Mercoledì 2 settembre 2015

IMU, TARI, TASI: riduzioni in cambio di lavori socialmente utili, come funziona il 'baratto amministrativo'

a cura di: ADUC - Associazione per i diritti degli utenti e consumatori
Prestare attività lavorativa socialmente utile (pulizia della città, manutenzione del verde, assistenza pre e post scuola, interventi di decoro urbano, manutenzioni etc.etc.) e poter conseguentemente fruire di riduzioni o addirittura esenzioni delle imposte locali (Tasi, Imu, Tari).

E' questo il cosiddetto "baratto amministrativo" che si sta diffondendo tra i Comuni italiani in forza a quanto prevede il decreto sblocca Italia del 2014 (1), che ha sancito: "I comuni possono definire con apposita delibera i criteri e le condizioni per la realizzazione di interventi su progetti presentati da cittadini singoli o associati, purché individuati in relazione al territorio da riqualificare" e "in relazione alla tipologia dei predetti interventi, i comuni possono deliberare riduzioni o esenzioni di tributi inerenti al tipo di attività posta in essere".

Ogni Comune gestisce l'attività autonomamente, decidendo quali attività sono coinvolte, chi può svolgerle, quali imposte possano subire riduzioni od esenzioni ed in quale misura. La legge prevede solo che la riduzione od esenzione debba riguardare tributi inerenti al tipo di attività posta in essere (tipicamente la Tari, tassa rifiuti), che l'eventuale esenzione debba essere concessa per un periodo limitato e definito e che le riduzioni debbano essere concesse in priorità a comunità di cittadini organizzati in associazioni stabili.

Per quanto ci risulta ad oggi l'iniziativa è attiva nel comune di Massarosa (Lucca) e in quello di Invorio (Novara). Sono in procinto di introdurre la misura (o di studiarla) molti altri Comuni tra cui Firenze, Palermo, Sacile,Trevi, Castel Ritaldi, Vasto, Settimo, Guspini, Sardara, Isili, Quartu Sant'Elena, Sarno, Centuripe, etc.

Chiariamo che si tratta di iniziative volontarie, sia per il Comune che per il cittadino. Chi fosse interessato dovrà quindi rivolgersi al proprio Comune di residenza per sapere se e come sia possibile fruirne.

(1) Dl 133/2014 convertito nella Legge 164/2014 art.24.

di Rita Sabelli

Fonte: http://www.aduc.it
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