Martedì 22 novembre 2005
La disciplina del deposito doganale è dettata dal regolamento CE n. 2913 del 12/1/10992, Codice Doganale Comunitario, che riunisce le norme generali, i regimi e le procedure applicabili alle merci oggetto di scambi tra Comunità e Paesi terzi.

Il deposito doganale è definito dall'art. 98 del Codice Doganale Comunitario come il luogo, autorizzato e controllato dall'autorità doganale, deputato ad immagazzinare merci non comunitarie senza che siano assoggettate ai dazi di importazione, all'IVA o a qualsiasi altra imposizione o restrizione quantitativa eventualmente prevista per la loro immissione in libera pratica (procedura che attribuisce la posizione doganale di merce comunitaria ad una merce non comunitaria ed implica l'applicazione delle misure di politica commerciale, l'espletamento delle formalità previste per l'importazione di una merce, nonché l'applicazione dei dazi legalmente dovuti).
 
La fattispecie del deposito doganale è concettualmente diversa da quella di deposito IVA, questi ultimi sono depositi per la custodia di beni nazionali o comunitari, attraverso i quali è possibile effettuare una serie di operazioni senza l'applicazione dell'imposta. Secondo la specifica disciplina dettata dall'art. 50/bis del DL 331/1993, sono esclusi dal regime di deposito IVA i beni extracomunitari che non abbiano scontato i dazi doganali.
Con nota del Dipartimento delle Dogane n. 2702/V del 1999 è stato precisato che i depositi doganali sono considerati ex lege anche depositi IVA relativamente ai beni nazionali e comunitari che possono esservi introdotti.

 
CLASSIFICAZIONI

 
L'art. 99 del Codice Doganale Comunitario classifica i depositi doganali in 2 categorie:

  1. depositi pubblici cioè utilizzati da qualsiasi persona per l'immagazzinamento di merci. Questi depositi sono a loro volta classificati come segue:
    - tipo A: sono sotto la responsabilità del depositario;
    - tipo B: sono sotto la responsabilità di ciascun depositante;
    - tipo F: sono garantiti dall'autorità doganale.
  2. depositi privati cioè destinati unicamente ad immagazzinare merci del depositario. Sono classificati in:
    - tipo D: il depositario si identifica con il depositante senza essere necessariamente proprietario della merce e, ai fini dell'immissione in libera pratica, gli elementi di tassazione verranno constatati all'atto dell'introduzione in deposito;
    - tipo E: il depositario si identifica con il depositante senza essere necessariamente proprietario della merce e l'immagazzinaggio della merce in regime di deposito doganale avviene in un luogo non riconosciuto come tale;
    - tipo C: non si applica nessuna delle situazioni relative ai depositi privati di tipo D ed E.

MODALITA' COSTITUTIVE E DI GESTIONE
 
Per costituire e gestire un deposito occorre presentare una domanda di autorizzazione da farsi sull'apposito modello comunitario, da consegnarsi alla direzione regionale competente per territorio, che deve contenere le indicazioni necessarie :
- all'identificazione del richiedente, del luogo e del tipo di deposito richiesto;
- alle procedure doganali proposte;
- alle operazioni che il richiedente intende effettuare nel deposito.
 
Alla domanda vanno inoltre allegate la proposta per identificare l'ufficio di controllo e le planimetrie dei luoghi destinati  all'immagazzinamento.
In base al dettato dell'art. 100 del Codice Doganale Comunitario nell'autorizzazione sono stabilite le condizioni di gestione del deposito; tale autorizzazione può essere concessa unicamente alle persone stabilite nella Comunità. La gestione di un deposito doganale è subordinata al rilascio di una autorizzazione del direttore regionale dell'Agenzia delle Dogane territorialmente competente, subordinata alla costituzione di una garanzia e alla dimostrazione da parte dell'interessato dell'esigenza economica di immagazzinamento. La durata di permanenza delle merci in regime di deposito doganale non è soggetta ad alcuna limitazione.
 
Per introdurre le merci in un deposito doganale autorizzato è necessario presentare una dichiarazione (Mod. IM7) per il vincolo della merce al regime del deposito e prestare una garanzia, solitamente una fideiussione bancaria o assicurativa, per i diritti doganali gravanti sulla merce che restano sospesi. In seguito alla presentazione della dichiarazione di introduzione in deposito (IM7) i beni possono venire introdotti nel deposito e presi in carica nella contabilità di magazzino in base alle modalità stabilite nell'autorizzazione.
 
Durante la giacenza nel deposito le merci possono essere oggetto di manipolazioni usuali volte ad assicurarne la conservazione o a migliorarne la presentazione e la qualità commerciale, nonché essere temporaneamente rimosse o trasferite ad altro deposito. Il richiedente, al fine di ridurre il costo di gestione dell'immagazzinamento, può ottenere dalla direzione regionale l'autorizzazione ad immagazzinare contemporaneamente nello stesso deposito sia merci estere sia nazionali, o nazionalizzate o comunitarie, purché vengano ben distinte e contrassegnate.
 
Per l'estrazione della merce, e quindi la successiva immissione in consumo nel territorio nazionale ed il pagamento dei dazi all'importazione, dell'Iva e delle eventuali accise, o la riesportazione fuori del territorio doganale della Comunità Europea, il depositante deve presentare apposita dichiarazione in dogana (Mod. IM4 o T1), mentre il depositario scaricherà la merce nella contabilità di magazzino.
 
OBBLIGHI DEL DEPOSITARIO E DEL DEPOSITANTE
 
Il depositario, colui che è autorizzato a gestire il deposito doganale, ha la responsabilità:

  1. di garantire che le merci non siano sottratte alla sorveglianza doganale durante la loro permanenza nel deposito doganale;
  2. di rispettare gli obblighi risultanti dall'immagazzinamento delle merci che si trovano in regime di deposito doganale;
  3. di osservare talune condizioni particolari fissate dall'autorizzazione.

Nei depositi di tipo A, C, D ed E è posto a carico del depositario l'obbligo di tenere una contabilità di magazzino di tutte le merci vincolate al regime.
Con l'accordo delle autorità doganali, gli obblighi e i diritti del depositario possono essere trasferiti al depositante.
 
Il depositante è la persona vincolata dalla dichiarazione di assoggettamento delle merci al regime di deposito doganale, inoltre, quando l'autorizzazione riguardi un deposito pubblico, essa può prevedere che le responsabilità a carico del depositario incombano sul depositante.
 
VANTAGGI
 
L'utilizzo del deposito doganale indubbiamente offre agli operatori economici interessanti facilitazioni in quanto:

  1. favorisce il commercio, soprattutto di transito, consentendo in qualsiasi momento la rispedizione all'estero delle merci depositate e la loro vendita sul territorio nazionale scegliendo il momento più vantaggioso dal punto di vista remunerativo;
  2. dà la possibilità di effettuare acquisti nel momento in cui l'offerta sul mercato esterno è più favorevole e di vendere quando la domanda sul mercato interno o esterno è più propizia;
  3. favorisce l'approvvigionamento senza dover anticipare il pagamento dei diritti doganali rispetto al momento dell'effettiva immissione in consumo.

Fonti: Regolamento CE n. 2913 del 12/1/10992; Nota del Dipartimento delle Dogane n. 2702/V del 1999

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AUTORE:

Ernesto Cozzi

Studio Cozzi Dottori Commercialisti Associati
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