Martedì 5 novembre 2013
Riflessioni nel bel mezzo dello spesometro.
La vita dei contribuenti italiani è fatta di scadenze, dichiarazioni e controlli: i più bravi non vengono puniti e i "distratti", coloro che - per vari motivi - "dimenticano" i loro obblighi di versamento e di dichiarazione spesso a loro volta vengono dimenticati. Si diceva una volta: "chi sbaglia paga", ma pare che valga di più il detto: "chi non fa non sbaglia". Sin dalla scuola elementare il primo controllo che fa la maestra è l'appello, ossia la verifica di chi è presente e di chi è assente, con la spunta sull'apposito registro. Al secondo giorno la maestra si accerta presso gli amici del motivo dell'assenza dell'alunno e al terzo si sincera, con telefonata a casa, della salute del bimbo. E' un sistema semplice, ma efficace, per tenere sotto controllo la situazione della classe. Siamo in un sistema ultra tecnologico e forzatamente digitalizzato, ma ancora il controllo viene fatto principalmente su chi dichiara e su chi paga, per cercare - oltre alle comprensibili evasioni, che peraltro non vengono scritte - errori più o meno formali o di interpretazione. Vengono controllati i "presenti" e gli assenti rimangono in silenzio e nessuno li cerca. Eppure, non sarebbe difficile: basterebbe attivare un "flag": "hai presentato la dichiarazione ?" "hai depositato il bilancio ?" "hai versato l'ICI (IMU, TASI, Service Tax, …) ?" "hai versato contributi negli ultimi 12 mesi ?" e via di questo passo … Cambiare la logica dei controlli per cercare chi non fa il suo dovere: in questo modo verrebbero certamente più facilmente alla luce i "professionisti" dell'evasione, che hanno capito che "chi non fa non sbaglia" (e non viene controllato). Mi è stato recentemente affidato un fallimento e la prima verifica che ho fatto (a pagamento) è una visura storica completa, con scaricamento dei documenti depositati. Ebbene, questa s.r.l. aveva depositato l'ultimo bilancio nel 2005 ! (bilancio chiuso al 31.12.2004). Cosa ci avrebbe messo la Camera di Commercio ad evidenziare la cosa ? Naturalmente, il passivo accumulato è rilevante e quasi esclusivamente nei confronti degli enti pubblici (Erario, INPS, INAIL, C.C.I.A.A., Comune, …). Non è un caso isolato ma è ormai una costante nelle situazioni di crisi: non si fanno le dichiarazioni, non si versano i contributi e si chiude la posizione con una dichiarazione di fallimento o lasciandola all'oblio. Se solo si facesse l'appello ci si accorgerebbe per tempo di tante cose che non vanno e anche chi è tentato a "bigiare" verrebbe fermato per tempo.
AUTORE:

Dott. Franco Confalonieri

Dottore Commercialista e Revisore Contabile
Studio Meli S.r.l.
Nato nel 1960, ha conseguito la laurea in Economia e commercio presso l'Università di Parma nel 1983. Iscritto all'Ordine dei Dottori Commercialisti dal 1986. Revisore legale. Consulente Tecnico...
di Ufficio per il Tribunale.

E’ socio dello Studio MELI & ASSOCIATI Dottori Commercialisti di Piacenza.

Svolge la sua attività nel campo della consulenza fiscale, societaria e contrattuale.

E’ specialista nel contenzioso tributario e nelle procedure concorsuali.

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