Venerdì 30 gennaio 2015

Italiani trasferiti alle Canarie per creare business, una guida per poter acquisire tutte le informazioni necessarie per decidere se farlo realmente o meno

a cura di: Studio Commerciale Tributario
Il 2015 un anno importante per gli imprenditori ed investitori non solo perché la recente riforma dall'Unione Europea da continuità al particolare Regime Economico e Fiscale (REF) delle Canarie, ma perché la stessa apre nuovi orizzonti sia temporali che in merito alle attività strategiche da svolgere ed insediare nell'arcipelago come anche , soprattutto, in merito agli incentivi e alle deduzioni fiscali (senza dimenticare fondi per particolari attività di valenza strategica) applicabili ed ottenibili.

Ecco alcune informazioni utili per aprire una attività di lavoro alle Canarie, pressione fiscale e costi di gestione della contabilità , documentazione necessaria e richiesta delle licenze. Le Canarie non sono un paradiso fiscale, come Montecarlo, San Marino, la Svizzera o le isole Cayman. Nelle isole Canarie le tasse si pagano, in forma minore rispetto all'Italia e alla stessa Spagna. Costituire una impresa per crearsi un lavoro avviene in modo analogo all' Italia. In Camera di Commercio si ottiene il NIF (codice fiscale per autonomi) o il CIF (partita IVA per imprese). Per costituire una SL (società limitata) cioè una impresa formata da più soci si verserà un capitale sociale di circa 3.300 euro, mentre per una SA (come la SPA) il capitale deve essere di almeno 60.000 euro. Entrambe costituite mediante scrittura pubblica che dovrà essere iscritta nel Registro Mercantile. Regolamento contenuto nel Testo Convertito della Legge per Società Anonime approvato dal Regio Decreto 1564/1989 e nella Legge 2/1995 delle Società a Responsabilità Limitata.

Riassumendo, la procedura per la creazione di una società alle Canarie è la seguente:

Ottenimento del Certificato negativo di denominazione: attesta che il nome scelto dalla società non coincida con altre preesistenti.

Apertura di un conto corrente bancario a nome della società attraverso il quale i soci apportano le rispettive quote al capitale sociale iniziale. Il capitale minimo da versare varia a seconda del tipo sociale. In seguito agli apporti i soci riceveranno una certificazione bancaria.

Redazione dello statuto sociale e notificazione al pubblico mediante scrittura pubblica notarile, prevedendo:

  • Denominazione
  • Oggetto
  • Domicilio
  • Data chiusura esercizio sociale
  • Capitale Sociale e Partecipazioni
  • Organizzazione dell'Amministrazione della Società

Ottenuta la scrittura, il notaio ne darà conto al Registro indicando il nome della società stessa.

Si effettua l'iscrizione al Registro Imprese entro il termine di 2 mesi con:

  • Il certificato di denominazione del Registro Imprese Centrale;
  • Il certificato bancario che certifica il versamento del capitale sociale;
  • Lo statuto sociale e la scrittura pubblica di costituzione;
  • La carta d'identità di tutti i soci;

Richiesta del Codice di identificazione fiscale (CIF) che identifica fiscalmente la società deve avvenire entro 30 giorni dalla costituzione.

Liquidazione dell'imposta sulle transazioni patrimoniali e sugli atti giuridici documentati.
Iscrizione nel Registro del Commercio Insulare e la pubblicazione nel Bollettino Ufficiale acquistando in tal modo la personalità giuridica.

Ottenimento della tessera provvisoria del Codice di Identificazione Fiscale (CIF) presso l'Agenzia Statale per l'Amministrazione Tributaria (AEAT) ed iscrizione alle imposte.

Iscrizione della scrittura pubblica di costituzione nel Registro Mercantile.

Il prelievo fiscale in tutto il territorio delle isole Canarie, per le differenti forme societarie parte da un minimo del 17% e può arrivare ad un massimo del 48%, con una media del 35%, secondo un regime di scaglioni simile a quello italiano. A differenza di quanto avviene in Italia le attività commerciali non sono tenute a rilasciare scontrino fiscale. Per i redditi prodotti da lavoro inferiori a 22.000 euro annui non è necessaria la dichiarazione purché percepiti da un solo sostituto d'imposta. Non è necessario richiedere una licenza per aprire un negozio (purchè non superi i 9000 mq) o una attività di lavoro, ma é sufficiente una dichiarazione di inizio attività.

