertamenti bancari, obbligatorio negli studi di settore) assume un ruolo importantissimo posto che se il contribuente "ci sa fare" può davvero "precostituirsi" una vittoria successiva. Ci si spiega meglio. Nel contraddittorio da studi di settore il contribuente ha delle chance incredibili a disposizione simili a quelle che ha il contribuente nelle memorie redatte ai sensi dell'art. 12, co 7 dello Statuto o nel contraddittorio da accertamento con adesione. In estrema sintesi, al contribuente nel contraddittorio da studi converrà sollevare molte questioni (es:10 motivi), sempre senza "scoprire" questioni che preferisce non scoprire. A questo punto se il contribuente attraverso i 10 motivi esposti nel contraddittorio sostiene la tesi "verde", ebbene, l'A.E. nell'avviso di accertamento successivo se sostiene, invece, la tesi "rosso" deve, pena l'illegittimità delle stesso, specificare e motivare perché dalla tesi "verde" del contribuente sia riuscita a passare alla tesi "rosso". Giocoforza che se i motivi in contraddittorio (es. 10) sono molti e molto ben provati e dettagliati diventa molto difficile per l'A.E. riuscire a motivare il "passaggio verde/rosso" e ciò ad evidenti "spese" della legittimità dell'avviso di accertamento emanato.


Alvise Bullo

Da segnalare, dell'autore, il documento Memorie per il contraddittorio nelle verifiche da studi di settore
Il documento, attraverso l'esame di un caso concreto, si propone di analizzare l'importanza del ruolo delle memorie riferite alle contestazioni da studi di settore.
AUTORE:

Dott. Alvise Bullo

Dottore Commercialista e Revisore Legale.
Studio Dott. Alvise Bullo
Docente per la Scuola Superiore dell’Economia e delle Finanze in materia di diritto tributario e in particolare in riferimento al contenzioso tributario. Da agosto 2008 componente della Commissione...
"contenzioso e accertamento tributario" presso il Consiglio Nazionale DCEC a Roma in materia di contenzioso tributario.

Collabora con La Settimana Fiscale, Il Sole 24 Ore, Contabilità Finanza e Controllo (gruppo Il Sole 24 Ore), Il Fisco, Finanza & Fisco, Quaderni Eutekne, Il Commercialista Veneto, GT Ipsoa, Pratica Fiscale, Il Corriere Tributario, Fiscalitax ed altre riviste.

Svolge attività di convegnistica (in materia di contenzioso tributario) in tutta Italia nell’ambito della formazione continua per DCEC, con Eutekne, nell’ambito della Commissione contenzioso e accertamento tributario presso CNDCEC, nell’ambito dei Convegni Nazionali Notarili, presso scuole di formazione professionale, presso gli artigiani, ecc.
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