Le Canarie beneficiano di fondi Europei previsti per lo sviluppo regionale oltre che di fondi offerti dal governo locale a chi crea nuove imprese che si occupano di innovazione e sostenibilità. Un panorama interessante soprattutto per chi si occupa di tecnologia dell'informazione e di web.

Ma perché queste isole dell'Atlantico sono diventate così di moda?

Saranno i tempi di crisi, sarà la voglia di incontaminato, fatto sta che al sogno anni ‘80 del chiosco bar sulla spiaggia messicana si è sostituito un'altra desiderata: aprire un ristorantino italiano alle Canarie. Negli ultimi anni però, sono state probabilmente le difficoltà del mondo del lavoro che nel nostro paese hanno acuito l'interesse anche dal punto di vista del business per queste isole in larga parte incontaminate.

Un vantaggio reale nel aprire una attività nell'arcipelago c'è: la tassazione davvero bassissima, al 4% rispetto al 34% (secondo gli ultimi dati che ho recuperato) rispetto alla Spagna continentale. Ora, se la tassazione è così favorevole è perché il governo spagnolo ha cercato così di supportare queste isole isolate (appunto) e con una economia di sussistenza, rivitalizzata poi, più che dai vantaggi fiscali, dal turismo più o meno stanziale.

Ma come si apre un bar o ristorante, magari la classica pizzeria o caffetteria italiana, alle Canarie?

Come spesso succede approcciando altre nazioni, si scopre con stupore che i meccanismi sono molto simili a quelli che regolano la nostra cara vecchia Italia; gli esterofili a tutti i costi (o forse solo le persone di buon senso) dicono che a fare la differenza sono la certezza delle regole e un minor senza della interpretazione, così tipica da noi.
Partiamo dall'inizio. Anche in Spagna sarà necessario scegliere il nome della ditta e la forma di impresa, individuale o societaria.

Il più semplice e comune per una piccola attività è l'Empresario Individual. In cui naturalmente l'imprenditore è responsabile in tutto e per tutto, questo tipo di impresa non richiede alcun investimento. Per diventare un Empresario individuale, è necessario:

  1. registrarsi per pagare la tassa IAE (Impuesto de Actividades Económicas),
  2. dichiarare che si sta aprendo l'attività (Declaración Censal de Inicio de Actividad- una specie di DIA)
  3. registrati con la sicurezza sociale (Seguridad Social) in pratica il sistema di mutua e pensionistico spagnolo.

Fin qui la parte fiscale, a questo punto, se noi rileviamo una attività ma non facciamo modifiche, possiamo partire con una semplice dichiarazione e aprire la saracinesca, se invece rileviamo una struttura che non era in precedenza legata alla ristorazione o somministrazione, o se apportiamo modifiche strutturali, dovremo sottostare ad un regolamento igienico sanitario che, come abbiamo detto, ricorda bene quello italiano, ad esempio come altezza dei locali, come metrature in rapporto fra preparazione e somministrazione, come tipologia di attrezzature usate per la cucina e altro ancora.

Il resto, tutto funziona come in ogni altro luogo della terra, e come tale va affrontato: con lo spirito giusto, da imprenditori, capaci di una accuratissima scelta della location e di una offerta in linea con il target e capace di portare un vero e proprio valore aggiunto rispetto alla concorrenza…

Concludo con una citazione di Mark Twain:

"Tra vent'anni sarete più delusi per le cose che non avrete fatto che per quelle che avrete fatto. Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Prendete i venti con le vostre vele. Esplorate. Scoprite. Sognate."

AUTORE:

Dott.ssa Esmeralda Trogu

Ragioniera, tributarista, consulente fiscale e aziendale.
Studio Commerciale Tributario
Diploma di scuola secondaria: Ragioneria, materie commerciali e giuridiche Istituto Tecnico Commerciale L. Mossa - Oristano, Sardegna Italia. Università degli studi di Cagliari: Facoltà di Scienze Economiche,...
Giuridiche e Politiche.

Risanatrice aziendale abile nello stabilire linee guida di revisione chiare e nel definire lo scopo di ciascuna revisione da principio. Ottima capacità nel comunicare apertamente con colleghi e clienti.
Consulente aziendale e fiscale professionista capace di controllare le questioni di bilancio in modo diligente per raggiungere la responsabilità e la trasparenza finanziaria.
Tributarista esperta della normativa sui tributi e sulle imposte dirette e indirette, che per legge devono essere calcolate e versate dall’impresa, sulla base del fatturato e del reddito a scadenze prefissate.
Specializzata nella valutazione del rischio di potenziali problemi di usura ed anatocismo bancario, fallimenti, pignoramenti.
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